LA DISCUSSIONE DEL MINISTRO BONISOLI CON I SINDACATI SUL DPCM DI RIORGANIZZAZIONE DEL MIBAC

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In data odierna alle ore 17.30 ha avuto inizio l’incontro, alla presenza del Ministro, che ha fornito l’informativa riguardante la riorganizzazione del Ministero ora al vaglio dei Ministeri dell’Economia e della Funzione pubblica, per essere definita e poi varata in Consiglio dei Ministri entro il prossimo 30 giugno. L’impianto c’è, ma si mettono in conto modifiche e aggiustamenti.

Il Ministro ha ribadito che non intende porre in atto, una nuova riforma del Ministero, ma vuole soltanto mettere mano su alcuni punti relativi all’organizzazione.

Altresì, ha comunicato che questa riorganizzazione non sarà a costo zero, anzi si dovrà prevedere nella prossima legge di bilancio una norma per coprire lo stanziamento di risorse anche per far fronte ad un imminente assunzione di 30 dirigenti esperti aggiuntivi e nel contempo ha manifestato la volontà di non avvalersi di aspiranti dirigenti esteri, ma fare una giusta selezione tra la rosa di dirigenti che abbiamo, così da consentire di reclutare questo personale professionale direttamente da un vivaio interno al Mibac.

Inoltre di fronte alle paventate preoccupazioni che si sono manifestate a vario livello, il Ministro ha assicurato le OO.SS. che i Musei autonomi non diventeranno mai Fondazioni né pubbliche né private.

Ha approfittato dell’occasione per dire che a seguito della legge di stabilità è emersa la possibilità di incrementare le assunzioni nel MiBAC che consisterebbero per almeno 5000 unità, ha inoltre anticipato la possibilità di aumentare di qualche punto percentuale il FUA usufruendo dalle entrate dalla bigliettazione dei musei, così come più volte l’UNSA ha proposto nel corso degli anni.

In riferimento alle risorse, proprio per gestire al meglio la spesa, ha previsto nell’ambito di questa nuova riorganizzazione, una Direzione Generale Contratti, ritenendo che in un’ottica di equità, il MiBAC debba spendere in un modo corretto le risorse disponibili ai fini istituzionali. Per questo la riorganizzazione deve prevedere l’inserimento di dirigenti di II livello, ad esempio Pompei, che si occupano della parte Amministrativa.

Per quanto ci riguarda, come Confsal-Unsa, la nostra posizione in merito a questa riorganizzazione è quella di sempre e cioè fortemente critica per certi aspetti, soprattutto perché è mancato il coraggio di abbattere tutto quello che maldestramente aveva attuato il Ministro Franceschini e abbastanza positiva per altri aspetti, tra cui il dialogo tra le parti sociali, anche se purtroppo per alcuni versi le OO.SS. sono state ascoltate più volte, ma per questioni di merito sono state eluse talune richieste fondamentali che avrebbero potuto assicurare un buon funzionamento del Ministero.

Tra queste situazioni non si comprendono le contraddizioni all’interno della riorganizzazione, sottovalutazione del filone demoetnoantropologico, la declassazione del Museo delle Civiltà, la questione degli Archivi di Stato sotto l’egida delle Soprintendenze Archivistiche e lo svuotamento del ruolo di questi istituti, la problematica dei Poli Museali con la trasformazione in Reti Museali con abnorme estensioni difficilmente gestibili, così come le discutibili istituzioni di distretti interregionali rigidi e burocratici, poco attinenti alla competenza sul territorio e districati in modo irregolare dal punto di vista geopolitico e strategico.

Pertanto, il tratto che si ricava da questa riorganizzazione ci riconduce ad una situazione storicamente determinata, che come sindacato avevamo previsto già tempo fa ed avevamo messo in risalto l’esistenza di una crisi di squilibrio che si manifestava attraverso un processo organizzativo più volte ripetuto e il deficit di scelte strategiche appropriate, rispetto all’attuale fase di riorganizzazione post-riforma Franceschini.

Non è certamente l’Unsa che oggi pone la questione in termini di Aut Aut così come fanno alcuni sindacati che minacciano lo stato di agitazione o riconoscere le criticità accumulate nel tempo sotto la responsabilità di precedenti Ministri. Di fatto, la questione non si racchiude in tutto questo, ma riguarda soprattutto il comportamento tenuto in tanti anni da parti di “capi sindacali” che non hanno saputo interpretare i segni dei guasti che si sono perpetrati nel tempo con il loro silenzio e il malumore dei lavoratori che hanno sempre manifestato.

Per questo, dobbiamo riconoscere che un piano di assunzione già esiste almeno da parte di questo Ministro si tratta solo di migliorarlo in questa fase storica di rinascita del Mibac per fronteggiare una crisi di ristrutturazione che metterà in discussione anche una relativa mobilità che contrariamente al passato dobbiamo gestire con prontezza e capacità di intenti.

In questo corso d’opera, l’Unsa ritiene aperto il dibattito in merito agli aggiustamenti che si potranno determinare con i decreti attuativi, fermo restando che il Ministro ha più volte affermato che questo è un punto di partenza e non certamente un punto di arrivo, dal momento che a breve si rende disponibile ad un nuovo incontro.

Cordiali saluti

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dott. Giuseppe URBINO

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