COMUNICATO STAMPA 13/03/2020

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PA, BATTAGLIA (UNSA): LAVORO AGILE E’ MODALITA’ ORDINARIA DI LAVORO. DENUNCEREMO I DATORI DI LAVORO CHE NON ATTUANO LA NORMA.

«Il Governo ha emanato norme precise per il contenimento dell’epidemia da Covid-19. Occorre azzerare i contatti sociali per fermare la diffusione del contagio. Col Dpcm dell’11 marzo scorso il Governo ha deciso di cambiare la Pa, e di far divenire la prestazione in lavoro agile, da casa, la modalità ordinaria di lavoro, a tutela della salute individuale e pubblica» afferma Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA.

«Ogni ritardo, omissione di immediata riorganizzazione o ostracismo nel consentire ai lavoratori pubblici di rimanere a casa, atteso che l’ordinaria attività lavorativa è dal 12 marzo da svolgersi in lavoro agile per motivi di tutela della salute, comporta rilievi di natura penale in capo ai datori di lavoro responsabili» continua Battaglia che conclude

«L’UNSA denuncerà ogni datore di lavoro che impedisce -fatte salve le eccezioni previste dal Dpcm- lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità di smart working. È un momento delicatissimo, non si può perdere neanche un giorno dall’applicazione delle norme del Governo e tuteleremo la salute ei lavoratori con ogni mezzo»

MODALITÀ ORDINARIA DI LAVORO IN SMART WORKING – IMMEDIATA ATTIVAZIONE EMERGENZA SANITARIA COVID-19

 

Sebbene diverse amministrazioni si siano immediatamente attivate per organizzare la propria attività alla luce delle disposizioni dell’art. 1 punto 6 del Dpcm 11 marzo 2020, ci risulta che, al contrario, altre amministrazioni stiano tardando ingiustificatamente a riorganizzare le proprie attività basandole sul lavoro agile, venendo meno in tal modo al compito affidato -per norma gerarchicamente superiore- dal Governo di adottare misure urgentissime e necessarie per la tutela della salute e volte a limitare il diffondersi dell’epidemia in corso.

Per l’UNSA è assolutamente ingiustificato qualsiasi ostracismo da parte dei datori di lavoro nell’adottare -nell’immediato- atti di riorganizzazione che prevedano la generalizzata prestazione lavorativa in lavoro agile da casa (con connesse limitazioni alla mobilità, salva giusta causa). Va ricordato a costoro, che il Dpcm citato dispone che dal 12 marzo 2020 -in via d’urgenza- nella pubblica amministrazione la prestazione lavorativa ordinaria si effettua con modalità di lavoro agile. Senza se e senza ma. Ne va della salute individuale e collettiva.

Qualora quindi i datori di lavoro siano ancora inadempienti e non abbiano riorganizzato il lavoro per presidi, individuando le limitatissime attività da svolgere in ufficio e le eventuali turnazioni di personale, invitiamo i lavoratori a presentare l’allegato documento.

È di tutta evidenza che alla luce del principio costituzionale della tutela della salute e delle norme primarie adottate volte al contenimento del contagio, ogni omissione da parte del datore di lavoro nel pretendere la presenza in ufficio -salvo nei casi previsti dal Dpcm di prestazioni indifferibili – può avere rilevanza anche penale.

L’UNSA è pronta -come lo è sempre stata- a intraprendere battaglie legali per tutelare il diritto alla salute dei dipendenti pubblici.

Un caro saluto a tutti.

Il Segretario Generale
Massimo Battaglia

PA, BATTAGLIA (UNSA) LAVORO AGILE E’ MODALITA’ ORDINARIA DI LAVORO. DENUNCEREMO I DATORI DI LAVORO CHE NON ATTUANO LA NORMA.

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