CONDIZIONI METEREOLOGICHE ECCEZIONALI DEL 26 FEBBRAIO 2018 – ASSENZA DOVUTA PER “FORZA DI CAUSA MAGGIORE

 

Si pubblica integralmente la nota inviata al Direttore Generale Organizzazione a firma del Segretario Regionale Confsal-Unsa Lazio Geom. Vincenzo D’Indinosante in merito a quanto accaduto il giorno 26 febbraio 2018.

Gentile Dott.ssa GIUSEPPONE,

Lo scrivente Coordinamento Regionale Lazio, si trova nelle condizioni di intervenire su quanto accaduto nella giornata di lunedì 26 febbraio quando le condizioni metereologiche eccezionali non consentivano ai dipendenti di raggiungere la sede di lavoro o di fare l’orario intero.

Del resto cosi come è successo per la città di Roma che era bloccata e le scuole chiuse, non si comprende per quale motivo l’ordinanza sindacale abbia contemplato le scuole e alcuni musei e luoghi della cultura, con esclusione degli uffici pubblici dello stesso comparto ricerca e cultura o della stessa Amministrazione.

Così come paradossalmente è avvenuto che alcune sedi sono rimaste chiuse e altre no, nonostante che le avversità metereologiche fossero identiche.

Infatti, anche se in assenza della comunicazione del Prefetto, a parere della scrivente organizzazione sindacale, la S.V. poteva avvalersi della discrezionalità amministrativa presunta in tali casi al fine di non far gravare sui dipendenti un assenza dovuta a cause di forza maggiore.

Pertanto, come già avvenuto in alcuni Istituti di Roma e Lazio, per i dipendenti che non hanno potuto raggiungere il posto di lavoro a seguito del maltempo, le Amministrazioni segnalavano l’applicazione del codice 120 di Europa web per giustificare l’assenza dovuta per “forza di causa maggiore” (quali calamità naturali o eventi straordinari dovuti a maltempo come alluvioni, disastri naturali, neve, ghiaccio o altro).

Inoltre, giova ricordare come la S.V. chiede da tempo ai dipendenti di sopportare polvere e calcinacci di lavori di ristrutturazione al Collegio Romano, dove certo non vengono osservate le norme sulla sicurezza del lavoro e del decoro, se si considera anche che intere parti del palazzo non sono in sicurezza, eppure sarebbe il caso di capire quale sede di lavoro idonea intendeva come sede di lavoro?

Infine, in relazione a quanto sopra evidenziato, lo scrivente Coordinamento Regionale chiede a codesta Amministrazione di considerare lecita l’applicazione del codice sopra riportato a favore dei dipendenti di quegli Istituti che di propria autonomia hanno inserito giorni di ferie o permessi retribuiti non correttamente e realmente consumati.

In attesa di urgente riscontro si porgono distinti saluti

IL SEGRETARIO REGIONALE
CONFSAL-UNSA LAZIO
Vincenzo D’Indinosante

Scarica e stampa la news del 06.03.2018