LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI CHIEDONO UN INCONTRO URGENTE AL MINISTRO FRANCESCHINI

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Si pubblica integralmente la nota unitaria inviata all’On. Ministro della Cultura Avv. Dario Franceschini, al Consigliere del Ministro per la Relazioni Sindacali Prof. Giampaolo D’Andrea, al Capo di Gabinetto Prof. Lorenzo Casini, al Segretario Generale del MiC Dott. Salvatore Nastasi, al Direttore Generale Organizzazione Dott.ssa Marina Giuseppone e al Dirigente Servizio Relazioni Sindacali Dott.ssa Sara Conversano, con la quale abbiamo chiesto un incontro urgente:

Egregio Ministro,

nella giornata del 20 maggio u.s. abbiamo tenuto una partecipata assemblea nazionale unitaria dei delegati, RSU e RLS che fanno riferimento alle scriventi OO.SS..

Nel corso dell’assemblea sono purtroppo emerse in modo drammatico le condizioni nelle quali si trovano gli Uffici in relazione a tutto quanto riguarda le problematiche inerenti la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Purtroppo la decisione assunta dal MIC, per il tramite di una Circolare a firma del Segretario Generale, di operare per un rientro massivo dei lavoratori ha fatto emergere un quadro generale assolutamente preoccupante rispetto al mancato adeguamento, nel periodo di pandemia, delle deficienze strutturali che affliggono i luoghi della cultura e gli Uffici amministrativi. Solo per fare un elenco non esaustivo:

  • abbiamo Uffici, in particolare riferiti ai settori di Archivi, Biblioteche e piccoli Musei, con organici ormai non in grado di fornire un servizio adeguato all’utenza e molti dei quali a rischio concreto di chiusura dei servizi al pubblico;
  • non risulta nemmeno avviata concretamente la revisione dei sistemi di sicurezza resasi oltremodo necessaria dopo la tragica vicenda di Arezzo e per la quale il Ministero aveva stanziato delle risorse specifiche;
  • non risultano adeguati in gran parte dei luoghi della cultura i sistemi di video sorveglianza, l’ammodernamento dei sistemi elettrici e la carenza di organico sta producendo in alcuni casi il ricorso indiscriminato alle esternalizzazioni dei cicli di vigilanza persino in riferimento a procedure per le quali il Codice dei Beni Culturali prevede espressamente l’utilizzo del solo personale di ruolo;
  • il Ministero, stante la persistenza dello stato di emergenza sanitaria, non è in grado di accogliere in presenza il 70% del personale, se non derogando ai protocolli di sicurezza a loro tempo stipulati con l’Amministrazione;
  • sempre nel periodo di pandemia si è persa una straordinaria occasione per operare investimenti significativi rispetto alla digitalizzazione delle prassi amministrative interne, processo quanto mai necessario non solo perché funzionale alle nuove modalità di lavoro in remotizzazione, ma anche ai fini di una reale semplificazione delle procedure interne;
  • l’attuale ripartizione organica non riflette in gran parte il fabbisogno reale degli Uffici, sia in riferimento ai numeri previsti in particolare negli Uffici di piccole e medie dimensioni e rispetto agli investimenti organizzativi che l’attuazione della riorganizzazione comporta, che riguardo alla determinazione dei reali fabbisogni professionali occorrenti al loro

Come può notare non sono pochi i motivi della nostra preoccupazione e certamente non basta una Circolare per risolvere gli annosi problemi che il Ministero ha accumulato nel corso degli anni e che oggi, in concomitanza con l’esplosione dei pensionamenti, sembrano essere arrivati al punto di non ritorno. Per questo riteniamo urgente e necessario un confronto con la Direzione politica per verificare quale sia la disponibilità concreta ad affrontare queste tematiche, disponibilità che non può che partire da una opportuna revisione della percentuale imposta di personale in presenza e da impegni concreti, anche utilizzando le risorse del PNRR, per definire da subito un progetto di modernizzazione organizzativa e di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro.

Sig. Ministro, in questo periodo così difficile, tutti, ciascuno per la propria parte, siamo chiamati alla responsabilità civile e sociale ed alle scelte conseguenti se veramente si vuole dare un senso di cambiamento alla ripartenza dei servizi culturali. Il Governo, nella sua massima espressione, ha prodotto importanti accordi con le Organizzazione Sindacali, da ultimo quello che consente la riapertura delle scuole con spirito di collaborazione e confronto costruttivo. Spiace segnalare che questa, malgrado gli impegni formalmente assunti, non sembra essere la strada che ha deciso di percorrere il MIC. Ci piacerebbe essere smentiti e pertanto restiamo in attesa di un suo riscontro. In caso contrario saremo costretti ad avviare tutte le iniziative di mobilitazione e protesta previste dalla vigente normativa.

Nel restare in attesa le porgiamo distinti saluti.

FP CGIL Meloni

CISL FP Nolè – Di Stefano

UIL PA Trastulli

CONFSAL UNSA Urbino

CONFINTESA FP Zicarelli

Richiesta incontro urgente – Vertenza Sicurezza

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