COMUNICATO STAMPA DEL 22 MARZO 2018

FRANCESCHINI E GLI ADDETTI STAMPA FUORILEGGE IN BARBA ALLA LEGGE 150 DEL 7 GIUGNO 2000

INTERVENGANO ORDINE DEI GIORNALISTI E FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA.

“BASTA CON QUESTA ARROGANZA POLITICA DELL’AREA DI GOVERNO”

“Mentre in queste ore il buon Franceschini e il suo partito si “dannano” per avere una camera, una presenza  e delle poltrone che contano nonostante i cittadini italiani siano stati chiari e abbiano sancito una sonora sconfitta dei governi di centrosinistra e in modo particolare del Partito Democratico,– afferma Antonio Parente, Segretario Regionale Confsal- Unsa Beni Culturali della Campania –  veniamo a conoscenza dell’ennesimo atto di arroganza politica che si perpetra al Ministero dei Beni Culturali e più precisamente in uno degli uffici di diretta collaborazione del ministro, l’ufficio stampa e comunicazione dove  operano due unità spacciate per addetti stampa e comunicazione, persino pubblicati nel sito istituzionale del Mibact senza averne titolo.

Il Mibact non è nuovo a questo tipo di comportamenti già in passato ebbe un richiamo dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio per un caso analogo.

Ma la cosa che stupisce è che un ministro della Repubblica se ne infischi delle leggi che regolano un Stato – dice ancora Parente –  e  in barba proprio alla Legge del 7 giugno 2000 n. 150 sulla comunicazione istituzionale nelle Pubbliche Amministrazioni, senza contare che al proprio interno ha delle professionalità iscritte all’Ordine dei Giornalisti nomina addetti stampa del personale che nulla hanno  che vedere con la comunicazione e non solo, li chiama addetti stampa e comunicazione andando incontro a quello che ancora oggi è un reato penale e cioè l’esercizio abusivo della professione.

Senza contare – prosegue il sindacalista – che invece di occupare il personale di ruolo  competente, sempre all’ufficio stampa di Franceschini, sono impiegate delle risorse della società in house Ales Spa che non hanno titolo a svolgere queste mansioni.

Chiediamo – conclude Antonio Parente –  che sia fatta chiarezza su questa questione anche in vista dell’arrivo del prossimo ministro che ci auguriamo sia molto più garantista di Franceschini e soprattutto che rispetti le leggi dello Stato.  Auspichiamo e scriveremo all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, alla Federazione Nazionale della Stampa e all’ Associazione della Stampa Romana, visto che  parliamo di “illeciti” nella Capitale, affinché intervengano celermente per porre fine a questo ennesimo atto di arroganza politica e procedano con la diffida relativa per far applicare la legge 150 del 2000 sulla comunicazione istituzionale.

UFFICIO STAMPA

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