COMUNICATO STAMPA DEL 07 AGOSTO 2018

GIUSEPPE URBINO, SEGRETARIO NAZIONALE DELLA CONFSAL UNSA BENI CULTURALI SCRIVE AL MINISTRO  BONISOLI.

PER ANNI BANDI DI CONCORSO SCHIZOFRENICI, COSTI E CONTENZIOSI ALLE STELLE 

“Quello che so, sono due cose. La prima é che chi lavora all’interno del ministero non e’ soddisfatto di come sta funzionando. E la seconda é che chi lavora al ministero non vuole un altro cambiamento organizzativo”.  Parole del ministro Alberto Bonisoli in audizione sulle linee programmatiche del dicastero che davanti alle commissioni riunite di Camera e senato ha testualmente detto: ‘ho capito che al ministero le cose non funzionano e l’algoritmo va corretto’ ma non ho ancora capito come”.

Bene Signor ministro, ci permettiamo un seguito alle sue parole e speriamo di ottenere la sua attenzione.

Lei lo sa che l’ultima riqualificazione del personale Mibac è avvenuta nel 2007,  lo ha detto alla Camera. In realtà è iniziata nel 2007 ma non è mai finita.

Perché, durata circa 5 anni nella prima fase, è stata effettiva per le categorie e le aree scelte per prime e quindi alcuni profili hanno potuto effettuare anche il doppio salto. Per gli altri invece si è bloccata e si è generato un contenzioso senza fine.

Nell’arco del tempo il contenzioso è aumentato, gli stessi sindacati che avevano sottoscritto bandi di concorso fatti male  e poi reclutato il personale “forza che si può fare ricorso”, hanno avallato concorsi per esterni senza le riserve interne previste per legge, avallato procedure di mobilità da altri enti senza pubblicare le  possibili liste mobilità del ministero, avallato concorsi Ripam senza osservare le possibili precedenze interne, hanno avallato utilizzo di personale esterno e stabilizzazioni con concorsi ad hoc (come il caso Pompei).

 Questo in estrema sintesi.

Indire altri concorsi e un’altra riqualificazione senza aver risolto questi pasticci kafkiani significa che la situazione non è stata rappresentata bene. Non sono rari i casi in cui gli avvocati sono stati segnalati dai sindacati stessi.

Noi della Confsal Unsa Beni Culturali le segnaliamo invece, che nel frattempo tribunali e giurisprudenza hanno dato indicazioni precise. I giudici hanno stabilito che quando l’amministrazione ha creato una legittima aspettativa – era previsto lo scorrimento delle graduatorie già nei bandi e nell’ultima sentenza la legittima aspettativa è diventata anche un diritto soggettivo – deve ottemperare alle promesse fatte e non può espletare altre procedure concorsuali se non prima di aver risolto la problematica degli scorrimenti delle graduatorie dei concorsi interni.

Dal punto di vista economico suscita perplessità che l’amministrazione spenda soldi per fare corsi di formazione per poi lasciare le persone in una sorta di lavoro nero pagando invece personale esterno.

In altre amministrazioni il caso è stato risolto in modo veloce cogliendo anche atti di indirizzo del governo.

Le segnaliamo, tra gli altri, il caso degli addetti all’informazione e alla comunicazione, usati da anni in mancanza di figure professionali idonee, e  ingessati da anni con  mansioni e stipendio inferiori (pur con risultati alla mano, disponibilità di posti e necessità dell’amministrazione). 

Grazie per l’attenzione Signor ministro e non si dica che non glielo avevamo detto.

Buone vacanze, Giuseppe Urbino

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