CONCORSO 500 FUNZIONARI MIBACT 2016– DISPARITÀ DI TRATTAMENTO TRA I VINCITORI E IDONEI DEL CONCORSO “500 FUNZIONARI MIBACT” E I COSIDDETTI “FUNZIONARI OMBRA”

Pubblichiamo volentieri la nota inviata al Ministro ed altre sedi ministeriali dal Comitato Personale Interno Mibac Concorso 2016. Tenuto conto delle argomentazioni poste dal suddetto comitato, questo sindacato ritiene che siano del tutto meritevoli di attenzione e quindi si farà portavoce presso gli organi competenti su quanto rivendicato dagli interessati.

On. Alberto Bonisoli, Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Dott.ssa Tiziana Coccoluto, Capo di Gabinetto
Dott. Giovanni Panebianco, Segretariato Generale
Dott.ssa Marina Giuseppone, Direzione Generale Organizzazione
Prof. Alessandro Benzia, Direzione Generale Organizzazione – Servizio II

E, p.c. Alle OO. SS.

Oggetto: Concorso 500 Funzionari Mibact 2016– Disparità di trattamento tra i vincitori e idonei del Concorso “500 Funzionari Mibact” e i cosiddetti “Funzionari Ombra”

 Onorevole Ministro,
i funzionari vincitori ed idonei del concorso “500 Funzionari Mibact” del 2016, già dipendenti a tempo indeterminato in qualità di assistenti e appartenenti alla II area dopo aver superato un precedente concorso pubblico, rilevano una disparità di trattamento rispetto ai colleghi oggetto delle riqualificazioni dalla II alla III area, i cosiddetti “Funzionari ombra”, in merito ai seguenti temi:

 1) Mantenimento della sede di servizio. Anche se si tratta di una misura temporanea, in previsione dell’avviata riforma di riorganizzazione del Ministero, è naturale che questo costituisca un indubbio vantaggio per chi entra nella III area. I funzionari che hanno superato il concorso “500 Funzionari MiBACT” sono stati invece costretti a prendere servizio a centinaia di Km di distanza, in base alle graduatorie di merito, e a nessuno è stato consentito di rimanere nelle proprie sedi precedenti, nelle quali avevano acquisito profonda esperienza ed assunto incarichi di responsabilità in un arco di tempo che va dai 7 ai 20 anni di servizio.

2) Riconoscimento dei titoli di studio e dei titoli di servizio. Gli anni di esperienza nel MiBAC non sono stati riconosciuti in alcun modo, nell’ambito del Concorso “500 Funzionari MiBACT” e nei profili dei funzionari tecnici, anche a fronte di incarichi formali specifici conferiti dai Dirigenti degli Istituti di appartenenza; hanno invece costituito il principale criterio di selezione per quanto riguarda i “funzionari ombra”, ma erano redatti nella stessa modalità in cui sono stati presentati, al concorso “500 Funzionari MiBACT”, gli attestati di servizio degli assistenti.

I titoli di studio richiesti dall’esterno, come requisiti di accesso, agli archeologi, storici dell’arte, architetti, archivisti, bibliotecari, ai fini della partecipazione al concorso “500 Funzionari MiBACT” prevedevano necessariamente il diploma di laurea specialistica o magistrale ed il conseguimento del titolo di specializzazione, master di II livello o dottorato di ricerca afferente al profilo per il quale si concorreva, in linea con le declaratorie dei profili professionali sottoscritte nel 2010 dall’Amministrazione e dalle OO. SS. e con quanto era già accaduto con il concorso pubblico del 2008 per la III area.

Per gli archeologi e gli storici dell’arte, i titoli di studio richiesti ai cosiddetti “funzionari ombra”, come da circolare 248 del 16.10.2007, erano la sola laurea ed un anno integrativo di specializzazione o perfezionamento o dottorato di ricerca, oppure, in alternativa al post lauream, due anni di esperienza nel ruolo; nel concorso del 2016, invece, per gli stessi profili, oltre alla laurea, veniva richiesto il diploma di specializzazione, master di II livello o dottorato di ricerca afferente al profilo.

Per gli archivisti e i bibliotecari, nelle riqualificazioni del 2007 l’esperienza nel ruolo sostituiva il diploma di laurea; nel concorso pubblico del 2016, era richiesta, oltre alla laurea, il diploma di specializzazione, master di II livello o dottorato di ricerca in materie afferenti al profilo.

