RESOCONTO DELLA RIUNIONE IN VIDEOCONFERENZA

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POSIZIONE DELL’UNSA IN MERITO ALL’IPOTESI DI ACCORDO CONCERNENTE LA DETERMINAZIONE DELL’INDENNITÀ DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA 2020.

ULTERIORI PRECISAZIONI SULLA LEGGE 18/2020 “CURA ITALIA”

 

Nella giornata del 18 marzo 2020 alle ore 11 si è tenuta la riunione straordinaria in “videoconferenza” tra l’amministrazione e le OO.SS., avente come ordine del giorno poc 2020 e varie ed eventuali.

Presenti il Prof. Benzia e i collaboratori diretti e le OO.SS. l’UNSA, CGIL, UIL, CISL e FLP.

IPOTESI DI ACCORDO CONCERNENTE LA DETERMINAZIONE DELL’INDENNITÀ DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA 2020.

Al primo punto si è trattato delle POC definendo la bozza dell’accordo già precedentemente concordato e dopo vari interventi si è deciso di considerare definitivo il principio dell’erogazione per quei direttori e quelle figure con alta responsabilità effettivamente acclamata e non più come in precedenza valutata su criteri non oggettivi ma ad esempio sul numero dei dati statistici relativi alle affluenze.

In questo contesto si è aumentato il numero delle POC per poter comprendere anche i direttori degli archivi e delle biblioteche.

Teniamo a precisare che in merito al comunicato sindacale dell’UNSA del 27 febbraio 2020, con cui erano state espresse alcune considerazioni emerse nel corso del dibattito del Tavolo Nazionale, in particolare per quanto concerne il riconoscimento economico delle maggiori responsabilità connesse all’incarico di direzione di Archivi di Stato.

Purtroppo, la percezione da parte degli interessati è stata erroneamente quella che l’UNSA era contraria a destinare le risorse per le POC per gli Archivisti di Stato che ricoprono gli incarichi di Direttori di Archivi.

Al fine di sgombrare il campo da qualsiasi strumentalizzazione, intendiamo sottolineare che l’UNSA non ha mai posto alcun limite affinché tale possibilità possa essere presa in considerazione, semmai, era stata l’Amministrazione a respingere categoricamente la proposta, adducendo considerazioni ostative di carattere normativo che non stiamo qui a descrivere, in quanto è stata invitata a svolgere una ulteriore verifica al fine di valutare la percorribilità della proposta.

Per quanto concerne il nostro sindacato, riteniamo che la nomina di archivisti quali direttori di Archivi di Stato e di Bibliotecari nelle Biblioteche è prevista da leggi e regolamenti.

Inoltre, abbiamo sempre perorato la posizione espressa dai Direttori di Archivi di Stato che in questi ultimi periodi hanno manifestato le loro rivendicazioni.

Appare ovvio che tutta la discussione incentrata sulla possibilità di pervenire ad un accordo concernente la determinazione dell’indennità di posizione organizzativa attiene anche a tutte le altre figure professionali operanti nel MiBACT. Infatti da tempo la discussione è incentrata al tavolo nazionale, Questo non implica una diversa valutazione in merito degli incarichi di direzione, là dove prevale la figura di Funzionario Delegato.

Riteniamo che per la specificità professionale, si debba far ricorso al riconoscimento economico per le responsabilità connesse all’incarico di direzione, dal momento che gli Archivi di Stato sono diretti da Funzionari Archivisti di Stato è competenza tecnica indispensabile per il buon andamento degli Istituti.

LEGGE 18/2020 “CURA ITALIA”

Al secondo punto (quello più importante e prioritario) si è discusso della situazione emergenziale del COVID 19, su quanto ha definito il Decreto Legge 18/2020 “Cura ITALIA” del 17 marzo 2020 che ha introdotto alcune novità imprescindibili ed improrogabili.

Elenchiamo quindi queste novità:

all’art. 87 si sancisce definitivo lo SMART WORKING che diventa la modalità ORDINARIA di lavoro per tutti, eccetto alcuni servizi che prevedono le attività indifferibili.

