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ULTERIORI MISURE DI CONTENIMENTO PER LA PREVENZIONE DAL CONTAGIO DA CORONAVIRUS.

 

Si pubblica qui di seguito la circolare ministeriale n. 18/2020 a firma del Segretario Generale Dott. Salvatore Nastasi:

In attuazione di quanto previsto dalle più recenti disposizioni in materia di contenimento del contagio da coronavirus, si comunica quanto segue. Per la durata dello stato di emergenza sanitaria, così come già precisato nella Circolare n. 17 del 12 marzo 2020 di questo Segretariato, innanzitutto, rimane ferma l’urgenza per i Direttori generali di individuare nell’ambito della direzione di propria competenza le attività ritenute indifferibili al fine di garantirne il relativo svolgimento in presenza da parte del personale, con priorità per il personale dirigenziale in considerazione dei compiti di direzione e coordinamento. Individuate le attività indifferibili da svolgere in presenza, anche in base al principio della rotazione e delle turnazioni, i datori di lavoro – in capo ai quali permane la responsabilità dell’organizzazione delle prestazioni lavorative espletate dai propri dipendenti complessivamente intesi, esercitando nell’ambito dei propri poteri gestori le necessarie attività di controllo e monitoraggio – promuovono l’utilizzo delle modalità di lavoro agile per l’espletamento delle prestazioni ordinarie rese dal proprio personale, così da garantire il buon andamento dell’azione amministrativa. Nei casi in cui la tipologia delle mansioni espletate dal dipendente non permetta lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile, i datori di lavoro sono, in ogni caso, tenuti a far fruire ai lavoratori i periodi di congedo ordinario, le ferie pregresse e non ancora fruite, e altri analoghi istituti, nel rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Esperite tali possibilità, i datori possono esentare – previa motivazione circa la non compatibilità delle mansioni da svolgere con la modalità agile – il proprio personale dal servizio. Il periodo di esenzione costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge e l’Amministrazione non corrisponde l’indennità sostitutiva di mensa, ove prevista. Riguardo al personale con incarichi ad interim o a scavalco relativi ad uffici collocati in sedi territoriali differenti, si raccomanda, in attuazione della Direttiva n. 2/2020 del Ministro per la Pubblica Amministrazione, recante “indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COV1D-19 nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”, di limitarne gli spostamenti, individuando un’unica sede per lo svolgimento delle attività di competenza del medesimo personale. Relativamente, invece, alle procedure di mobilità interna del personale dipendente, si ribadisce quanto disposto dalla Circolare n. 73 dell’Il marzo 2020 della Direzione generale Organizzazione, con la quale è stata disposta la sospensione delle suddette procedure fino al 3 aprile p.v., e la proroga dei distacchi e/o assegnazioni provvisorie già in essere. Le misure di cui alla presente circolare sono applicabili, con decorrenza immediata a tutto il personale in servizio presso il Ministero, ivi compresi i dirigenti, il personale in assegnazione temporanea e il personale afferente alle società a controllo pubblico o agli enti vigilati, che espleta attività di supporto presso l’Amministrazione, così come previsto dall’art. 1 della già citata Direttiva. Resta fermo che l’esenzione dal servizio prevista dalla più recente normativa emergenziale in materia di contenimento del contagio da coronavirus si applica esclusivamente al personale delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Si confida nella scrupolosa osservanza dei contenuti della presente circolare e nella massima diffusione a tutto il personale. 

NOTA ALLE AMMINISTRAZIONI DEL COMPARTO FUNZIONI CENTRALI – CORONAVIRUS, IMMEDIATA APPLICAZIONE DECRETO LEGGE 16 MARZO 2020

Si richiede a tutte le Amministrazioni del comparto di inviare immediate indicazioni operative interne, in modo che ogni datore di lavoro dia completa ed immediata applicazione dei precetti del Decreto Legge del 16 marzo 2020, che ha rafforzato le indicazioni peraltro chiare del Dpcm dell’11 marzo u.s., e per la precisione:

  • Ricorso immediato al lavoro agile come attività ordinaria (non eccezionale, non residuale, non sperimentale) della prestazione lavorativa
  • Organizzazione del lavoro volta a limitare al massimo la presenza di personale negli uffici e solo per assicurare l’esecuzione di attività indifferibili, ricorrendo a presidi secondo il metodo della rotazione dei lavoratori.
  • L’adozione del lavoro agile deve prescindere dalla sottoscrizione dagli accordi individuali. Si suggerisce al riguardo di seguire l’esempio di alcune virtuose amministrazioni che, vista l’esigenza primaria di evitare spostamenti fuori dal domicilio per non contrarre né diffondere il contagio, hanno specificato che i lavoratori possono essere adibiti in lavoro agile anche a mansioni diverse dall’attività ordinariamente svolta.