Per gli architetti, nelle riqualificazioni del 2007 era prevista la laurea e l’abilitazione professionale, ma non la specializzazione o il dottorato di ricerca, mentre nel bando di concorso del 2016 erano necessari la laurea, l’abilitazione e la specializzazione o il master di II livello o il dottorato di ricerca.

Per i comunicatori, nelle riqualificazioni del 2007, analogamente agli archivisti e bibliotecari la laurea poteva essere sostituita da tre anni di esperienza nel ruolo; il bando di concorso del 2016 prevedeva invece la laurea e la specializzazione o il master di II livello o il dottorato di ricerca, o, in alternativa al post lauream, tre anni di esperienza nel ruolo.

Per i restauratori, nelle riqualificazioni del 2007 l’esperienza nel ruolo sostituiva il diploma di laurea. Nel concorso pubblico del 2016, veniva richiesta la laurea magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali, oppure il diploma accademico di secondo livello di durata quinquennale in Restauro delle Accademie di Belle Arti, oppure diploma delle Scuole di alta formazione e di studio che operano presso l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, l’Opificio delle pietre dure e l’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, oppure altro titolo equipollente ai sensi del decreto interministeriale 26 maggio 2009, n. 87, oppure il riconoscimento della qualifica di restauratore ai sensi dell’articolo 182 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, e successive modificazioni.

Basandosi sulla declaratoria professionale vigente all’epoca delle riqualificazioni, secondo l’accordo sottoscritto da Amministrazione e OO. SS. in data 17 settembre 2001 e trasmesso con Circolare del Segretariato Generale n. 95 del 18 settembre 2001, per l’accesso alla categoria C1 in terza area dall’esterno, per tutti i profili, era previsto comunque il diploma di laurea. A pag. 54 del citato accordo si precisa:

Per quanto riguarda i requisiti richiesti per l’accesso dall’esterno, sono stati individuati in generale per l’area C i seguenti livelli di formazione:

– per la posizione economica C1: Diploma di laurea specialistica (3+2; 300 crediti complessivi) coerente con la professionalità da selezionare e/o eventuali titoli professionali specifici o abilitazioni previsti dalla legge per lo svolgimento dei compiti assegnati.

– per la posizione economica C2: Diploma di laurea specialistica accompagnato dal diploma

rilasciato dalle Scuole di specializzazione nel settore della tutela, gestione e valorizzazione del

patrimonio culturale previste dall’art.6 della L.23 febbraio 2001, n.29 o da altri diplomi di

specializzazione, master e dottorati specifici; in particolare, per l’accesso alla posizione di

archivista di Stato direttore (C2), il Diploma di specializzazione in archivistica, rilasciato dalle Scuole di archivistica.”

Ne consegue che l’inquadramento dei cosiddetti “funzionari ombra” nella prima fascia della terza area, per la stessa area, profilo e fascia economica dei colleghi che hanno superato il concorso pubblico del 2016, è stato possibile solamente in deroga all’art. 22, comma 15 del D. Lgs. 25 maggio 2017 n. 75, che recita: “Per il triennio 2018-2020, le pubbliche amministrazioni, al fine di valorizzare le professionalità interne, possono attivare, nei limiti delle vigenti facoltà assunzionali, procedure selettive per la progressione tra le aree riservate al personale di ruolo, fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno”.

Si precisa anche, al riguardo, che gli assistenti entrati con concorso pubblico nel 2000 furono esclusi dalle riqualificazioni del 2007 in quanto non possedevano il requisito dell’essere dipendenti a tempo indeterminato, ma furono stabilizzati poco tempo dopo la chiusura dei termini del bando di riqualificazione; invece, il personale giubilare, che non era entrato con concorso pubblico, fu stabilizzato in tempo per poter partecipare. Negli anni successivi, l’unica possibilità di compiere un passaggio verticale, per gli assistenti entrati con concorso nel Ministero nel 2000 e nel 2010, era partecipare nuovamente ai concorsi pubblici aperti all’esterno e riservati alla III area, con l’incognita della sede di servizio.

