LETTERA UNITARIA AL MINISTRO BRAY

Si trasmette la lettera unitaria a firma delle OO.SS. FP CGIL – CISL FP – UIL PA – CONFSAL UNSA  e UGL INTESA inviata al Ministro Massimo Bray in merito alla riorganizzazione del MiBACT

On.le Massimo Bray

Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo                  

S  E  D  E

Oggetto: Riorganizzazione del Ministero.

Egregio Ministro,

la presente nota ha lo scopo di riprendere un colloquio già iniziato con le scriventi OO.SS..

Come ricorderà, a conclusione dell’incontro del 16 ottobre scorso, Lei manifestò la Sua disponibilità ad aprire in tempi brevi, sulle principali e urgenti questioni che riguardano il personale, specifici tavoli tecnici di confronto con le OO.SS. del Ministero, fra questi uno in particolare avrebbe dovuto riguardare l’imminente riorganizzazione del Ministero.

Pur apprezzando le Sue dichiarazione in merito nelle audizione alle Commissioni congiunte Cultura del Parlamento per quanto riguarda la Sua intenzione di ripristinare la piena autonomia tecnica delle Soprintendenze, con l’eliminazione di ogni sovrapposizione nelle loro funzioni tecniche delle Direzioni regionali, delle quali verrebbe anche ridotto il numero mediante accorpamento di alcune di minore dimensione e il potenziamento dell’autonomia scientifica e gestionale dell’amministrazione degli archivi, nonché  la valorizzazione delle professionalità che dirigono i grandi musei (ma auspichiamo che non solo di queste si tratterà, ma in debita proporzione di tutte le professionalità con incarichi direttivi), per poter esprimere la nostra valutazione sarebbe opportuno comprendere il disegno complessivo che tale progetto si propone.

Il potenziamento dell’autonomia scientifica e gestionale dell’amministrazione degli Archivi, la valorizzazione le professionalità che dirigono i grandi musei da sole, non risultano sufficienti per dare un giudizio in merito all’ennesima riforma del MiBACT.

Le scriventi, auspicano che quanto appena richiamato non riguarderà i soli Archivi bensì nel tenere in debita considerazione tutte le professionalità caratteristiche del Ministero recuperi quelle che svolgono incarichi direttivi.

Nel valutare la Sua proposta di riforma, atteso che non ci riferiamo a documenti ufficiali da Lei forniti alle scriventi, rimane tuttavia un’incertezza per quanto concerne la sorte degli altri organi centrali non menzionati nelle Sue dichiarazioni.

Su questi, risulta, che sono alla Sua attenzione alcune proposte avanzate dalla Commissione istituita per il rilancio dei beni culturali che destano nelle scriventi OO. SS. una grave preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda le loro conseguenze sul personale.

Secondo tali proposte, dovrebbero essere create ben altre due direzioni generali amministrative: innovazione e personale.

Attesa la “politica” della spending review, o se preferisce quella che ritiene possibile procedere con serie riforme ma a costo zero, si presume che la “clonazione” avverrà ad invarianza di spesa e per questo sempre attingendo al personale già dedicato all’attuale unica direzione.

 Di contro, sembrerebbe che vengano soppresse almeno tre delle attuali direzioni generali tecniche di settore per essere sostituite da altre due con compiti “orizzontali”.

Una dovrebbe interessarsi della tutela e da questa dipenderebbero le Soprintendenze e l’altra riguarderebbe gli istituti da quali dipendono Musei, Archivi di Stato e Biblioteche Statali. Tale ipotesi, se realizzata, comporterebbe la separazione delle funzioni di tutela da quelle di conservazione.

L’esperienza positiva del passato ci fa ritenere che l’attuale modello gestionale, della tutela e conservazione integrato sul territorio, qualora venisse affidato a due diversi centri direzionali, stravolgerebbe tutti i modelli organizzativi ed operativi del Ministero con le conseguenti prevedibili serie difficoltà, non solo riferite al personale in servizio, di adattamento all’ennesimo radicale cambiamento di tutte le procedure e delle prassi.

Le difficoltà che ne deriverebbero, ovviamente, coinvolgerebbero tutto l’apparato del Ministero e tale cambiamento radicale  dovrebbe essere preceduto da un periodo di informazione e formazione del personale che comunque difficilmente riuscirebbe a produrre,  nei tempi brevi, risultati positivi.

Alle considerazioni appena accennate si sommano anche le attuali condizioni di seria carenza di organici, specialmente in tante posizioni chiave nei diversi uffici, svolge un ruolo non favorevole alla imminente novità anche l’avanzata età media del personale e la sua pressoché generalizzata demotivazione, fatto quest’ultimo comprensibile, se si considera le frustrazioni sono state indotte dalla  serie ininterrotta di tagli che hanno riguardato i fondi per le missioni, il blocco delle remunerazioni imposto per legge al CCNL, contratto nazionale di lavoro bloccato dal 2006.

In tempi recenti i tagli hanno riguardato non solo le progressioni di carriera, anche queste ferme da anni, ma hanno interessato anche gli incentivi, oggi ridotti al minimo storico che, qualora non venissero recuperati, renderebbe impossibile continuare a mantenere quei progetti di produttività ed efficienza che hanno permesso nell’ultimo decennio di realizzare progetti di aperture straordinarie degli Istituti del MiBACT.

Le questioni appena ricordate, considerato il mancato coinvolgimento negli anni del personale nei processi di riforma del MiBACT, fatto questo che riguarda i lavoratori prescindendo dai loro livelli d’inquadramento, sono tra le ragioni per le quali a parere delle scriventi risulterà difficile dare pratica attuazione alle novità atteso che interesseranno tutti i colleghi ed in particolare quelli in servizio presso gli attuali organi centrali dell’Amministrazione.

Le varie riforme che in questi anni hanno riguardato il Ministero, lo stress che ne è derivato anche per gli Istituti del MiBACT le tante “novità” introdotte nell’organizzazione del lavoro, non supportate da adeguati corsi di formazione, sono le ragioni per le quali la riforma ha difficoltà nella pratica attuazione.

Il processo di soppressione e ricomposizione di tanti uffici, insito anche nelle presente riforma, ha comunque come conseguenza che per  la carenza d’organico, e il taglio alle risorse economiche di capitoli di spesa, che i nuovi centri di spesa risulterebbero inevitabilmente maggiormente sotto l’organico.

Per quanto fin qui premesso le scriventi OO.SS. sollecitano un incontro urgente con la S. V. al fine di avere chiarimenti in merito alla riforma del MiBACT e per superare le esposte preoccupazioni.

Quanto richiesto anche al fine di avere la necessaria informazione preventiva sulla riorganizzazione del MiBACT in coerenza con l’impegno assunto nella riunione del 16 ottobre scorso.

Roma,  2 dicembre 2013 

                FP CGIL        CISL FP            UIL PA             CONFSAL UNSA       UGL INTESA

          Meloni          Calcara          Feliciani                    Urbino                   Petra