RESOCONTO DELLA RIUNIONE IN VIDEO CONFERENZA DEL 27 MAGGIO 2020

Please follow and like us:
0

PROGETTO FORMEZ PA PER LE PROVE SELETTIVA DEL CONCORSO DI N. 1052 UNITÀ AFAV.

SOTTOSCRITTA L’IPOTESI DI ACCORDO CONTO TERZI

INFORMATIVA SULLO SMART WORKING

 

La riunione odierna ha interessato i vari punti all’ordine del giorno, partendo dal primo ossia quello riguardante il progetto Formez PA per le prove selettiva del concorso di n. 1052 unità AFAV.

Al secondo punto si è trattato della ipotesi accordo conto terzi per cui si è convenuto nell’interesse dei lavoratori di sottoscrivere l’accordo sindacale per permettere di velocizzare il pagamento per le prestazioni professionali in conto terzi dei mesi giugno-ottobre 2019 e i primi mesi del 2020.

Se qualche Istituto come è stato dichiarato non ha provveduto al pagamento del conto terzi è stato spiegato, a viva voce del dott. D’Angeli, che questi Istituti non avendo provveduto a pagare quando avrebbero dovuto farlo hanno fatto in modo che questi impegni di spesa sono risultati a tutt’oggi come “resti da pagare” e pertanto si inoltra la responsabilità alle direzioni di questi Istituti e non altro.

Da parte nostra come organizzazione sindacale UNSA metteremo tutto il nostro impegno per realizzare tutti gli adempimenti economici nei confronti di quei direttori e dirigenti che a livello territoriale non hanno adempiuto a tali pagamenti.

Dopo questi due punti all’ordine del giorno si è parlato dello Smart Working.

E’ stata portata sul tavolo una esauriente relazione esplicativa in termini percentuali statistici secondo diversi parametri quali l’età anagrafica, l’appartenenza delle aree, le attività svolte e così via, che ci ha convinto soprattutto nel merito di questa nuova modalità di lavoro che se pur adottata in maniera obbligata dalle disposizioni legislative da quelle governative a quelle nostre ministeriali come procedimenti attuativi che lo hanno imposto.

L’esperienza COVID 19 nella sua drammatica realtà ha portato in luce attraverso l’impiego e nell’utilizzo delle unità minime per quelle attività ritenute indifferibili, l’adozione della maggior parte dei dipendenti di lavorare in Smart Working e quale terza soluzione dopo aver consumato ferie pregresse, recuperi ecc.. di essere considerati in “esonero”, tutto un PANORAMA ed uno SCENARIO complesso e complicato rispetto ad una rivisitazione dell’organizzazione del lavoro.

In particolare il discorso più interessante è stato posto nei confronti di un sottorganico terribile e spaventoso che vede l’organico del nostro ministero ormai ridotto a 13.838 unità e che si ridurrà ulteriormente per i successivi pensionamenti.

Mancano più di circa 7.000 unità e quindi i fabbisogni in termini di assunzioni dovranno essere quanto prima essere risolti se non nell’immediato almeno in un periodo programmatico di due o tre anni a partire da questo.

Sul tema dello smart working i vari interventi sono stati più o meno a favore.

Secondo il nostro pensiero abbiamo certamente valutato positivamente questa modalità di lavoro in qualche tal senso nuova, più flessibile e decisamente più produttiva rispetto alla normale modalità ordinaria di lavoro, ma questa nostra valutazione ci ha portato poi anche a dover considerare tutta una nuova rivisitazione dell’organizzazione del lavoro che ci vedrà tutti impegnati nel prossimo futuro ad un confronto serio e complesso nell’ambito di una analisi approfondita del tema.

Molte sono state le criticità di vecchia data e tutte le problematiche comunque esistenti prima ancora dell’emergenza epidemiologica Covid 19 che a tutt’oggi sono rimaste irrisolte e che hanno manifestato ampiamente la carenza per questi aspetti un’amministrazione deficitaria completamente e impreparata alla risoluzione dei problemi legati alla sicurezza e alla salute dei lavoratori.

Passando poi a trattare il tema delle POC dopo una lunga ed esasperata discussione su queste posizioni organizzative, fiduciosi nell’ascoltare l’amministrazione che ha considerato in un certo qual senso un numero maggiore di posizioni attribuite in alcuni settori da quelli per l’archeologia, a quello degli Istituti autonomi, a quello dei musei, o a quello degli archivi e delle biblioteche, ci siamo dimostrati favorevoli alla sottoscrizione dell’accordo sulle POC anche in considerazione delle somme cospicue di denaro messe a disposizione per remunerare le responsabilità assunte rispetto alle posizioni organizzative.

Gli altri punti all’ordine hanno riguardato il progetto Dg-Or e Dg-Bi e ancor prima le indennità di funzioni direttive Dg Archivi e DG Biblioteche.

Al di là delle questioni inerenti le formulazioni dei due accordi siamo intervenuti sull’unico aspetto a nostro avviso decisamente prioritario ed importante, ossia quello per il quale i dirigenti e i funzionari direttivi devono rapportarsi con il benessere organizzativo a favore del personale dipendente, pertanto al di là di tutti i parametri rispetto ai quali le misurazioni della capacità di questi possano contemplare i meriti per i giusti riconoscimenti economici la nostra proposta è stata quella di partire assolutamente come condizione sine quo non da quanto appena espresso.

Infine ci siamo riservati di non sottoscrivere il FRD ossia l’ex FUA come Fondo Risorse Decentrate in quanto le varie voci dell’allegato precedente in virtù di alcune considerazioni è stato cambiato e quindi abbiamo chiesto un po’ di tempo per effettuare delle riflessioni necessarie al fine di valutare i giusti ed esatti correttivi rispetto alle somme dichiarate e le finalità per le quali sono destinate.

Cordialmente

IL COORDINAMENTO NAZIONALE

CONFSAL-UNSA BENI CULTURALI

Comunicato_14_2020

Please follow and like us:
0