LA DIREZIONE GENERALE BILANCIO RISPONDE ALLA CONFSAL-UNSA IN MERITO ALL’ATTRIBUZIONE BUONI PASTO AL PERSONALE IN SMART WORKING

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 Facendo riferimento alla news di questa mattina, si comunica che la Direzione Generale Bilancio ha provveduto a dare una risposta al Coordinamento Nazionale Confsal-Unsa Beni Culturali, che per maggiore chiarezza si riporta qui di seguito:

Richiesta chiarimenti utili sui buoni pasto per il personale che si trova in smart working

Si fa seguito alla nota vostro prot. n. 051/2020, mediante la quale sono stati richiesti chiarimenti relativi alla corresponsione dei buoni pasto in favore del personale che in virtù dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 svolge prestazioni lavorative con modalità di lavoro agile, al fine di rappresentare quanto segue.

Ancor prima di riscontrare nel merito la nota in esame appare opportuno premettere che, in relazione alla tematica di cui si discorre, questa Direzione Generale svolge le attività di ricognizione e approvvigionamento dei buoni pasto in favore del personale del Dicastero sulla base dell’orario di lavoro dei dipendenti.

Si precisa che esula da tale competenza la possibilità di fornire interpretazioni relative alla normativa di riferimento e alle disposizioni contenute nella contrattazione collettiva relativamente alle tipologie di orari di lavoro. Ciò posto, in via preliminare si rileva che in attuazione della legge 22 maggio 2017, n. 81, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato”, questa Amministrazione ha avviato un periodo di sperimentazione di durata annuale per l’introduzione della modalità di lavoro agile o smartworking per il personale di questo Ministero, definendo ex ante specifiche misure organizzative.

In specie, l’art. 9 dell’Accordo stipulato in data 13 marzo 2019 tra questo Dicastero e le Organizzazioni sindacali, disciplinante il trattamento giuridico ed economico del personale che svolge l’attività lavorativa in modalità agile, stabilisce che “per effetto della distribuzione flessibile del tempo di lavoro, nelle giornate di lavoro agile non è riconosciuto il trattamento di trasferta e non sono configurabili prestazioni straordinarie, notturne o festive, protrazioni dell’orario di lavoro aggiuntive né permessi brevi ed altri istituti che comportino riduzioni di orario.

I lavoratori che svolgono la propria prestazione in modalità di lavoro agile hanno diritto all’erogazione del buono pasto, nel rispetto della normativa vigente di riferimento e del CCNL e di eventuali accordi, se effettuano un orario di lavoro ordinario giornaliero superiore a sei ore con la relativa pausa”.

Facendo seguito al suddetto Accordo, la Direzione Generale Organizzazione del Mibact ha emanato il Decreto Direttoriale del 4 aprile 2019, con il quale è stato ufficialmente avviato il c.d. “Progetto pilota lavoro agile”, che all’art. 10 prevede che “I lavoratori che svolgono la propria prestazione in modalità agile hanno diritto all’erogazione del buono pasto, nel rispetto della normativa vigente di riferimento, del CCNL e del CCIM, se effettuano un orario di lavoro ordinario giornaliero superiore a sei ore con la relativa pausa”.

Durante il corso dello svolgimento del “Progetto pilota Lavoro Agile”, questa Amministrazione, in conformità a quanto disposto dall’art. 9 dell’Accordo sopracitato e dell’articolo 10 del successivo Decreto Direttoriale, ha erogato il buono pasto ai lavoratori che – in base all’orario di lavoro effettuato prima dell’inizio del progetto – hanno svolto la propria prestazione in modalità di lavoro agile con un orario ordinario giornaliero superiore a sei ore con la relativa pausa.

Come già precisato, il progetto in parola aveva durata annuale e si è concluso il 16 marzo 2020, in concomitanza con l’avvento della situazione emergenziale.

