BOLLETTINO SINDACALE N. 10 DEL 11 SETTEMBRE 2015

D.L. 19 GIUGNO 2015, N. 78 CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, IN LEGGE 6 AGOSTO 2015, N. 125 (G.U., 14 AGOSTO 2015, N. 188, S.O. N. 49/L) 

 

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Senz’altro non sarà sfuggito quanto di controverso risulta in merito al DM “Ripartizione delle dotazioni organiche del MiBACT” fatto firmare dall’Onorevole Ministro.

Ad ogni buon conto, sembra che ci sia un po’ di confusione sull’applicazione del sostantivo femminile RIPARTIZIONE tra la Ripartizione della dotazione organica (che, purtroppo, è già stata fatta nel DPCM 171/2014) con quella che, invece, doveva fare il Ministro con DM, che è la RIPARTIZIONE DEI CONTINGENTI DI PERSONALE NELLE RISPETTIVE ARTICOLAZIONI CENTRALI E PERIFERICHE, DISTINTI PER AREE FUNZIONALI, PROFILO PROFESSIONALE E FASCIA RETRIBUTIVA…

Poi c’è la dimenticanza della citazione o della ‘vigenza’ dell’Articolo 30 del DPCM 29 agosto 2014, n. 171 …

Inoltre ci sono altre “chicche” che non sono state considerate, quali ad esempio:

– Quanti sono oggi i posti occupati nelle tre Aree e quanti sono i posti occupati in soprannumero in 1^ Area;

Quanti sono i conseguenti posti “congelati” o da “congelare”  in 2 e 3 Area;

– Per caso, nelle risorse massime disponibili (oltre 7.OOO.OOO di euro circa, desumibili dalle economie da cessazioni…) sono stati ricordati gli oltre tre milioni di euro per assumere i comandati Scuola e Sanità …

Seguirà comunque nostra ulteriore analisi, se non ci saranno segni di modifica.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE

CONFSAL-UNSA BENI CULTURALI

PROFILI FINANZIARI – REDATTI DAL SERVIZIO BILANCIO DELLO STATO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI (N. 331 – 31 LUGLIO 2015) 

Articolo 16, commi da 1-quater a 1-sexies – Razionalizzazione di archivi ed istituti della cultura delle province

Le norme, introdotte nel corso dell’esame presso il Senato, dispongono quanto segue:

■ si prevede l’adozione, entro il 31 ottobre 2015, di un piano di razionalizzazione degli archivi e degli altri istituti della cultura delle province che può prevedere, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il versamento agli archivi di Stato competenti per territorio dei documenti degli archivi storici della province (con esclusione di quelle trasformate in città metropolitane), e l’eventuale trasferimento al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo degli immobili demaniali di proprietà delle province adibiti a sede o deposito degli archivi medesimi. Il piano può altresì individuare ulteriori istituti e luoghi della cultura delle province da trasferire al Mibact, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (comma 1-quater);

■ si prevede, entro il 31 ottobre 2015, la possibilità, per le finalità di cui al comma precedente, del trasferimento alle dipendenze del Mibact di unità di personale appartenenti ai profili professionali di funzionario archivista, funzionario bibliotecario, funzionario storico dell’arte e funzionario archeologo in servizio a tempo indeterminato presso le province, attraverso apposita procedura di mobilità, anche in soprannumero rispetto alla dotazione organica, a valere sulle facoltà assunzionali del Mibact non impegnate per l’inquadramento del personale del comparto scuola comandato presso il medesimo Ministero e, comunque, per un importo pari ad almeno 2,5 milioni di euro annui. Si stabilisce, inoltre, che a decorrere dal completamento della procedura di mobilità, non si applichi quanto previsto dall’art. 1, comma 425, della legge n. 190/2014 (legge di stabilità 2015) (comma 1-quinquies);

L’art. 1, comma 425, prevede che la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica avvii, presso le amministrazioni dello Stato una ricognizione dei posti da destinare alla ricollocazione del personale delle province e delle città metropolitane, interessato ai processi di mobilità. Le amministrazioni comunicano un numero di posti, soprattutto riferiti alle sedi periferiche, corrispondente, sul piano finanziario, alla disponibilità delle risorse destinate, per gli anni 2015 e 2016, alle assunzioni di personale a tempo indeterminato secondo la normativa vigente, al netto di quelle finalizzate all’assunzione dei vincitori di concorsi pubblici collocati nelle graduatorie vigenti o approvate alla data di entrata in vigore della presente legge. Il Dipartimento pubblica l’elenco dei posti comunicati sul proprio sito istituzionale. La norma stabilisce che, nelle more del completamento del procedimento di cui al presente comma alle amministrazioni è fatto divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato e che le assunzioni effettuate in violazione sono nulle.

■ si apportano modifiche agli articoli 4 e 5 del codice dei beni culturali (D.lgs. n. 42/2004), al fine di coordinare le disposizioni che disciplinano le funzioni delle regioni in materia di archivi con quanto disposto dall’articolo in esame (comma 1-sexies).

La relazione tecnica afferma che il comma 1-quater non è suscettibile di comportare oneri a carico della finanza pubblica, in quanto pone sia il versamento dei documenti degli archivi storici delle province agli archivi dello Stato sia il trasferimento degli immobili provinciali al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in termini di mera possibilità e, comunque, nel presupposto, espressamente prescritto, che tali movimenti si attuino senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Relativamente al comma 1-quinquies la relazione tecnica segnala che agli oneri derivanti dal trasferimento delle unità di personale specialistico in servizio presso le Province si provvede a valere sulle facoltà assunzionali del Ministero al netto di quelle impegnate per l’inquadramento del personale del comparto scuola comandato presso il medesimo Ministero.

Al trasferimento del citato personale specialistico delle Province è destinato un importo pari ad almeno 2,5 milioni di euro annui del budget assunzionale (che, per l’anno 2015, è pari a 7.693.105,18 euro dato dal 40 per cento delle economie da cessazioni 2014, pari ad 19.232.762,96 euro.

La dotazione organica del MIBACT presenta, ad oggi, nell’Area III una vacanza di 656 posti, a fronte di circa 672 unità di personale degli enti provinciali di interesse culturale potenzialmente interessati dal trasferimento in questione.

Il comma 1-sexies ha natura procedurale e pertanto non determina oneri.

In merito ai profili di quantificazione pur prendendo atto dei presidi finanziari recati dalle disposizioni (clausola di invarianza, assunzioni nei limiti delle relative facoltà, eccetera) andrebbero acquisiti elementi in ordine ai seguenti profili:

■ le risorse massime disponibili (7.693.105 euro) sembrerebbero non sufficienti a garantire la totalità dei transiti previsti. Peraltro, l’impianto normativo fa supporre che il transito possa venire disposto per la totalità della platea di 672 unità. Infatti è prevista un’ipotesi di inquadramento in soprannumero anche se i posti vacanti nella pianta organica, 656, sarebbero pressoché sufficienti ad assorbire l’intero contingente;

■ pur prendendo atto che il riordino degli archivi è una mera possibilità, risulterebbe necessario chiarire che fosse chiarito con quali risorse, nel breve periodo, si possa fare fronte ad una riorganizzazione degli archivi storici delle province. Tali operazioni, suscettibili di determinare risparmi nel lungo periodo, richiedono in prima istanza investimenti per la riorganizzazione logistica di depositi di materiale che possono includere anche un gran numero di documenti.

Su tali questioni appare necessario acquisire l’avviso del Governo.

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