CONFRONTO CON IL SEGRETARIO GENERALE SULLA RIORGANIZZAZIONE DEL MIBAC

Si è svolto il programmato incontro con il Segretario Generale Dott. Giovanni Panebianco in merito alla nuova riforma organizzativa del MiBAC.

Possiamo dire che l’odierna riunione è stata per certi versi la replica di quella precedente. Abbiamo posto le nostre perplessità in merito all’impronta di carattere generale, che come avevamo detto precedentemente, presenta un ulteriore rafforzamento a favore delle strutture centrali, a discapito degli Istituti periferici determinando incertezze rispetto alla proposta di strutture e interregionali (segretariati e reti museali – ex poli).

L’Unsa ha espresso le proprie criticità in merito alle problematiche legate all’avvio di questa riorganizzazione, sia dal punto di vista della carenza di personale, sia per il periodo di transizione legato alla situazione successiva, in attesa delle nuove programmate assunzioni.

ACCENTRAMENTO DELLE FUNZIONI DEL SEGRETARIATO GENERALE

L’Amministrazione, ha riproposto una forte volontà politica di rafforzare gli uffici del Segretariato Generale, in quanto rappresentante dell’autorità di coordinamento generale, al quale vengono aggiunti, rispetto agli attuali 4 servizi dirigenziali, una unità (dirigenziale) per l’innovazione e la digitalizzazione dei processi, una unità (dirigenziale) di supporto al Responsabile Anticorruzione e Trasparenza (Segretario generale) e due altri servizi centrali dirigenziali (Comunicazione e informazione, Progetti strategici).

SEGRETARIATI INTERREGIONALI

Rispetto alla precedente riunione tutto è rimasto invariato per quanto concerne l’istituzione di 8 Segretariati Interregionali (Piemonte – Valle d’Aosta – Lombardia-Liguria; Veneto-Emilia Romagna-Friuli Venezia Giulia-Trentino Alto Adige; Toscana-Umbria-Marche; Lazio-Abruzzo; Campania-Molise; Sardegna; Puglia-Basilicata; Calabria-Sicilia) dipendenti dal Segretariato generale, senza più compiti di tutela ma solo di coordinamento e supporto amministrativo agli uffici periferici e ispettivi.

AUSPICABILE RITORNO DELLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA, RUOLO DELLE SABAP E DELLE RETI MUSEALI

Inoltre, l’Unsa ha riproposto le specificità inerenti l’Archeologia, in particole per quanto concerne la tutela sul territorio, nonché l’esigenza di disporre le strutture per la conservazione e il restauro del patrimonio archeologico e quindi abbiamo ribadito la necessità di ritornare alla soprintendenza archeologica dal momento che si impone la presenza di una dirigenza con competenze specifiche del settore al fine di garantire un’azione di tutela omogenea ed efficace sul territorio.

Per questi motivi siamo contrari alla Soprintendenza unica, che finora non ha prodotto alcun positivo risultato.

Infatti, al di là delle criticità finora poste dall’Unsa le Soprintendenze uniche rappresentano certamente non una soluzione efficace e bisognerebbe ripensare ad un ritorno delle Soprintendenze archeologiche regionali.

Le SABAP così come concepite non sono collegate con le necessità e la competenza istituzionale in merito agli uffici di tutela con specifiche estensioni territoriali.

Per questo siamo favorevoli, ad una riduzione delle SABAP ad una Soprintendenza regionale o a non più di 2 Soprintendenze.

Tenuto conto che attualmente le SABAP hanno grosse difficoltà circa la mancanza a volte di una sede unica.

Inoltre, vi è una stridente contraddizione in merito alle strutture unificate create con il DM 44/2016, la prospettata istituzione di “Soprintendenze archeologiche del mare”, che a quanto pare tale prospettiva si mostra abbastanza incerto.

Altresì, l’attribuzione di Aree e parchi archeologici minori in capo alle SABAP, non si rivelerà efficace ma anzi controproducente.

Il DM 14 marzo 2018 ha in parte sanato la situazione e restituito almeno ad alcune aree archeologiche l’opportunità di rientrare nell’ambito dei Poli Museali.

Per quanto concerne le ipotetiche reti museali interregionali si denota una forte criticità relativa alla loro organizzazione, in quanto si presenterebbe una forte mancanza di coordinamento con gli altri uffici periferici sia con le SABAP, che potrebbero diventare più numerose, sia con i Segretariati.

ISTITUZIONE DI UNA DIREZIONE GENERALE PER I CONTRATTI

A parere dell’Unsa tale Direzione Generale, è superflua, poiché è un ulteriore spacchettamento delle attuali Direzioni Generali, anche se l’Amministrazione la presenta come una gestione diretta di tutte le gare dell’Amministrazione centrale per lavori, servizi, forniture e di quelle “strategiche per il sistema nazionale dei beni culturali”, sia per quelle “di maggiore rilevanza” per i servizi aggiuntivi del sistema museale e la funzione di “supporto alle stazioni appaltanti periferiche” sia per “l’esecuzione del rapporto negoziale” e di supporto agli istituti periferici per la stipula di accordi di valorizzazione e di concessioni di beni e sponsorizzazioni.

Tutto quanto sopra, dovrà essere disciplinato al fine di delineare le soglie per l’attribuzione della gestione contratti ed appalti sia alla nascente DG che ai Segretariati interregionali e SABAP.

DIREZIONE GENERALE CREATIVITÀ CONTEMPORANEA E RIGENERAZIONE URBANA

Anche su questo tema appaiono alcuni elementi discutibili, in quanto la rimodulazione della Direzione Generale Architettura, Arte Contemporanea e Periferie con 4 servizi due in più degli attuali, confligge con alcuni aspetti con l’introduzione della nuova Direzione Generale creatività contemporanea e rigenerazione urbana.

SOPRINTENDENZE ARCHIVISTICHE E BIBLIOGRAFICHE

Anche in questo caso l’attribuzione alle Soprintendenze archivistiche e bibliografiche che prevede l’incrementato da 12 a 15 – della “funzione di Uffici preposti al coordinamento e raccordo tra la Direzione Generale Archivi e gli Archivi di Stato presenti a livello regionale. Pertanto non è chiaro con quale personale delle Soprintendenze Archivistiche e Bibliotecarie si possa gestire, nel contempo, un livello di intermediazione tra Direzione Generale Archivi e 101 Archivi di Stato.

Infine, abbiamo chiesto la bozza del DPCM e la relativa relazione operativa e funzionale circa la riorganizzazione del MiBAC, onde poter verificare il contenuto e all’uopo ulteriormente poter intervenire qualora ciò sia possibile.

Nell’attesa di quanto sopra, vogliamo augurare un buon 1 maggio a tutti i lavoratori del MiBAC e alle loro famiglie.

Cordialmente

IL SEGRETARIO NAZIONALE
Dott. Giuseppe Urbino

Comunicato_07_19