Orbene, premesso ciò, occorre evidenziare che l’evolversi della situazione epidemiologica ha condotto all’adozione di numerosi interventi normativi, sia di rango primario sia secondario. In particolare, il decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 (c.d. decreto-legge “Cura Italia”), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ha introdotto una serie di disposizioni normative rivolte alle pubbliche amministrazioni, tra cui quelle contenute nell’articolo 87 recante “Misure straordinarie in materia di lavoro agile e di esenzione dal servizio e di procedure concorsuali”, che, tra l’altro, ha definito il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, ovvero fino ad una data antecedente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione. In conformità con tali disposizioni normative, pertanto, questa Amministrazione, ha esteso l’utilizzo delle modalità di lavoro agile a gran parte del personale dipendente per tutto il periodo di durata dell’emergenza epidemiologica.

In relazione agli eventuali riflessi dell’estensione del lavoro agile sull’attribuzione del buono pasto, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, mediante Circolare n. 2 del 1° Aprile 2020 ha chiarito che “Le amministrazioni sono chiamate, nel rispetto della disciplina normativa e contrattuale vigente, a definire gli aspetti di tipo organizzativo e i profili attinenti al rapporto di lavoro, tra cui gli eventuali riflessi sull’attribuzione del buono pasto, previo confronto sotto tale aspetto con le organizzazioni sindacali.

Con particolare riferimento alla tematica dei buoni pasto, si puntualizza, quindi, che il personale in smart working non ha un automatico diritto al buono pasto e che ciascuna PA assume le determinazioni di competenza in materia, previo confronto con le organizzazioni sindacali”.

Ad ulteriore precisazione di quanto sopra, mediante apposita FAQ pubblicata sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione 1 (1 http://www.funzionepubblica.gov.it/lavoro-agile-e-covid-19/faq) è stato ribadito che “Ciascuna PA, dunque, assume le determinazioni di competenza sull’attribuzione del buono pasto ai dipendenti in smart working, previo confronto con le organizzazioni sindacali”.

Alla luce di quanto sopra esposto appare evidente che la normativa primaria emanata per far fronte all’emergenza epidemiologica ha rimesso a ciascuna pubblica amministrazione la valutazione discrezionale circa la possibilità di corrispondere i buoni pasto al personale che svolge la prestazione lavorativa in modalità agile.

Nell’ambito di tale facoltà, questa Amministrazione ha siglato con le OO.SS. una “Dichiarazione congiunta concernente l’erogazione del buono pasto in favore del personale in smart working durante l’emergenza epidemiologica da virus Covid 19”, nella quale è stato stabilito che “[…] le Parti, dando seguito a quanto già previsto nell’Accordo concernente l’avvio del progetto pilota di lavoro agile, concordano nel riconoscere al personale del MIBACT che, durante l’emergenza epidemiologica da virus COVID 2019, svolge la propria prestazione lavorativa in modalità smart, l’erogazione del buono pasto, nel rispetto della normativa di riferimento e del CCNL, qualora si effettui un orario ordinario giornaliero superiore a sei ore con la relativa pausa”.

Pertanto, in conformità con le disposizioni interne sia relative al progetto pilota di lavoro agile, sia relative all’emergenza epidemiologica, questa Direzione Generale corrisponderà il buono pasto al personale di questa Amministrazione che sta svolgendo il lavoro in modalità agile e che prima dell’emergenza epidemiologica svolgeva un orario giornaliero superiore a sei ore con la relativa pausa.

Per completezza di informazione si rileva che il Ministro per la Pubblica Amministrazione ha di recente dichiarato alla stampa che “il buono pasto ha senso in un’ottica di presenza fissa ma è più difficile concepirlo in smart working, le due cose non si connettono così tanto” (cfr. ex multis ANSA del 28 aprile 2020) ed ha altresì manifestato la volontà di avviare un tavolo tecnico con i sindacati per affrontare, inter alia, anche la tematica relativa alla corresponsione dei buoni pasto in favore del personale che in virtù dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 svolge prestazioni lavorative con modalità di lavoro agile. Alla luce di tali dichiarazioni, il tavolo tecnico in parola potrebbe rappresentare un’utile occasione di confronto e di definizione di ulteriori aspetti di dettaglio relativi alla tematica di cui trattasi.

 Tanto rappresentato per quanto di competenza, si resta a disposizione per quant’altro possa occorrere.

 IL DIRETTORE GENERALE
(Dott. Paolo D’Angeli)

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