COME FA UN LAVORATORE A SVOLGERE LAVORO AGILE IN UN NUOVO UFFICIO?

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LA DIREZIONE GENERALE ORGANIZZAZIONE SERVIZIO II RISPONDE ALL’UNSA SULLA RICHIESTA DI SOSPENSIONE DELLA PROCEDURA DI ASSEGNAZIONE DEFINITIVA DELLE SEDI NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI INTERESSATI AL PASSAGGIO DALL’EX AREA B ALL’EX POSIZIONE ECONOMICA C1

ATTENDIAMO UNA PRONTA RISPOSTA CHIARA ED ESAUSTIVA DA PARTE DEL SEGRETARIO GENERALE DOTT. SALVO NASTASI E DAL DIRETTORE GENERALE ORGANIZZAZIONE DOTT.SSA MARINA GIUSEPPONE

Si allega qui di seguito la nota di riscontro alla nostra a firma del Prof. Benzia, il quale ha risposto con un sostanziale diniego, ma senza dirlo, dal momento che si esprime in burocratese puro e cioè facendo finta che sia fatto tutto a tutela del lavoratore, però la domanda nasce spontanea, come fa un lavoratore a svolgere lavoro agile in un nuovo ufficio nel quale non ha mai messo piede e senza avere nessuna base? Ci risponderà ovviamente che sarà compito del dirigente organizzare sessioni in video per lavorare a distanza.

Inoltre, facciamo presente che i vuoti di organico di cui alle graduatorie nazionali sono riferiti a 12 anni fa…. Oggi le cose sono cambiate.

Quello che stupisce è come mai nessuna altra Organizzazione Sindacale interviene su questa problematica.

Riteniamo che il MIBACT e’ un ufficio statale e come tale si deve occupare di tutelare la salute del lavoratori e pertanto con tanti problemi da affrontare, non ci sembra questa sia una priorità, in un momento così particolare e delicato del paese in una piena pandemia ancora da dissolvere.

Attendiamo una presa di posizione chiara e netta anche da altri interlocutori e soprattutto una risposta esaustiva del Segretario Generale Dott. Salvo Nastasi e perché no’ anche dal Direttore Generale Organizzazione Dott.ssa Marina Giuseppone che fino a prova contraria, può intervenire a riguardo, visto che la richiesta di sospensione del provvedimento è stata inviata anche alla stessa in quanto la circolare ministeriale riportava anche la sua firma.

IL SEGRETARIO NAZIONALE
Dott. Giuseppe Urbino

Oggetto: Procedure interne relative al passaggio dall’ex area B all’ex posizione economica C1_ Circolare Dg-Or n. 92/2020_ Assegnazione sede definitiva di servizio_ Rif. Nota prot. n. 042/2020_ Riscontro.

Con riferimento a quanto comunicato dalla S.V. con la nota indicata in epigrafe, in ordine alla richiesta di procedere ad una sospensione, “fino alla fine della pandemia di Covid 19”, della procedura di assegnazione definitiva delle sedi di servizio nei confronti dei dipendenti di questo Dicastero che, in quanto utilmente collocati nelle graduatorie uniche nazionali relative al passaggio dall’ex area B all’ex posizione economica C1 hanno conseguito l’inquadramento nel nuovo ruolo professionale, Terza Area Funzionale, posizione economica F1, – con Decreto direttoriale 16 dicembre 2019, rep. n.2727 e successivo Decreto direttoriale 19 dicembre 2019, rep. n. 2748 – preme rilevare quanto segue.

Come noto, l’articolo 7 dei bandi di concorso di cui alla procedura di riqualificazione in oggetto – richiamato nelle premesse ai suindicati provvedimenti direttoriali – prevede che l’Amministrazione, “in caso di esaurimento di una graduatoria regionale senza che i relativi posti siano completamente coperti”, possa procedere “alla formazione di una graduatoria unica nazionale, secondo l’ordine generale di merito risultante dalla votazione complessiva riportata da ciascun candidato – applicando, in caso di parità di merito, il principio della minore età anagrafica – allo scopo di destinare i candidati, ove accettino, a regioni diverse da quella per la quale gli stessi hanno concorso”. Pertanto, nel pieno rispetto delle regole cristallizzate nella lex specialis costituita dal bando di concorso, i dipendenti che nel dicembre 2019 hanno conseguito l’inquadramento nell’Area funzionale superiore, sottoscrivendo i relativi contratti individuali di lavoro nel nuovo profilo professionale, sono stati invitati – con Circolare Dg-Or n. 92/2020 – ad esprimere la propria preferenza in ordine alla sede di assegnazione definitiva rientrante nell’ambito regionale prescelto.

Al riguardo, la procedura di assegnazione definitiva, avviata con la suindicata Circolare, dovrà concludersi nei termini ivi prescritti, al precipuo fine di tutelare la posizione contrattuale dei dipendenti interessati dalla procedura de qua poiché, come esplicitato nella richiamata Circolare – cui si riporta integralmente il testo – “coloro i quali intendano recedere dal rapporto di lavoro instauratosi a seguito della procedura di riqualificazione in oggetto, sono tenuti a formalizzare tale decisione entro il periodo di prova di quattro mesi dalla sottoscrizione del relativo contratto individuale di lavoro come previsto dall’art. 14, comma 1, lett. b) del C.C.N.L. – Funzioni Centrali triennio 2016-2018, con ciò assicurando il proprio diritto alla conservazione del posto nel precedente profilo professionale di appartenenza”; circostanza quest’ultima preclusa ove si dovesse attendere la fine dello stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, dichiarato per sei mesi (rif. Delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020).

E’ appena il caso di rilevare, infatti, che, ai fini del compimento del periodo di prova non può non tenersi conto del servizio effettivamente prestato in modalità agile (rif. Direttiva n. 2/2020 del Ministro della pubblica amministrazione ove si precisa, altresì, che “il periodo di prova – nell’ipotesi di assunzione di nuovo personale – non è incompatibile con la modalità del lavoro agile(…) Il principio è desumibile anche dalle previsioni dell’articolo 14 della legge n. 124 del 2015 secondo cui le amministrazioni garantiscono che i dipendenti in smart working non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera”), modalità ritenuta ex art. 87 del decreto legge 17 marzo 2020, n.18, la “modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni sino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, ovvero fino ad una data antecedente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione”, cui questo Dicastero, nella sua articolazione centrale e periferica, ha fatto pieno ricorso individuando “ogni idoneo strumento per superare eventuali ostacoli rispetto al pieno utilizzo di tale modalità lavorativa”, in conformità a quanto esplicitato nella richiamata Direttiva n. 2/2020.

Da ultimo, giova precisare che, nel rispetto di quanto imposto dalla normativa vigente, in ordine alla necessità di limitare la presenza dei dipendenti pubblici negli uffici e di evitare ogni loro spostamento sul territorio nazionale, questa Direzione ha disposto che, all’esito della procedura di formale assegnazione del personale riqualificato presso la sede di servizio definitiva, conseguente all’emanazione di apposito provvedimento direttoriale di questa Direzione generale, i dipendenti saranno chiamati ad effettuare la presa di servizio mediante attestazione del datore di lavoro recante indicazione dell’inizio dell’attività lavorativa e svolgimento della stessa secondo la modalità del “lavoro agile”, atteso che il ricorso a tale modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, quale una delle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, rappresenta una priorità da garantire anche al fine di tutelare la salute del personale dipendente” (Direttiva n. 2/2020 del Ministro della pubblica amministrazione).

Il Direttore
(Alessandro Benzia)

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