LA LIBERTÀ DI PENSIERO CE L’ABBIAMO. ADESSO CI VORREBBE IL PENSIERO”.

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L’insulsa polemica delle scorse ore scatenata sulle pagine Facebook di Emergenza Cultura e della senatrice Margherita Corrado a proposito di una riflessione semiseria di Carmelina Ariosto, nostra delegata sindacale, ci richiama alla memoria la celebre battuta di Karl Kraus: “la libertà di pensiero ce l’abbiamo. Adesso ci vorrebbe il pensiero”.

Per chi non si fosse appassionato alla surreale querelle, evidenziamo che il testo, pienamente condiviso da questa Organizzazione, riflette ironicamente sulla distanza lunare che esiste tra la reale condizione di chi lavora in un ministero devastato da continue riforme insensate e l’apparato burocratico di vertice, che si concentra sul dito e non vede la luna.

Una grottesca strumentalizzazione ha tentato di trasformarlo in una condanna del lavoro agile, in una lagnanza per un istituto contrattualmente previsto ed altro ancora. In nessun passaggio del testo chiunque sia dotato di libertà intellettuale e di basilare formazione culturale può ravvisare simili posizioni, per di più attribuite a chi sin dal primo momento dell’emergenza ha collaborato continuamente con la direzione del proprio ufficio per favorire l’avvio dello smartworking, direzione e colleghi ai quale va il nostro plauso per essere stati fulminei apripista di una modalità poi seguita da altri istituti del Mibact.

Quanto alle (inesistenti critiche) ai limiti dello smartworking, il Sole 24 Ore dello scorso aprile titola: “Lo smartworking deve liberare i dirigenti dalla burocrazia”. Ne facciano attenta lettura anche certi colleghi.

Tra le condanne per la violenza inaudita degli hater c’è stata quella, indignata, della senatrice Margherita Corrado, alla quale va riconosciuto il coraggio delle idee, la lucidità dell’azione, la risolutezza delle posizioni.

La Confsal Unsa, dunque, non si associa alla crociata contro la senatrice, rea di aver smascherato un attacco violento e manipolatorio nei confronti di una libera e ironica espressione del pensiero all’interno di un social network – attacco, questo si, inaccettabile nel merito e nel metodo – come correttamente evidenziato da altri sindacati.

Ci saremmo aspettati, semmai, altrettanta indignazione nei confronti delle gravissime affermazioni diffuse dal prof. Giuliano Volpe, già membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali nonché consigliere del Ministro per il settore “Educazione e Formazione” che cavalca tali attacchi e utilizza, da educatore e formatore, la propria bacheca Facebook per tentare di esporre a ludibrio dipendenti di questo ministero raccogliendone, compiaciuto, plauso da altri.

Auspichiamo che tutte le organizzazioni sindacali si uniscano, piuttosto, alla Confsal Unsa nell’esigere dal Ministro Franceschini che si dia finalmente corso nel Mibact ad un serio e vero “Freedom of information act”, tema al quale la senatrice Corrado dedica ampia parte dell’azione istituzionale, e che si restituisca piena cittadinanza nel suo dicastero al merito professionale, magari ricominciando a selezionare con maggiore attenzione i propri consiglieri.

IL SEGRETARIO NAZIONALE
Dott. Giuseppe Urbino

LA LIBERTÀ DI PENSIERO CE L’ABBIAMO. ADESSO CI VORREBBE IL PENSIERO”.

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