NOTA UNITARIA SULLA SITUAZIONE DEI COMANDATI

Please follow and like us:
0

Si trasmette la nota unitaria a firma delle OO.SS CGIL, CISL, UIL, CONFSAL-UNSA e UGL-INTESA inviata al Ministro Bray relativa alla situazione dei comandati.

All’ On. Massimo Bray
Ministro dei beni e delle attività
culturali e del turismo
S E D E

 

Oggetto: Situazione comandati.

Egregio Ministro,

con la presente le scriventi OO.SS. tornano a segnalarle quanto sta avvenendo nel dicastero da Lei guidato relativamente alla situazione del personale comandato, anche da diversi anni, presso il MIBACT.

La Sua Amministrazione, a seguito di uno dei tanti interventi censori da parte dell’Ufficio Centrale di Bilancio, sta provvedendo al termine del triennio, a restituire alle rispettive Amministrazioni di provenienza, il personale attualmente in servizio presso gli Istituti centrali e periferici del Ministero.

L’iniziativa segue un’altra analoga, già adottata da coloro che nel MiBACT hanno la responsabilità amministrativa, a seguito di una loro scelta operata in “solitudine”, in quanto non condivisa dal sindacato, anzi!

In pratica l’Amministrazione da Lei diretta, dopo aver maturato in solitudine la decisione di prevedere il soprannumero del personale inquadrato nella prima area funzionale, ha ritenuto di non poter rinnovare i comandi a tutti coloro che risultavano inquadrati in tale area professionale.

Atteso che il personale fu chiamato da coloro che dirigono gli Istituti nei quali il personale prestava servizio CGIL, CISL, UIL, CONFSAL-UNSA e UGL-INTESA, ritengono di non dover evidenziare le conseguenze gravissime e i problemi conseguenti che si sono registrati nel funzionamento degli Uffici periferici e centrali che si avvalevano di tali risorse umane “aggiuntive”.

Tale fenomeno, in particolare, si registra nelle regioni del centro nord nelle quali il venir meno di questo personale sguarnisce del tutto gli Uffici atteso che, da sempre, risultano afflitti da gravi endemiche carenze d’organico.

La decisione assunta dalla Sua Amministrazione, ancorché improvvisa, sembrerebbe trovare la propria ragione in una norma che da anni prevede il limite massimo per proceder ai rinnovi dei comandi.

Sicuramente la soluzione adottata non trova giustificazioni in termini del minimo buon senso!

E’ opportuno inoltre considerare che nella stragrande maggioranza dei casi la questione riguarda personale che ha maturato una esperienza pluriennale, in posizione di comando, presso il MIBACT, consolidando una specifica esperienza che, in molti casi, ha comportato l’affidamento al personale comandato di compiti importanti, persino di dirigenza di Istituti.

E’ superfluo sottolineare che costoro, prestando servizio da moltissimo tempo negli Istituti del MIBACT, in generale risultano utilizzati per un periodo di tempo decisamente al di fuori da quello massimo fissato dalle normative vigenti.

La problematica, oltre ad acquisire i caratteri di vera e propria ingiustizia, rischia pertanto di attivare un contenzioso ampio e difficilmente sostenibile dall’amministrazione.

Il sindacato aveva da anni sollecitato la parte burocratica della Sua Amministrazione affinché affrontasse le problematiche per tempo e con metodo e comunque in tempi lontani dagli attuali quando i vincoli e la situazione del personale del MiBACT non risultava in posizione di soprannumero.

La questione del personale è complessa e se affrontata a seguito di imposizioni degli organi di controllo, può comportare inoltre l’insorgenza di forte conflittualità interna tra i lavoratori, tra i quali sono presenti diverse istanze di riconoscimento professionale e occupazionale, quasi tutte giustificate dalle effettive condizioni lavorative e da idoneità acquisite nei processi di riqualificazione.

Per i lavoratori comandati l’interruzione del rapporto con il MIBACT comporta pertanto pesantissime conseguenze, anche per quanto riguarda le loro aspettative lavorative e la stessa qualità della vita personale.

Occorre inoltre aggiungere che anche un discreto numero di personale ricompreso nei ruoli del MiBACT (circa 300 unità) da anni è comandato in altre pubbliche amministrazioni.

Nel caso dell’ex personale assunto ai sensi della legge 285, tali posizioni di comando si protraggono, addirittura, dal 1980.

Per queste situazioni non ci pare si stiano assumendo iniziative analoghe a quelle intraprese nei confronti dei lavoratori in comando presso questa amministrazione.

Un problema questo che riguarda il personale di un Ministero oggetto di riforma fatto che ci autorizza a dichiarare che la questione non può essere trattata in termini “meramente burocratici”.

Decisione quella che la Sua Amministrazione sta assumendo che peraltro non sembra tenere in nessun conto il fatto che Lei attualmente è impegnato in un progetto strategico di riforma e di rilancio del MIBACT.

Di conseguenza, la decisione assunta dai suoi dirigenti, non solo non dà risposte positive ai lavoratori interessati, ma non tiene minimamente in considerazione le condizioni effettive dei propri uffici e contraddice gli impegni assunti, circa la volontà di stabilizzazione di detto personale, anche in occasione dell’ultimo incontro tra le parti, al tavolo di contrattazione nazionale.

In tal senso l’ennesima richiesta di parere avanzata dai suoi servizi, in questo caso al Dipartimento della Funzione Pubblica, ha fin dall’inizio come unico fine quello di affidare la soluzione del problema alla predisposizione di un bando di mobilità volontaria i cui tempi di realizzazione non si addicono con l’urgenza dei problemi. Occorre invece un intervento immediato che consenta l’interruzione delle revoche dei comandi in atto, e acconsenta ad una proroga degli stessi accompagnata dall’impegno a verificare le possibili soluzioni tramite tutti i percorsi immaginabili.

Compresa la possibile apertura di un tavolo al Dipartimento della Funzione Pubblica con le Federazioni sindacali del pubblico impiego.

La problematica, infatti, non riguarda solo il MIBACT, ma assume aspetti e dimensioni generali nell’ambito di tutte le Funzioni Centrali..

I motivi sopra esposti sono la ragione per la quale, ancora una volta, ci ha fatto ritenere di dover portare direttamente alla Sua attenzione il problema nella convinzione che sia necessario un Suo autorevole intervento politico volto a sospendere la decisione che consideriamo inutile, dannosa e, per gli interessi del MiBACT, addirittura scellerata.

Le scriventi OO.SS. ritengono infine che la soluzione del problema del personale comandato vada ricercata in maniera tale che non confligga con altri processi in atto e, tal riguardo auspicano una soluzione che ci consenta di affrontare, senza l’assillo dell’emergenza, il previsto confronto tra le parti sulle politiche che riguardano gli organici MIBACT.

Quanto fin qui richiesto al fine di poter procedere in tale sede alla valutazione seria e ponderata delle problematiche per la ricerca delle soluzioni più idonee.

Certi di cogliere la sua sensibilità sulla problematica esposta e sull’urgenza di una sua soluzione, restiamo in attesa di un suo cortese cenno di riscontro.

Distinti saluti

 FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL UNSA UGL INTESA

 Scarica la nota unitaria 

Please follow and like us:
0