Su questo argomento le Direzioni Generali eccetto soli due casi, non hanno provveduto a definire ancora quali siano queste attività indifferibili.

Il personale che non usufruisce dello smart working potrà usufruire delle altre forme previste dal contratto quali ferie pregresse, congedi, recuperi e banche ore.

Infine coloro che anche esperite tali formalità potranno e dovranno “RESTARE A CASA” in quanto l’amministrazione potrà esentare motivatamente il personale dipendente dal servizio.

La novità che teniamo ad informare è che tutto questo è applicato anche ai custodi e al personale della vigilanza fatto salvo solo coloro che, comunque a rotazione debbano essere chiamati a mantenere i “presidi” nei musei o negli Istituti ma con i numeri minimi di unità necessarie.

Analogo discorso per il personale degli uffici che devono garantire con la loro presenza la continuità dell’azione amministrativa.

Noi come UNSA abbiamo chiesto che l’amministrazione definisca esattamente le attività indifferibili con estrema urgenza.

Nella disamina del decreto legge vengono elencate le ulteriori novità:

         Art. 23 e 25:

  • Sostegno ai genitori lavoratori che a seguito della sospensione del servizio scolastico è prevista la possibilità di usufruire del congedo PARENTALE per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento economico.
  • O in alternativa l’assegnazione di un bonus per i servizi di baby-sitting che passa dal limite di 600 euro ai 1.000 euro per il personale del Servizio Sanitario Nazionale e le forze dell’ordine.

Art. 24:

  • Aumento dei giorni per la legge 104 di ulteriori 12 giorni tra marzo e aprile.

Art. 63:

  • Premio di 100 euro esentasse per i dipendenti con reddito inferiore ai 40.000 euro ed in proporzione ai giorni lavorati

Art. 26:

  • Equiparazione alla malattia del periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva per Covid-19 tanto per il settore privato quanto per quello pubblico (equiparazione già introdotta nel DL del 9 marzo 2020).

Ad ogni modo in breve abbiamo ribadito a chiare note che la responsabilità dei dirigenti, Capi di Istituto e direttori in qualità di datori di lavoro impone che questi rischiano qualora ci sia il mancato rispetto degli obblighi dettati dal Decreto Legge la punizione PENALE ai sensi dell’art. 650 come previsto dall’art. 3 comma 4 del decreto-legge 23 febbraio 2020 n. 6.

Per tali motivi in pieno rispetto a quanto espresso dal nostro Segretario Generale della Confsal Massimo Battaglia attiveremo un costante monitoraggio di tutte quelle situazioni critiche ponendo la massima attenzione e segnalando quelle poi suscettibili di denuncia penale in caso di violazione.

Al riguardo  stato anche chiesto un incontro urgente con il Segretario Generale Salvatore Nastasi.

Detto ciò rimaniamo in attesa da parte dei colleghi che intendano esporci situazioni che rasentano la “scelleratezza” dei comportamenti assurdi di alcuni dirigenti laddove venissero non rispettate ad esempio le forniture dei dispositivi di protezione individuale, o nei casi in cui le amministrazioni non riescano a limitare la presenza del personale negli uffici e non solo.

Noi dell’UNSA abbiamo infatti evidenziato che nelle strutture che sono state chiuse bisognerà razionalizzare le attività quali quelle delle pulizie che potrebbero essere impiegate ad un programma di sanificazione totale degli ambienti da presidiare.

Ma il paradosso più grave sarebbe quello che mentre all’esterno ed in generale si impone il massimo rispetto delle disposizioni normative a RESTARE A CASA, quindi di non passeggiare, correre e fare attività motoria non necessaria in questo momento evitando assembramenti di persone con tasso elevato di rischio, poi al contrario non si controllano i nostri musei ed Istituti che all’interno risultano con il pretesto dei presidi con un numero di unità ben superiore a quelle minime.

Cordialmente

IL COORDINAMENTO NAZIONALE
CONFSAL-UNSA BENI CULTURALI

Comunicato_08_2020

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