BOLLETTINO SINDACALE N. 12 DEL 4 SETTEMBRE 2013

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SOMMARIO: 

  • ·      Il decreto del Fare fa resuscitare ARCUS …
  • ISTITUITA LA COMMISSIONE PER IL RILANCIO DEI BENI CULTURALI E IL TURISMO E PER LA RIFORMA DEL MINISTERO
  • Risposta del Dirigente del Servizio II Paolo D’Angeli sulla mancata attribuzione del trattamento economico al personale vincitore del corso concorso per i passaggi di area.
  • Risposta del Direttore Generale Dott. Mario Guarany in merito al nostro comunicato stampa del 31.07.2013 “Mibac senza gruppo elettrogeno, penalizzata la promozione di “Una Notte al Museo”. Un intervento di manutenzione delle rete elettrica del ministero, che poteva essere rimandato ha penalizza il progetto fortemente voluto dalla Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale

Il decreto del Fare fa resuscitare ARCUS

 A parte la questione della gestione dei monumenti, di privati comunque si parlerà nel prossimo futuro. Sono, infatti, in arrivo le linee guida che permetteranno di sbloccare il sistema delle gare per affidare all’esterno i servizi aggiuntivi di musei e aree archeologiche. La commissione insediata da Anna Maria Buzzi, direttore della valorizzazione del ministero dei Beni culturali, ha concluso i lavori di riscrittura delle regole varate nel 2010.

Quelle regole che avevano finito per infrangersi contro il muro di ricorsi ai giudici amministrativi. Anche se nei giorni scorsi una pronuncia dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha riconosciuto la bontà di alcune indicazioni contenute nelle vecchie linee guida.

L’obiettivo è di fare in modo che a settembre le nuove prescrizioni diventino operative, dopo che saranno ritoccate sulla base dei suggerimenti delle categorie interessate, alla quale sono state sottoposte per una valutazione. In questo modo il sistema dei servizi aggiuntivi potrà essere rimesso a gara, visto che sulla base delle linee guida del 2010 solo in pochissime realtà si sono potute rinnovare le gestioni e nella stragrande maggioranza dei siti si continua a lavorare in un regime di prorogatio, che ormai va avanti da molti anni. Nelle nuove regole si sottolinea che per i monumenti meno famosi, che non possono essere proficuamente inseriti in un circuito di visita, sia preferibile ricorrere alla gestione diretta, utilizzando il personale dei Beni culturali. Per gli altri, invece, porte aperte al mercato, con concessioni di durata da tre a sette anni (ma prorogabili a nove). Non è l’unica novità. Oltre a quelle contenute nel decreto cultura (Dl 91/2013), i Beni culturali hanno aperto anche altri fronti di lavoro. Con qualche ritorno al passato. Il decreto legge del fare (Dl 69/2013), di recente convertito in legge, ha infatti resuscitato Arcus, la società per azioni che il Governo Monti, nel piano di spending review, aveva mandato in pensione. La Spa che, beneficiando del 3% delle risorse per le infrastrutture, si è finora occupata di interventi di restauro di beni culturali (seguiti da polemiche per il fatto di essere spesso pilotati dall’esigenza del ministro o del politico di turno), avrebbe dovuto essere messa in liquidazione dal prossimo primo gennaio, accompagnata in questa operazione da un commissario che sarebbe dovuto rimanere in carica fino a fine dicembre 2014. Invece, Arcus torna a vivere.

Sempre il decreto del fare ha poi previsto una serie di modifiche al Codice dei beni culturali (Dlgs 42/2004), in particolare nella parte relativa alle autorizzazioni paesaggistiche. Si tratta di ritocchi che fanno seguito a diversi altri interventi spot effettuati nel corso degli anni, che si sommano alle modifiche più sistematiche del 2006 e del 2008. Per questo il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, qualche giorno fa ha istituito una commissione, presieduta da Salvatore Settis, per un restyling del codice.

Anche il ministero, però, ha bisogno di una profonda ridefinizione dell’assetto, determinata dai tagli di spesa, che hanno portato il personale da 21mila a 19mila unità. Dunque, altra commissione, presieduta da Marco D’Alberti, professore di diritto amministrativo alla Sapienza di Roma, per riorganizzare via del Collegio Romano e anche per riflettere sul rilancio dei beni culturali e del turismo.