Nei casi ove non sia stato possibile ricorrere al lavoro agile, le amministrazioni potranno legittimamente esentare il personale dal servizio a causa dell’emergenza epidemiologica in corso, considerando tale periodo come servizio prestato a tutti gli effetti.

Nel sottolineare i profili penali per il datore di lavoro in caso di inadempienza delle norme di legge in vigore, questa O.S., come già ribadito, è pronta ad esperire azioni legali nei confronti di tutti quei datori di lavoro che colpevolmente limitano il ricorso al lavoro agile e non riducono al minimo indispensabile la presenza del personale negli uffici, esponendo così i lavoratori al rischio di contagio.

In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.

Il Segretario General
Massimo Battaglia

PA, BATTAGLIA (UNSA): D.L. 16 MARZO 2020, RAFFORZATE NORME GIÀ IN VIGORE PER TUTELARE SALUTE DIPENDENTI PUBBLICI.

 

“Accogliamo con soddisfazione la pubblicazione del Decreto Legge del 16 marzo 2020 che rafforza le già chiare disposizioni del Dpcm dell’11 marzo scorso, che però non è stato applicato nella pubblica amministrazione in modo uniforme e ciò ha esposto troppi lavoratori pubblici al rischio di contagiarsi e di spargere il contagio” dichiara Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA

“Dopo tanti sforzi fatti in questi giorni convulsi, ufficio per ufficio, per noi questo Decreto rappresenta una vittoria, perché vengono ribadite e rafforzate disposizioni del Governo che vanno nella direzione richiesta da tempo dall’UNSA: mettere la tutela della salute al primo posto. La salute viene prima della burocrazia e dell’economia” prosegue Battaglia

 “Ora i datori di lavoro del pubblico impiego non possono più pretendere la presenza in ufficio: al fine del contenimento dell’epidemia il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa perché le persone devono stare in casa ed azzerare i contatti sociali. Ove non sia possibile attivare il lavoro agile, le amministrazioni possono esentare il personale dal recarsi sul posto di lavoro, considerando il periodo come servizio a tutti gli effetti. Le uniche attività indifferibili da svolgere in presenza dovranno essere realizzate da presidi numericamente limitati, anche contando sul criterio della rotazione”

Battaglia conclude “Continueremo a vigilare, in tuta Italia, e l’UNSA -come già dichiarato- è pronta a cause legali volte a richiamare la responsabilità penale dei datori di lavoro inadempienti che violano disposizioni di legge e pregiudicano il diritto alla tutela della salute dei lavoratori”.

LEGGE 16 MARZO 2020, ACCOLTE LE RICHIESTE AVANZATE DA GIORNI DALL’UNSA

Non è stato facile per via di tanti datori di lavoro che hanno ostacolato l’adozione delle più semplici e logiche scelte organizzative già imposte in molto chiaro dal Dpcm dell’11 marzo scorso (e dalla Direttiva n. 2 della Funzione Pubblica), ma ce l’abbiamo fatta. Le richieste avanzate -da interminabili giorni- dall’UNSA sono state accolte nel Decreto Legge del 16 marzo 2020, che rafforza quanto previsto dal Dpcm dell’11 marzo:

  • Il lavoro agile è l’ordinaria forma di prestazione lavorativa a prescindere dalla sottoscrizione o meno degli accordi individuali.
  • Ogni datore di lavoro dovrà limitare al minimo la presenza dei lavoratori in ufficiosolo per le attività indifferibili, predisponendo presidi, ricorrendo anche allo strumento della rotazione del personale.
  • Ove il lavoro agile non sia possibile le amministrazioni potranno esentare dal servizio i lavoratori, e considerare il periodo di assenza come servizio prestato a tutti gli effetti.

Nel riaffermare che esistono in capo ai datori di lavoro specifici profili di responsabilità penale, in riferimento alla mancata tutela della salute dei lavoratori, ove non diano immediata attuazione alle norme di legge in vigore, questa O.S., come già ha avuto modo di affermare, è pronta ad esperire azioni legali nei confronti di quei datori di lavoro che -per irresponsabilità o incapacità- espongono i lavoratori al rischio di essere contagiati e di contagiare i propri familiari

QUI DI SEGUITO È DISPONIBILE UNA SINTESI DELLE NORME DEL D.L. RELATIVE ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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