RIUNIONE IN VIDEOCONFERENZA DEL 6 APRILE 2020

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EMERGENZA COVID 19 – PRESIDI DEGLI ISTITUTI, MUSEI, ARCHIVI, BIBLIOTECHE, ZONE ARCHEOLOGICHE E LUOGHI DELLA CULTURA.

Si è svolta la riunione in videoconferenza alla presenza richiesta del Segretario Generale dott. NASTASI e chiaramente anche con la presenza del prof. BENZIA.

Vari interventi si sono succeduti tra tutti i partecipanti ma all’unisono si è portato in evidenza la non completa applicazione del contenimento del COVID 19 sui posti di lavoro.

Si è parlato infatti dello smart working riconosciuto come la modalità principale dell’attività lavorativa ma che rispetto a questa alcuni dirigenti hanno dato una resistenza alla applicazione come le normative esprimono di fatto senza restrizione.

Oltre a questo tutta una serie di problematiche relative ai presidi, alle sanificazioni, al ricorso delle ferie pregresse e comunque rispetto a tutti i temi già dibattuti nelle precedenti e recenti videoconferenze.

Noi dell’UNSA abbiamo ribadito che nulla è stato risposto a tutt’oggi sulla questione riguardante il concetto del PRESIDIO come richiesto nelle due note inviate precedenti.

Abbiamo quindi evidenziato nuovamente il discorso che il presidio in quegli Istituti, musei, archivi, biblioteche dove è presente il servizio di custodia e casierato dovrebbe essere svolto dal custode casiere al’’interno del suo alloggio.

Fermo restando il funzionamento degli impianti antintrusione, antincendio e videosorveglianza questo discorso rimane di grande utilità e preserva dal rischio del contagio altre unità di vigilanza che diversamente dovrebbero recarsi sul posto di lavoro.

A conti fatti almeno nei 196 luoghi della cultura dove esiste il casierato ciò potrebbe essere possibile e diminuirebbe la necessità di avere il numero minimo delle unità per i presidi.

Da una parte, quindi, così facendo si affronterebbe in maniera drastica la salute dei lavoratorie dall’altra parte si continuerebbe a garantire la sicurezza del patrimonio culturale.

Infatti l’UNSA ha specificato che anche prima che accadesse questa pandemia che ha interessato tutti, il servizio di custodia e casierato ha sempre garantito il presidio dei luoghi durante la chiusura degli Istituti e questo ora più che mai viene ad essere non solo garantito ma si riesce a mantenere anche la tutela e la custodia del sito.

L’unica direzione generale che ci risulta abbia recepito tale argomentare è stata quella degli archivi ossia la DGA con una sua propria circolare a firma della Buzzi.

Sarebbe auspicabile quindi che anche le altre direzioni generali, segretariati regionali e lo stesso Segretariato Generale recepiscano tale concetto.

Altro punto poi, dibattuto sempre dall’UNSA è stato quello del presidio ove non è presente il casierato.

In queste circostanze, molti sono gli Istituti che pur garantendo al minimo le attività indifferibili del presidio con due/tre unità di vigilanza, nella realtà,poi, il personale ALES nei vari Istituti sta aumentando il numero di personale presente vanificando quanto previsto dalla normativa.

Abbiamo chiesto all’amministrazione di monitorare e rendere,poi, uniforme l’applicazione delle disposizioni dove !”BISOGNA STARE A CASA” il più possibile e ridurre la compresenza dei dipendenti sul posto di lavoro.

Questo purtroppo ancora oggi da alcuni capi di Istituto è rimasta lettera morta.

A gran voce abbiamo chiesto di trovare urgentemente delle soluzioni che diano la possibilità di “salvaguardia” di ottemperare alle necessità primarie sanitarie e alla tutela del sito, con delle soluzioni che possano anche risolvere il “sott’organico” ormai presente dappertutto,magari con l’Istituto della Reperibilità.

Altra probabile soluzione potrebbe essere quella sempre in termini di reperibilità qualora questa non fosse applicabile per le poche unità di vigilanza, rivolgendola anche al restante personale amministrativo  o tecnico che ad esempio partecipava alle prestazioni occasionali del conto terzi.

Analoga questione potrebbe essere anche quella del ricorso a quegli addetti alla vigilanza che oggi svolgono le loro attività anche in ufficio nelle attività amministrative o tecniche e che magari per consentire l’apertura nei giorni festivi col passaggio dal 30 al 50% dei festivi assicurano tali aperture e che nella fattispecie odierna garantiscono le aperture festive di quei musei, e strutture museali che altrimenti resterebbero chiuse.

Inoltre abbiamo chiesto che tutta quella serie di attività non rientranti in quelle indifferibili possano essere sospese e che i dipendenti di questi settori, riferendoci a quelle attività ad esempio del restauro, o della preparazione o allestimenti di mostre o convegni e conferenze, in un momento così delicato come questo attuale, non si eseguano minimamente e il personale venga lasciato a casa secondo le varie modalità già ampiamente discusse e trattate.

Infine si è chiesto di realizzare un diverso approccio metodologico rispetto alla SANIFICAZIONE degli ambienti di lavoro quali le portinerie, le sale regie, le parti comuni e i servizi igienico sanitari, che possa garantire al massimo la salubrità dei luoghi di lavoro.

E’ ovvio che una sanificazione effettuata una sola volta e non corredata tutti i giorni di altri successivi interventi quotidiani di pulizia ma soprattutto di igienizzazione dei tavoli, delle scrivanie negli ambiti di locali per i presidi risulterebbe pressoché valida solo in quel momento ma diverebbe quanto prima già dal giorno successivo del tutto irrilevante ed inutile.

Si è parlato e richiesto a seguire la necessità che i lavoratori tutti, ossia quelli impegnati nei presidi, siano forniti dei Dispositivi di Prevenzione Individuali (DPI) quali mascherine, guanti ed igienizzanti, fondamentali per un migliore controllo di contagio del virus.

Nello specifico sono state fatte segnalazioni precise in cui alcuni dirigenti e capi d’Istituto hanno disatteso o interpretato a loro singolare modo le disposizioni per ridurre il contagio dal COVID 19.

Fra questi riassumiamo in elenco quelli diffidati nell’ambito della riunione:

Polo del Piemonte

Reggia di Caserta

Museo delle Civiltà

Galleria Borghese

Ed tanti altri ancora.

Chiediamo alle nostre strutture territoriali sindacali  di segnalarci altri Istituti in cui le unità minime per i presidi risultino maggiori a quelli previste, dando modo così di allungare l’elenco sopracitato.

Al termine della riunione abbiamo chiesto all’amministrazione di intervenire urgentemente in questi casi specifici e di rimanere per quanto ci riguarda in attesa di una risposta ai quesiti proposti.

L’Amministrazione ci ha garantito di risponderci e che anzi entro il 13 di aprile prossimo lo stesso Segretariato Generale produrrà un ulteriore circolare la n. 20 al fine di chiarire meglio e di più a tutte le direzioni, i segretariati regionali e direttori di tutti gli Istituti le linee esatte da seguire.

Quindi auspicandoci che questo avvenga al momento rimaniamo in attesa di urgenti riscontri.

Cordialmente

IL COORDINAMENTO NAZIONALE
CONFSAL-UNSA BENI CULTURALI

Comunicato_10_2020

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