ISTITUITA LA COMMISSIONE PER IL RILANCIO DEI BENI CULTURALI E IL TURISMO E PER LA RIFORMA DEL MINISTERO

Il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo ha istituito la Commissione per il rilancio dei beni culturali ed il turismo e per la riforma del Ministero in base alla disciplina sulla revisione della spesa.

La Commissione avrà il compito di definire le metodologie più appropriate per armonizzare la tutela, la promozione della cultura e lo sviluppo del turismo, identificando le linee di modernizzazione del Ministero e di tutti gli enti vigilati, con riguardo alle competenze, all’articolazione delle strutture centrali e periferiche e alla innovazione delle procedure.

La Commissione sarà presieduta dal professor Marco D’Alberti, Ordinario di Diritto Amministrativo presso l’Università di Roma “Sapienza”, e sarà composta dal Presidente della Fondazione “La Biennale” di Venezia, Paolo Baratta; dal professor Massimo Bergami, Ordinario di Organizzazione aziendale presso l’Università di Bologna; dal Soprintendente per i beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi; dalla professoressa Rita Borioni, Esperta di politiche culturali; dal professor Lorenzo Casini, Professore Diritto Amministrativo presso l’Università di Roma “Sapienza”; dal direttore Storico dell’Arte, della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Milano e della Lombardia distaccato presso la Soprintendenza di Venezia con il ruolo di Direttore delle Gallerie dell’Accademia , Matteo Ceriana; dalla Direttrice del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto – Mart, Cristina Collu, dal professor Yves Gaudemet, Università di Parigi 2 – Panthèon Assas; dal direttore della Biblioteca del Monumento Nazionale dei Girolamini, Mauro Giancaspro; dalla dottoressa Maria Pia Guermandi dell’Istituto beni culturali Regione Emilia Romagna; dalla Dott.ssa Monica Grossi, Soprintendente archivistico per la sardegna; dal Presidente Federturismo di Confindustria, Renzo Iorio; da Angelo Lalli, Professore Diritto Amministrativo presso l’Università di Roma “Sapienza”; da Riccardo Luna, Esperto di nuove tecnologie; dal professor Tomaso Montanari, Professore Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II; da Marino Ottavio Perassi, Avvocato Generale della Banca d’Italia; dal Segretario Generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Antonia Pasqua Recchia; dal Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria, Francesco Scoppola e dalla Soprintendente della Soprintendenza archivistica della Toscana, Diana Toccafondi.

Nessuno dei componenti della Commissione percepirà compensi.

Mancata attribuzione del trattamento economico al personale vincitore del corso concorso per i passaggi di area.

                                                                                         

Roma, 18 luglio ’13

Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Sig. Capo di Gabinetto

Cons. Mario Lipari

Sog. Segretario Generale

Arch. Pasqua Antonia Recchia

Direzione Generale OAGIP

Sig. D.G. dr. Mario Guarany

Oggetto: Mancata attribuzione del trattamento economico al personale vincitore del corso concorso per i passaggi di area.

Egregi,

Codesta Amministrazione, al termine del lungo iter della riqualificazione, ha proceduto all’inquadramento dei lavoratori.

In particolare, quelli transitati dalla seconda alla terza area, al termine delle procedure di riqualificazione e in base all’applicazione di disposizioni di legge che dal primo gennaio 2011 bloccano gli avanzamenti economici dei lavoratori pubblici, hanno sottoscritto il nuovo contratto di lavoro, assumendo i compiti e le responsabilità del nuovo profilo professionale ma ad invarianza di remunerazione.

In pratica a questi lavoratori è stata attribuita una posizione giuridica, con la connessa assunzione delle responsabilità che ne derivano, senza che a questa corrispondesse l’attribuzione del corrispettivo economico.

Avverso a tale decisione molti dei lavoratori interessati, hanno immediatamente attivato un contenzioso con l’Amministrazione del MiBAC.

Alcuni dei ricorrenti hanno sollevato dubbi circa la Costituzionalità della norma con conseguente richiesta alla Corte Costituzionale.

All’attualità si è ancora in attesa del pronunciamento  della Corte Costituzionale, previsto per ottobre p.v..

Il contenzioso si basa sul principio costituzionale, sancito dall’art. 36 della Costituzione italiana, che prevede il diritto del lavoratore a percepire una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro che gli viene affidato.

