COMUNICATO STAMPA DEL 07 OTTOBRE 2018

IL MINISTRO DEI BENI CULTURALI CON LE SUE DICHIARAZIONI HA OFFESO TUTTO IL PERSONALE DEL MIBAC E LA MEMORIA DEI COLLEGHI MORTI RECENTEMENTE ALL’ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO.

BONISOLI DIMETTITI. AL MIBAC PERSONALE DI GRANDE SPESSORE.

“BASTA CON QUESTA ARROGANZA POLITICA BASTA CON L’IMMISSIONE DI PERSONALE ESTERNO O DI SOCIETÀ IN HOUSE”.

 

«Al ministero ho trovato una situazione di risorse umane inadeguate: non ci sono abbastanza persone qualificate». Così il ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli parlando alla presentazione dell’iniziativa Invito a Palazzo organizzata dall’Abi in collaborazione con l’Acri. Secondo il ministro questa è la causa della lentezza delle risposte alle richieste dei cittadini, in particolare da parte delle Sovrintendenze. 

Sono parole che offendono tutti i lavoratori del Mibac – a parlare è Antonio Parente, Segretario Regionale Confsal- Unsa Beni Culturali della Campania – chiediamo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte le dimissioni del ministro Bonisoli alla luce di quanto affermato pubblicamente in merito alla situazione del personale dipendente del ministero e delle soprintendenze.

Caro ministro forse non si è ancora accorto che al Mibac ci sono grandi professionalità, ma che non sono valorizzate. Forse sono dichiarazioni sono suggerite per giustificare il congruo numero di personale esterno all’amministrazione e di società in house come Ales Spa  che ha invaso il ministero creando gravi  malcontenti tra i dipendenti ?

Non era questa   la sede parlamentare di un’audizione di settore in cui un ministro può anche riportare impressioni un po’ scabrose con garbo istituzionale.

Un ministro ha dei doveri di comunicazione e di merito – prosegue il sindacalista – è un settore dove ha imperversato la politica della corruzione e del malaffare e i tecnici delle soprintendenze hanno responsabilità penali a fronte di stipendi di poche centinaia di euro fermi da anni oltre alla situazione di caos creata dalle gestioni precedenti.

Il ministro – conclude Parente – ha offeso la memoria delle due persone morte di recente all’Archivio di Stato di Arezzo.

Speravamo in una guida politica. E invece è tristezza infinita. 

UFFICIO STAMPA

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