COMUNICATO STAMPA DEL 20 SETTEMBRE 2018

“ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO, DUE MORTI SUL LAVORO, MINISTRO CI DICA PERCHÉ.”

AL MIBAC QUASI TUTTE LE STRUTTURE NON SONO IN REGOLA CON LA SICUREZZA SUL LAVORO, LA SITUAZIONE È PEGGIORATA NEGLI ANNI.

“Le condoglianze e la vicinanza alle famiglie dei due dipendenti scomparsi questa mattina all’Archivio di Stato di Arezzo” il primo pensiero che si ha venendo a sapere dell’incidente sul lavoro che ha comportato la tragica scomparsa di due colleghi e il ferimento di un terzo – a parlare è il Segretario Nazionale della Confsal- Unsa Beni Culturali, Giuseppe Urbino – all’immediata reazione del ministro Bonisoli replico invece con un “Ministro lo avevamo detto” che la sicurezza sul lavoro al ministero è un tema di trascurata inciviltà e si mostra in vari edifici romani con stanze sporche, buie e piene di fili elettrici su cui si inciampa.

Tutta la sicurezza di cose e persone va adeguata alla normativa e al comune buon senso – prosegue il sindacalista – è inutile spendere soldi in porte tagliafuoco se poi si scivola per le scale consunte. Inutile mettere le videocamere di sorveglianza se poi non funzionano, non servono gli allarmi se poi la gente ci muore.

Al Collegio Romano – conclude Urbino –  lo scorso anno, i dipendenti hanno lavorato tra la polvere e i calcinacci, le scintille dei saldatori, i carichi pesanti, i ponteggi, gli acidi sui pavimenti. Ci dica perché Signore ministro.

Roma, 20 settembre 2018

Ufficio Stampa

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