3) Mantenimento delle ferie pregresse nel novato rapporto di lavoro. Con nota prot. 21137 del 10 agosto 2017 la Dirigente del Servizio III afferente alla Direzione Generale Organizzazione, ha negato ai dipendenti interni sia la possibilità di trasportare le ferie residue dal vecchio al nuovo contratto, in quanto “la normativa vigente non prevede l’ipotesi di fruizione delle ferie non godute nel corso del novato rapporto di lavoro”, sia la monetizzazione delle predette giornate di ferie, poiché “tale specifica ipotesi non è prevista dal D.L. 95/2012”. I dipendenti assunti nel nuovo profilo di Funzionari hanno dovuto, pertanto, consumare tutte le ferie e la banca ore nel precedente rapporto di lavoro. Tuttavia, per effetto della medesima nota, ai dipendenti non è stata riconosciuta la possibilità di riscattare il TFR maturato nella precedente area, “considerato che esiste una continuità nel rapporto di lavoro”. Continuità che non è stata valutata, invece, quando gli istanti hanno richiesto, nelle more della pubblicazione del bando di concorso, la riserva di posti prevista dall’art. 52 comma 1 bis del D. Lgs. 165/2001.

Ora, con la Circolare 187 del 23 maggio 2019 della Direzione Generale Organizzazione (Servizio II), scopriamo con grande sorpresa che per la categoria “Funzionari ombra”, pur trattandosi di novazione del rapporto di lavoro, sono stati previsti “peculiari adattamenti”, pertanto è stata accordata la conservazione delle ferie e della banca ore dopo l’ingresso nella terza area.

4) Gli assegni ad personam: sono previsti per i cosiddetti “Funzionari ombra”, qualora il trattamento stipendiale in godimento, corrispondente alla fascia di provenienza, risulti superiore a quello iniziale di nuovo inquadramento, ma non sono stati mai contemplati per i funzionari che hanno superato il concorso “500 Funzionari MiBACT”.

Per porre rimedio a tale disparità di trattamento e al fine di evitare eventuali contenziosi, chiediamo all’Onorevole Ministro di valutare le seguenti richieste:

1) Che al personale, già dipendente interno che ha superato il concorso “500 Funzionari MiBACT”, in misura della propria peculiare condizione, sia concessa una deroga al vincolo triennale di permanenza nella prima sede di assegnazione, previsto dall’art. 15 comma 2-ter, D. L. 83/2014, conv. in L.106/2014, consentendo di partecipare alle prossime procedure di mobilità interna volontaria che saranno avviate a seguito della riorganizzazione del Ministero, in linea con quanto concesso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca al personale docente neoassunto nell’ambito della mobilità 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019 e ai sensi del comma 108 della L.107/2015, che consente tale deroga.

2) Che i titoli di studio, sia relativi al diploma di laurea sia al post lauream, abbiano un peso specifico ai fini delle future progressioni economiche, per appianare la disparità tra chi è entrato con concorso pubblico e chi è entrato con riqualificazione interna ed è inserito nella stessa area e nella stessa fascia economica. Inoltre, si richiede che per determinati incarichi, di particolare complessità e importanza, si debba necessariamente possedere il titolo richiesto dalla normativa vigente, in conformità con quanto disposto dal D. M. 244 del 20/05/2019: ad esempio gli archeologi, se effettuano un saggio di archeologia preventiva, un collaudo di scavo archeologico o assumono una Direzione Tecnica, devono avere la laurea e la specializzazione o il dottorato di ricerca in archeologia (ex art.25 del D.Lgs. 50/2016).

3) Che ai vincitori ed idonei del concorso 2016, già in servizio presso il Mibac e precedentemente inquadrati nella seconda area, siano restituite le ferie all’epoca consumate obbligatoriamente prima della presa di servizio nel nuovo profilo professionale ovvero che siano riconosciute anche le ferie non godute e il monte ore non consumato.

4) Che sia previsto un assegno ad personam anche per i vincitori ed idonei del concorso “500 Funzionari Mibact” (già dipendenti interni a tempo indeterminato), qualora il trattamento stipendiale corrispondente alla fascia di provenienza risulti superiore a quello iniziale di nuovo inquadramento, analogamente a quanto previsto ai sensi dell’art. 2, comma 2 dei decreti direttoriali relativi all’assunzione dei funzionari ombra.

Tutto ciò premesso, chiediamo di calendarizzare un incontro al fine di discutere le criticità evidenziate con la presente.

In attesa di cortese ed urgente riscontro, porgiamo i nostri cordiali saluti.

Il Comitato Personale Interno Mibac Concorso 2016

e-mail: comintmibactconcorso@libero.it

Scarica la lettera in formato pdf