FUNZIONARI OMBRA VS MIBACT

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UNA LOTTA AL MASSACRO DI DIRITTI PER ENTRAMBI I CONTENDENTI

 

 

Come molti sapranno, sia il personale che l’Amministrazione competente in materia, tra qualche mese si svolgerà presso il tribunale del lavoro di Roma, l’udienza in appello per 300 appellanti colleghi che, come tanti altri in Italia, per fare valere i propri diritti, attendono la sentenza presso il tribunale del lavoro di Roma. Prendiamo solo questo dato come esempio, perché di udienze pendenti in Italia ce ne sono molte altre.

Molte di queste sentenze sono andate a buon fine, altre sono venute meno, ma la risultanza delle sentenze sono a favore dei lavoratori, (si parla di una buona percentuale a proprio favore, molte di queste già operative).

Tra qualche mese o qualche anno, sperando di ottenere le sentenze a favore dei dipendenti del MiBACT, la stessa Amministrazione sarà costretta a trovarsi nelle condizioni di dover erogare il dovuto perché obbligati da sentenze passate in giudicato. Una domanda sorge spontanea: si, ma chi paga tutti questi errori? Chi sborsa il denaro per il pagamento del dovuto? Se il pagamento venisse effettuato direttamente dal, o dai, dirigenti che hanno sbagliato, forse non saremmo arrivati a questo punto e la faccenda sarebbe già conclusa, sarebbe stata gestita meglio, con più serietà e professionalità.

Forse non sarebbe stato meglio concludere prima questa faccenda? Ma quanti lavoratori sono stati, ma lo sono ancora, in attesa di tutela dei propri diritti e del dovuto? Mi chiedo: quale cieca volontà politica c’è dietro tutto questo.

D’altronde molti lavoratori chiedono se non fosse stato meglio concedere i diritti di carriera, erogare il denaro delle progressione di carriera, ogni mese, un po’ per volta, senza costringere i lavoratori alla sopravvivenza soprattutto in questo lungo periodo di crisi economica che ha abbracciato l’ultimo decennio?

Questa lunga storia arriva da molto lontano, ed ha coinvolto sia l’Amministrazione che il personale del MiBACT; chi l’ha vissuta, la conosce molto bene, quindi è inutile, in questa sede, citarne tutte le tappe, tutti i fatti e gli avvenimenti. Dunque non citiamo scadenze, date ne altri numeri perché, tutti noi e l’Amministrazione, ne siamo al corrente.

Quello che ci permettiamo di sottolineare è un altro aspetto, cioè quello di una “popolazione di personale dipendente del MiBACT”, la maggior parte di loro coinvolti in questa “riqualificazione fantasma”, era diventata un’occasione di crescita professionale e di sviluppi economici importanti per arrivare a fine carriera con una pensione dignitosa.

Già, molti dei colleghi di questa amministrazione, oggi la più quotata e la più importate per l’economia italiana (Il MiBACT produce un importante percentuale del PIL italiano), effettuava il proprio lavoro con professionalità e senso del dovere, spesso in modalità fantasma di “mansioni superiori”. Ovvero tutti sapevano, ma tutti non certificavano, avevano il timore che fossero i Dirigenti a pagare la differenza di prestazione tra livelli professionali. Tutto sommato il personale interessato ha posto fiducia nell’Amministrazione e crede ed ha sempre creduto purtroppo, che operasse a favore della riqualificazione del lavoratore ed alla migliore tutela, fruizione e valorizzazione dei beni culturali italiani.

La maggioranza di loro è stata assunta alla fine degli anni ’70 e a metà degli anni ’80; effettuando due conti proprio veloci, la maggior parte dei colleghi all’interno dell’amministrazione del MiBACT, possiede un’età che va dai 58/59 ai 62/64 anni di età.

Questo significa che questo Ministero regge la propria struttura tecnica, amministrativa/contabile e scientifica, opera e funziona quasi esclusivamente grazie a questo personale di grandissima competenza e esperienza, ma (a termine della propria carriera lavorativa) forse un po’ datato.

A questo punto sorge spontanea una domanda; non è ora di assumere personale giovane, per effettuare il doveroso passaggio di competenze ed esperienze in ogni specifico settore?  La risposta ci sembra più che ovvia, perché non servirsi delle competenze dei lavoratori “veterani” ai quali l’Amministrazione del MiBACT ha concesso l’opportunità di ricoprire a vario livello, in un contesto lavorativo appropriato una specifica professionalità?

