ASSEGNO UNICO, ECCO COSA CAMBIA DA LUGLIO. NIENTE ARRETRATI PER 2 MILIONI DI FIGLI

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Ultime ore per richiedere l’assegno unico senza perdere gli arretrati di marzo, aprile, maggio e giugno. Così l’Inps in un comunicato: «Dopo il 30 giugno l’assegno decorrerà dal mese successivo a quello di presentazione della domanda senza più diritto agli assegni arretrati». Presentando domanda a luglio, quindi, l’assegno che spetterà dal mese di luglio sarà pagato ad agosto. All’istituto sono arrivate richieste per 8,8 milioni di figli. Ne mancano all’appello circa 2 milioni.

I numeri

Più nel dettaglio, al 27 giugno risultavano pervenute 5,428 milioni di domande per 8,795 milioni di figli. Poi ci sono mezzo milione di figli nei nuclei percettori del reddito di cittadinanza che non devono presentare la richiesta e che ricevono l’aiuto in automatico. Dunque, a conti fatti, la misura di sostegno ragiunge al momento più di 9 milioni di figli. Com’è noto l’assegno unico e universale è attribuito per ogni figlio minorenne a carico e per i figli maggiorenni fino a 21 anni a patto che frequentino un corso di formazione, un corso di laurea o siano impegnati in un tirocinio. Per i neonati l’aiuto diventa operativo dal settimo mese di gravidanza. L’ammontare dell’assegno varia sulla base dell’Isee: da 175 euro per figlio se l’Isee è sotto 15mila euro a 50 euro per figlio con Isee sopra 40mila euro, maggiorazioni escluse. Chi non presenta l’Isee riceve automaticamente l’importo minimo. Circa il 20% dei richiedenti non ha comunicato l’indicatore della situazione economica equivalente.

Disabili

Per il 2022 è prevista una spesa complessiva di 15,12 miliardi (3 miliar­di sono già stati im­piegati) me­ntre per gli anni su­ccessivi si superera­nno i 18 miliardi. Dal prossimo anno arriveranno poi più soldi per i figli disabili. Lo prevede il Dl semplificazioni: si potranno ottenere fino a 120 euro in più al mese per ciascun figlio disabile. L’assegno unico aumenterà anche per le famiglie in cui sono presenti figli disabili maggiorenni e l’importo varierà a seconda dell’Isee. Secondo le stime, le maggiorazioni fino a 120 euro interesseranno 37 mila nuclei che hanno almeno un figlio con disabilità. Attenzione però perché dal prossimo anno i figli con più di 21 subiranno invece un taglio dell’assegno, la cui entità sarà comunque parametrata dalla consistenza dell’Isee.

A chi conviene

Oggi, per esempio, se l’Isee è inferio­re a 15mila euro, i figli minori sono tre e i genit­ori lavorano l’impo­rto può ar­rivare a 700 euro al mese per­ché si ha diritto a 175 euro a figlio più una maggi­orazione di 85 euro dal terzo figlio e 30 euro perché i geni­tori la­vorano. Sul sito dell’Inps è disponibile un servizio che permette agli interessati di simulare l’importo mensile della prestazione di sostegno per i figli a carico. Il servizio è accessibile liberamente ed è consultabile da qualunque dispositivo mobile o fisso. Non sono, infatti, richieste credenziali per il suo utilizzo. Occorre tuttavia inserire alcune semplici informazioni, come la composizione del nucleo familiare e il valore presunto dell’Isee.

(Fonte: PA Magazine – Lara Neri)

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