COMUNICATO STAMPA

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PALAZZO REALE DI TORINO TRASFORMATO IN UNA DISCOTECA E INTANTO IL MINISTERO TACE

 

Palazzo Reale a Torino è stato la sede del trono prima ducale e poi reale della dinastia sabauda, il Palazzo novo grande, come veniva citato già nelle fonti sabaude seicentesche. È stato al centro delle politiche risorgimentali che hanno portato all’unità d’Italia e Torino con il Palazzo Reale è stata per qualche anno capitale.

Si sa, già gli antichi pensavano le città e le architetture come corpi viventi che nascono, vivono e poi, se non curati, muoiono. Ecco, noi non vorremmo assistere alla morte del Palazzo, sito UNESCO dal 1997 insieme alle altre residenze sabaude.

L’articolo 9 della Costituzione ha definito il patrimonio culturale un bene comune della nazione, e la cultura crea cittadinanza, tolleranza, il vivere civile.

Ci chiediamo che senso ha avuto trasformare l’atrio di Palazzo Reale la sera dell’11 settembre in un dj set assordante? Quali norme di sicurezza sanitaria sono state osservate, o non osservate visto l’assembramento di persone danzanti documentata dalle immagini e dai filmati? La notizia è apparsa su alcuni quotidiani torinesi e sul Fatto Quotidiano per la segnalazione fatta da cittadini stupiti da quanto stava avvenendo, non solo per il rumore, ma anche per la non osservanza delle norme sanitarie anti COVID-19, con balli di persone a stretto contatto fisico.

Chi ha autorizzato l’evento? Il MIBACT fino ad oggi ha taciuto, così come la direzione dei Musei Reali. Forse l’autonomia dei musei prevede di trasformarli in discoteche a cielo aperto senza dover rispettare alcuna regola di sicurezza sanitaria? Se così fosse, si potrebbe suggerire ai gestori di discoteche (ad oggi chiuse per emergenza COVID-19 e in grave crisi economica) di concorrere alla nomina come direttori dei Musei Reali e a quel punto gli si spalancherebbero gli spazi dell’antico palazzo, dove non ci sono regole e divieti, dove il COVID-19 sembra essere un lontano ricordo, tanto da stringersi nelle danze in una calda serata di fine estate. E come cittadini ci poniamo ancora una preoccupante domanda…: si è tenuto conto della sicurezza del monumento, con l’abbondante uso di cavi elettrici stesi a terra e volanti? Visto che siamo tremendamente vicini alla cappella della Sindone andata a fuoco in una notte d’aprile del 1997 per i cavi di alimentazione di una cena ufficiale all’interno del Palazzo Reale…

Firma in originale

UNSA Antonio SCOCOZZA
CISL Massimiliano MENDOLIA

COMUNITO STAMPA PALAZZO REALE DI TORINO TRASFORMATO IN UNA DISCOTECA

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