O contrariamente, si preferisce aspettare che tutti siano collocati in quiescenza per disperdere questo patrimonio culturale e professionale acquisito con grandi fatiche e metodologie apprese sul campo e dai “sacri testi legislativi” per la tutela, la ricerca e la conservazione del patrimonio culturale italiano.

Caro Ministro, gentile Amministrazione e uffici competenti, questi dati non vi dicono nulla? Siete così ciechi e insensibili a questi dati concreti? Oppure questi dati vi vanno benissimo perché avete in atto strategie politiche, diverse dalle attuali, per la conservazione di questo Ministro nel prossimo breve e medio termine, di cui sindacati e semplici lavoratori non ne siamo a conoscenza?

Ricorrere temporaneamente ad assunzioni con personale della Società in House ALES, che certamente non contribuisce a risolvere definitivamente il problema, tranne che soddisfare il ministro di turno, che “copre una buca e scava una voragine” pur di far vedere  che si crea lavoro per i  giovani, mentre in realtà, avviene il solito sotterfugio che è quello di procedere indisturbatamente con discutibili e anomale assunzioni che eludono di fatto i concorsi pubblici, e non garantiscono alcuna stabilizzazione del personale che rimane sempre personale esterno all’Amministrazione.

 Nella logica perversa delle cose così impostate, i lavoratori ALES dovrebbero operare come “supporto” alle attività del Ministero, di fatto però li troviamo ricoprire ruoli impropri e in taluni casi ad operare nelle varie mansioni in sostituzione del personale di ruolo e in certi casi al di fuori delle regole stabilite dal codice di comportamento a cui i dipendenti pubblici si devono attenere, ivi compreso il segreto d’ufficio.

Va da se’ che, la società ALES costituisce un indubbio “toccasana” per tutte le situazioni,(diremmo noi per tutte le stagioni); se non, come abbiamo detto più volte un “assuntificio nazionale” nelle mani di chi in maniera spicciola perviene alla conclusione di trovare una soluzione immediata a breve termine pur di avviare alla cronica carenza di personale, che come è noto è un problema che si trascina già da troppi anni, e ciò diventa un sicuro vantaggio per entrambe le parti; da una lato, il MiBACT, apparentemente si appaga con la politica dei “tappabuchi” e dall’altra, la Società ALES che nel contempo diventa utile e indispensabile e  accresce la sua dimensione societaria, accumulando un potere discrezionale con le assunzioni in proprio di personale addetto e la correlata gestione economica dei servizi, peraltro scevra da ogni concorrenza.

I precedenti sono sotto gli occhi di tutti, le graduatorie “uniche “esistono. Lo sanno benissimo tutti i vertici del ministero che esiste un allarme rosso, un (Defcon1), una pericolosa mancanza di personale tecnico e amministrativo. Sapete anche che molti uffici di tutte le professionalità, sia centrali che periferiche, sono al collasso di personale, molte si sorreggono con poche unità a disposizione di tutto l’ufficio.

Così come lo sanno bene tutte le Direzioni Generali che hanno esperito decine di interpelli rivolti a tutto il personale di tutti i profili professionali in questo ultimo decennio, senza ottenere un costruttivo e positivo risultato, infatti come volevasi dimostrare molti di questi interpelli non sono andati a buon fine.

All’interno delle strutture centrali e periferiche c’è una “fame di personale” delle loro competenza e professionalità. La periferia soffre e urla giustizia.

Ma una seria Amministrazione è questo che vuole? Ma che “senso dello Stato” ha un Politico o un Dirigente che vuole tutto questo. Non credo che siamo arrivati al punto di voler proprio così male a tutto il personale dirigente e funzionari dipendenti.

Ecco, Ministro Dario FRANCESCHINI, anche se da tempo non abbiamo mai smesso di portarLa a conoscenza della situazione, ora sa tutto, e in attesa dell’espletamento dei regolari concorsi già banditi e di quelli futuri, tocca a Lei Ministro, trovare una soluzione con l’aiuto e il conforto delle Organizzazioni sindacali, le quali sono sempre state a disposizione per cercare e trovare le soluzioni migliori a questo annoso problema.

Crediamo come sindacato Confsal-Unsa che il tempo sia terminato, ossia ragionevolmente scaduto; ora è l’ora di agire, lavorare e trovare la soluzione finale a questo annoso e atavico problema.

IL SEGRETARIO NAZIONALE

(Dott. Giuseppe URBINO)

FUNZIONARI OMBRA VS AMMINISTRAZIONE MIBACT

 

 

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