AL VIA L’ANTICIPO DEL TFS/TFR AGLI STATALI

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DOPO L’OK DELLA CORTE DEI CONTI IL DPCM, CHE RENDE POSSIBILE L’ANTICIPAZIONE FINO A 45 MILA EURO DELLA LIQUIDAZIONE AI DIPENDENTI PUBBLICI ANDATI IN PENSIONE IN ANTICIPO GRAZIE A QUOTA 100, È STATO PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE N.150 DEL 15 GIUGNO


Al via l’anticipo del Tfs/Tfr agli statali. Dopo l’ok della Corte dei conti (si veda ItaliaOggi del 2 giugno) il dpcm, che rende possibile l’anticipazione fino a 45 mila euro della liquidazione ai dipendenti pubblici andati in pensione in anticipo grazie a Quota 100, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 15 giugno. Il dpcm (n. 51 del 22 aprile 2020) entrerà in vigore il 30 giugno, dopo 15 giorni di ordinaria «vacatio legis». Un tempo utile a definire l’accordo quadro con l’Abi che, una volta acquisito il parere favorevole dell’Inps, del Garante privacy e dell’Antitrust, andrà alla firma dei tre ministeri competenti (Funzione pubblica, Lavoro e Mef).

L’Accordo quadro definirà tutti i dettagli tecnici per l’erogazione dell’anticipo. A cominciare dai tassi di interesse, non ancora definiti con certezza, ma che, assicurano a palazzo Vidoni, si attesteranno abbondantemente sotto il 2%. La percentuale dovrebbe collocarsi intorno all’1,5% con la possibilità di prevedere tassi diversi a seconda della durata del piano di ammortamento.

In attuazione del decreto legge su Quota 100 (dl n. 4/2019) che ha consentito anche agli statali di lasciare il lavoro con 62 anni di età e almeno 38 di contributi, l’anticipo del Trattamento di fine servizio (Tfs) o del Trattamento di fine rapporto (Tfr) consentirà ai pensionati p.a. di non dover attendere il decorso dei termini fissati dalla legge (24 mesi dalla data del pensionamento qualora la cessazione sia avvenuta con pensione anticipata o 12 mesi se invece la cessazione sia intervenuta per effetto di pensione di vecchiaia o per avere raggiunto il massimo dell’anzianità di servizio) per ricevere la liquidazione. L’anticipo fino a un massimo di 45 mila euro sarà erogato dagli istituti di credito aderenti (il cui elenco sarà pubblicato sul sito dell’Abi non appena sarà ufficializzata la Convenzione tra l’Associazione bancaria italiana e la Funzione pubblica). Gli interessi pagati saranno detraibili al 50% dalla dichiarazione dei redditi. Come chiarito dal dpcm, l’anticipo del Tfs/Tfr non si configurerà come operazione di credito ai consumatori, ai sensi del Testo unico bancario. Viceversa, rientrerà nella casistica prevista dall’art. 122, comma 1, lett. n) dello stesso Tub (iniziative di microcredito e altri contratti di credito relativo a prestiti concessi a un pubblico ristretto con finalità di interesse generale che non prevedono il pagamento di interessi o prevedono tassi inferiori a quelli prevalenti sul mercato). All’anticipo Tfs/Tfr si applicheranno obblighi semplificati di adeguata verifica della clientela. La domanda di certificazione del diritto all’anticipo dovrà essere presentata dal richiedente all’ente erogatore. Per gli iscritti alle casse previdenziali gestite dall’Inps la domanda dovrà essere presentata secondo le modalità indicate nell’apposita sezione del sito dell’Istituto guidato da Pasquale Tridico. Le amministrazioni che erogano direttamente il Tfs/Tfr comunicheranno ai propri dipendenti, anche con modalità telematiche, la procedura di presentazione della domanda di certificazione del diritto all’anticipo. L’ente erogatore, a seguito della registrazione al portale «lavoropubblico.gov», entro novanta giorni dalla ricezione della domanda di certificazione del diritto all’anticipo Tfs/Tfr, comunicherà al richiedente: la certificazione del diritto alla liquidazione, ovvero il rigetto della domanda di certificazione e, infine, l’indirizzo Pec dell’ente erogatore al quale inviare le comunicazioni. Una volta ottenuta la certificazione, lo statale, pensionatosi grazie a Quota 100, potrà andare in banca e chiedere l’anticipo. Entro 15 giorni dalla data di efficacia del contratto con la banca, l’importo con l’anticipo della liquidazione dovrà essere accreditato sul conto corrente del richiedente. Le banche non potranno accettare le proposte di contratto d’anticipo se lo statale richiedente per qualunque motivo sia stato registrato nella centrale rischi di Bankitalia, oppure se il Tfs/Tfr offerto in garanzia spetti al coniuge separato o divorziato. Il soggetto finanziato potrà presentare domanda di estinzione totale o parziale dell’anticipo Tfs/Tfr alla banca, con oneri a proprio carico. Entro 15 giorni lavorativi, la banca comunicherà al soggetto finanziato l’importo, comprensivo di capitale e interessi da restituire. Alla banca sarà riconosciuto un indennizzo, parametrato all’importo rimborsato in anticipo, in caso di estinzione anche parziale. (Fonte ITALIAOGGI – di Francesco Cerisano)