 L’applicazione delle disposizioni normative in materia di spending review nel bloccare gli avanzamenti economici dei dipendenti pubblici, pur in presenza di aumento delle responsabilità legate a un diverso profilo professionale, conseguente alla modifica delle condizioni di inquadramento giuridico, cozza, a parere dei ricorrenti e delle scriventi OO.SS. proprio con il citato principio costituzionale.

Quanto appena ricordato si è reso possibile anche in considerazione dei tempi che sono stati necessari per la definizione dei processi di riqualificazione i quali, tra l’altro, subiscono continue modifiche a seguito di ricorsi che i vari lavoratori presentano avverso le decisioni assunte dalle varie commissioni in relazione ai punteggi.

E’ evidente che i processi di riqualificazione in oggetto sono stati avviati precedentemente all’entrata in vigore del blocco degli avanzamenti economici e sulla base di procedure precedentemente autorizzate dagli organi di controllo e complete delle necessarie certificazioni, e della relativa copertura economica.

Sulla base di quanto esposto, ed in considerazione della evidente fondatezza giuridica delle motivazioni alla base del contenzioso in questione, si chiede di avviare un opportuno ripensamento della decisione adottata, provvedendo di conseguenza all’attribuzione del trattamento economico previsto per la prima posizione dell’area terza.

Nel restare in attesa di formale riscontro alla presente nota, inviata ai sensi dell’art.6 CCNL,  si porgono distinti saluti.

FP CGIL     CISL FP      UILPA      CONFSAL UNSA       UGL INTESA

   Meloni       Calcara    Feliciani           Urbino                  Petra

 

“Mibac senza gruppo elettrogeno, penalizzata la promozione di “Una Notte al Museo”.

Un intervento di manutenzione delle rete elettrica del ministero, che poteva essere rimandato ha  penalizza il progetto fortemente voluto dalla Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale

 

“Da sabato 27 luglio e per ogni ultimo sabato del mese fine alla fine dell’anno, apriranno fino alla mezzanotte i luoghi d’eccellenza della cultura italiana.. l’elenco completo dei musei e degli eventi è consultabile su www.beniculturali.it e www.valorizzazione.benicultuali.it , così recita la pubblicità dei banner presenti su importanti siti d’informazione come il Corriere della Sera o Repubblica, peccato però che, dalle ore 18 di venerdì almeno fino alle 11 del sabato in cui si svolgevano gli eventi,  nessuno ha potuto  mai consultare ne il sito ne l’elenco – dice Giuseppe Urbino, Segretario Nazionale della Confsal-Unsa Beni Culturali – perché al Mibac avevano programmato una manutenzione sulla rete elettrica che non ha consentito a nessun server dove sono allocati i siti internet istituzionali del ministero della cultura di poter  funzionare e quindi di essere visualizzati.

Così si mandano in fumo soldi e l’immagine di un dicastero già tanto martoriata – sbotta Urbino – con un black out che si poteva rimandare almeno al giorno dopo, si sono vanificati tutti gli sforzi che la Direzione Generale per la Valorizzazione, ha profuso in questi giorni pur di far partire un progetto che dopo 37 anni ci  ha riportato alla stregua degli standard europei.

Sarebbe bastato quindi posticipare l’intervento al giorno dopo l’evento per esempio – prosegue contrariato il sindacalista – o quantomeno avere in dotazione un gruppo elettrogeno che oggi quasi tutte le istituzioni pubbliche hanno.  Nel corso di questi anni il Mibac ha speso e forse non proprio con grandi risultati, milioni di euro per le infrastrutture, per realizzare siti internet e portali come quello della cultura italiana che in pratica ha fallito la sua missione per cui era stato pensato, una montagna di  soldi provenienti pure da progetti europei , eppure nessuno dei nostri “soloni” ministeriali ha mai pensato che un piccolo gruppo elettrogeno avrebbe potuto garantire la continuità della comunicazione a tutto il ministero e non solo.

Questo ennesimo disservizio – conclude Urbino – ci è costato in termini economici e d’immagine al nostro ministero, e non può certamente passare inosservato. Il ministro Bray tragga le conseguenze e inizi quell’opera di discontinuità rimuovendo da incarichi dirigenziali, quei  dirigenti che hanno permesso tutto questo e che non possono gestire un dicastero così importante come quello della cultura italiana”.

Cordiali saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE

CONFSAL-UNSA BENI CULTURALI

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