BOZZA D.P.C.M. Regolamento recante l’organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, degli uffici della diretta collaborazione del Ministro e dell’Organismo indipendente di valutazione della performance.

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Come avevamo accennato nel precedente comunicato il Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha finalmente approntato la bozza sulla riorganizzazione del Ministero che mette mano ad alcune distorsioni prodotte dalla riforma Franceschini.

Come non sottolineare il forte accentramento dei poteri dell’Amministrazione centrale, in particolare quelli Segretario Generale che si fortifica ulteriormente nei vari livelli organizzativi e di intervento attraverso uffici e unità operative. Ma come abbiamo fatto presente, purtroppo, permangono certe situazioni che hanno determinato il fallimento della riforma Franceschini. Infatti, pur di fare spazio ai posti dirigenziali di carattere generale , ancora una volta vengono sacrificati sedi e uffici strategici che insistono sul territorio e che rappresentano il corollario dell’intricato raccordo periferico del Ministero.  Le notevoli difficoltà nell’amministrare la macchina organizzativa, non vengono certamente superate da questo ennesimo tentativo di riorganizzazione, poichè non si riesce ad agire concretamente fino in fondo sull’impostazione data dal precedente ministro, che come si ha avuto modo di appurare ha determinato uno “sconquassamento” generale sulle strutture del ministero ed ha prodotto un fallimentare sistema che nel tempo ha solo contabilizzato numeri e nomine a go-go con discutibili concorsi internazionali dall’aspetto esterofilo a danno delle molteplici professionalità e specificità interne.

Queste e altre situazioni denotano le  criticità e gli aspetti negativi non solo del passato, sopratutto se non si ha il coraggio di intervenire energicamente sull’impianto ministeriale  esistente, come abbiamo visto, tutto questo  non solo ha nettamente piegato l’apparato amministrativo-organizzativo, ma addirittura ha scoraggiato il personale a vario livello, che del ministero è la struttura portante per quanto concerne le risorse umane.

Anche questo Ministro si è servito a più non posso del carrozzone ALES S.p.A. società che è cresciuta a dismisura a spese dell’organico della dotazione organica del Ministero, mentre di fatto ha realizzato ingenti risorse, ampliando i proprio organici con pseudo concorsi per nulla pubblici in spregio alla costituzione che come è noto vuole che chi esercita funzioni nella pubblica amministrazione deve superare un  regolare concorso pubblico.

Questo  Ministro, come gli altri  ritiene di avvalersi di queste forme surrettizie che amministrano denaro pubblico e procedono ad assunzioni incontrollate. A nulla serve la cosiddetta cabina di regia, se poi si continua a lasciare le leve di comando e piena discrezionalità a questa società che continua a fare il bello e il cattivo tempo con personale a contratto a termine o indeterminato, se non addirittura in taluni casi facendo ricorso al personale interinale.

Lo abbiamo detto più volte, questo personale costa il doppio rispetto a quello di ruolo, ma non c’è nessuna Procura della Corte dei Conti o Magistratura ordinaria che intervenga su questo continuo stillicidio, anzi assistiamo con estrema umiliazione che le file del nuovo personale si ingrossano quotidianamente in cambio di proclami di nuovi concorsi programmati nel tempo con il contagocce e che lasciano il tempo che trovano, mentre aumenta l’agonia di un dicastero che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’economia e della nazione.

Possiamo, azzardare senza ombra di dubbio che anche questo governo manca di coraggio e lo si è visto anche  per come sono subentrati alcuni titolari nella struttura ministeriale e per come non sono riusciti a dotarsi di personale affidabile proprio, ma si sono del tutto assoggettati alla precedente compagine dei predecessori. Tutto questo, come volevasi dimostrare ha allontanato gli intenti e i buoni propositi che un governo del cambiamento  doveva mettere in campo.

Per questo intendiamo porre la nostra attenzione su questo processo in corso e soprattutto vogliamo far sì che questa riorganizzazione che si realizza con estrema decisione e determinazione, possa essere riordinata attraverso correttivi anche in corso d’opera, che tengano conto delle difficoltà oggettive e soggettive di chi poi questa riorganizzazione la deve mettere in atto e lavorarci quotidianamente. Pertanto, non basta solo disfare parzialmente quello che c’è, ma occorre procedere in maniera razionale a riorganizzare la macchina amministrativa nell’ambito della pubblica amministrazione  e nello spirito della “mission” verso l’alto valore culturale di cui il MiBAC ne ha l’attribuzione, le prerogative e la piena potestà.

Ad ogni buon conto pubblichiamo qui di seguito la bozza del testo in circolazione della riorganizzazione del Ministero e ci auspichiamo che il Ministro possa ancora tener conto delle osservazioni poste a suo tempo e delle considerazioni su espresse in merito alla politica del “giorno per giorno” o peggio ancora del “tirare a campare”.

IL SEGRETARIO NAZIONALE

(Dott. Giuseppe URBINO)

SCARICA E STAMPA LA BOZZA D.P.C.M.

 

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