IL LAVORO AGILE TRA PRESENTE E FUTURO CONSULTAZIONE RIVOLTA AI DIPENDENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

 

Come noto, le misure adottate per il contrasto della pandemia COVID-19 hanno previsto la possibilità di ricorrere al lavoro agile (o Smart Working) quale modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa da parte dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche (decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27). Grazie al lavoro agile, le amministrazioni hanno potuto assicurare, in condizioni di assoluta emergenza, la continuità dell’azione amministrativa e la sicurezza dei propri dipendenti.

Superata la fase emergenziale, il lavoro agile continuerà ad interessare stabilmente un numero significativo di dirigenti e dipendenti pubblici, costituendo un importante fattore di innovazione organizzativa e culturale, di miglioramento della performance, di sviluppo delle competenze individuali e di conciliazione delle esigenze vita-lavoro del personale della pubblica amministrazione.

Nessuna innovazione è effettivamente e correttamente implementata (solo) perché è prevista da una norma o perché la sua mancata attuazione è sanzionata; tanto meno una politica, quale quella inerente alla innovazione del lavoro pubblico, che ha riflessi sulla gestione dell’attività amministrativa, sulle modalità di erogazione dei servizi, sulla informatizzazione e reingegnerizzazione dei processi e sulla revisione dei sistemi di misurazione e valutazione della performance, individuale e organizzativa.

In questo quadro, la consultazione realizzata dal Dipartimento della funzione pubblica costituirà una fonte informativa importante per alimentare una base di conoscenza a supporto di politiche partecipate di innovazione del lavoro pubblico e per accompagnare, sostenere e promuovere la diffusione dello smart working partendo dall’ascolto di due categorie di destinatari distinti e prioritari:

dirigenti pubblici, che sono direttamente coinvolti nell’attuazione dello smart working, in qualità di gestori di dipendenti che lavorano in modalità agile  e, più in generale, di promotori dei fattori abilitanti (revisione delle modalità organizzative, digitalizzazione dei processi, etc.;

dipendenti delle amministrazioni pubbliche, in qualità di “utilizzatori” del lavoro agile e, più in generale, di principali portatori di interesse rispetto ai processi di cambiamento che lo smart working introduce e, in particolare, alla configurazione del lavoro agile del futuro.

Obiettivo dell’attività di consultazione è quindi di rilevare:

le opinioni e le valutazioni dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni in merito alle esperienze applicative del lavoro agile nella fase di sperimentazione e durante l’emergenza Covid-19 e, soprattutto, le loro eventuali indicazioni per accompagnare, sostenere e promuovere la diffusione dello smart working;

le opinioni e le valutazioni dei dipendenti che hanno svolto le prestazioni lavorative in modalità agile prima e durante l’emergenza COVID-19, con particolare riferimento al grado di soddisfazione, alla rispondenza dell’esperienza realizzata rispetto alle proprie aspettative, ai punti di forza alle eventuali criticità e ai margini di miglioramento di cui tener conto ai fini di una ottimale applicazione dello smart working nelle amministrazioni pubbliche;

le aspettative e le eventuali indicazioni di tutti riguardo al “lavoro agile del futuro” e quindi al “futuro del lavoro pubblico”.

Chi può partecipare

La consultazione è rivolta a tutti i dipendenti pubblici e ai dirigenti della pubblica amministrazione.

Quando partecipare

La consultazione è aperta per una prima fase di inserimento dei contributi dall’8 al 30 giugno 2020.

Come partecipare alla consultazione

Dopo essersi registrati sulla piattaforma ParteciPa, tutti gli interessati possono partecipare compilando due questionari, differenziati in base alla tipologia di destinatari:

QUESTIONARIO DIRIGENTI PUBBLICI

QUESTIONARIO DIPENDENTI PUBBLICI  

Ogni partecipante, nell’arco di tempo in cui la consultazione sarà aperta, potrà inserire un solo contributo. Il contributo inserito non sarà visibile a tutti i partecipanti registrati, ma solamente ai rispettivi autori.

Il questionario è anonimo e i dati saranno trattati in forma aggregata e anonima. Per tutelare la privacy raccomandiamo, nelle domande a compilazione aperta, di inserire il proprio contributo senza fornire dati personali.

Il tempo stimato per la compilazione del questionario è di circa 15 minuti.

Informazioni

Per informazioni sulla consultazione ed eventuali problematiche tecniche, è possibile scrivere a partecipa@governo.it

Per rispondere al questionario basta cliccare sul seguente link:

https://partecipa.gov.it/processes/lavoroagile/

AL VIA L’ANTICIPO DEL TFS-TFR AGLI STATALI – QUESTIONARIO PA

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