LA CONFSAL-UNSA BENI CULTURALI E IL COMITATO RESARTE SI SCHIERANO IN DIFESA DELLA PROFESSIONE DEI RESTAURATORI ORGANARI.

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Il Coordinamento Nazionale Confsal-UNSA Beni Culturali unitamente al Comitato ResArte, è costretto a denunciare la spiacevole situazione che si è determinata a seguito dell’emanazione del Decreto Interministeriale n. 268 del 10/10/2019 che penalizza la categoria dei Restauratori  Organari e Collaboratori iscritti negli elenchi pubblicati dal Mibac.

Infatti, a tal proposito, occorre precisare che il Comitato ResArte vanta tra gli iscritti più di 50 ditte di restauro organari. Il Comitato intende tutelare la categoria dei restauratori organari che nel decreto interministeriale 268 del 10/10/2019 di abilitazione alla professione di restauratori, cosi come impostato, risultano discriminati. Il Decreto di cui sopra, per lo svolgimento delle prove di idoneità, finalizzate al conseguimento della qualifica di restauratore di beni Culturali con valore di esame di stato abilitante, intese ad accertare le conoscenze e abilità e le competenze attese per lo specifico indirizzo, NON prevede tra le materie oggetto della prima prova teorica, il settore degli organari specializzati nel restauro degli organi musicali a canne. 

Al fine di poter definire il bando equilibrato ed equo verso tutte le competenze cosi come indicato nella Legge, la prova di idoneità per gli organari collaboratori, dovrebbe essere disgiunta da quella prevista per le altre categorie di restauro. La specificità del loro intervento, nonché la mancanza di formazione scolastica specifica, dovuta ad un vuoto scolastico e normativo, non è stata tenuta in considerazione nella stilatura delle prove di esame nel bando che risulta mancante di prova per il settore di competenza 11 e nello specifico per gli organari. 

La categoria rientra nelle competenze 11 degli strumenti musicali. Gli interventi degli organari, sono rivolti al solo ripristino della componente meccanica ossia al solo strumento musicale, non al restauro della struttura decorativa storico artistica, costituente il contenitore dello strumento.  

Gli organari collaboratori, permanendo tale situazione discriminante, sarebbero automaticamente esclusi dalla abilitazione a restauratori.

Per questo, intendiamo tutelare la categoria dei restauratori di organi qualificabili come tali ex art. 182 D.L. n. 42/2004, attesa la peculiarità della materia prevalentemente di tipo tecnico e che prima dell’anno accademico 2016/17 non esistevano corsi di alta formazione o equiparabili per il restauro di tale tipologia di manufatti.

A tal fine, la Confsal-Unsa Beni Culturali e il Comitato ResArte intendono tutelare i propri iscritti, che in questo decreto interministeriali di abilitazione alla professione di restauratori, così come è impostato, risultano discriminati.

Tenuto conto che il Comitato ResArte è l’unica organizzazione che rappresenta più di 50 imprese organari e loro addetti, che chiedono il riconoscimento e di poter sostenere la prova di idoneità come per Legge, avendo diritto a partecipare al bando nel rispetto della loro competenza 11.

Informiamo che il Decreto per i collaboratori, di abilitazione a restauratori, cosi come elaborato dalla conferenza Stato Regioni, sarà impugnato dinnanzi al Tar del Lazio con tutte le conseguenze del caso.

Tale azione attivata a tutela dei nostri iscritti, produrrà il blocco dell’abilitazione attesa da diversi anni da circa 11000 collaboratori di tutti i settori del restauro, sollevando una seria protesta, di cui solo i legislatori attuali, se non interverranno senza rinvii e apportando con le giuste modifiche al Decreto, saranno gli unici responsabili.

LA CONFSAL-UNSA BENI CULTURALI E IL COMITATO RESARTE SI SCHIERANO IN DIFESA DELLA PROFESSIONE DEI RESTAURATORI ORGANARI

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