COMUNICATO STAMPA DEL 09 FEBBRAIO 2018

“DOPO LE NOTIZIE APPARSE SUI GIORNALI DI OGGI LE DIMISSIONI DEL MINISTRO FRANCESCHINI SAREBBERO UN ATTO DOVUTO” 

FOTOGRAFATA UNA SITUAZIONE INQUIETANTE AL MINISTERO DELLA CULTURA GESTITO DALLA SOCIETÀ IN HOUSE ALES SPA. 

DIRIGENTI MIBACT NELLE COMMISSIONI ESAMINATRICI DI ALES? QUESTO SI CHIAMA CONFLITTO D’INTERESSI E VA PERSEGUITO

“L’attuale  situazione del Mibact fotografata da alcuni articoli di stampa pubblicati oggi ha davvero dell’inquietante – afferma Antonio Parente, Segretario Regionale Campania della Confsal- Unsa Beni Culturali – il quadro che appare è quello di una gestione alla “volemose bene” dove si assumono direttore di musei stranieri contro ogni logica tanto è che il Consiglio di Stato ha recentemente messo dei paletti, una gestione dove si danno dei numeri di visitatori  che non sarebbero reali e dulcis in fundo una gestione dove si utilizza la società in house Ales Spa come cassaforte per erogare danaro velocemente e per assunzioni clientelari con bandi discutibili.

E sempre a proposito delle assunzioni Ales – prosegue Perente – qualcuno ci dovrà dire come mai nelle commissioni esaminatrici sono inseriti dirigenti Mibact in regolare servizio. Forse questo si chiama conflitto d’interessi? Signor ministro ci può fornire lumi al riguardo?

Ci meravigliamo come la Procura Generale della Corte dei Conti e il Commissario Anticorruzione Raffaele Cantone non intervengano per delle verifiche accurate sulla società Ales spa che gestisce un fiume di danaro pubblico che arriva proprio dalle casse del Collegio Romano, convenzioni non più annuali bensì triennali con importi sempre più voluminosi. Non è il caso di andare a fare una piccola verifica di come si spendono questi soldi?

E per finire – conclude il sindacalista – che fine ha fatto il Comitato di controllo su Ales Spa? Si è forse perso nei meandri della Direzione Bilancio del Mibact? Dove sono le relazioni?

Insomma, non ci stancheremo mai di dirlo che Ales Spa va soppressa e che il personale va stabilizzato all’interno del Mibact, basta con le clientele e le ingerenze politiche, la cultura ha bisogno di ben altro”.

UFFICIO STAMPA

Napoli, 09 febbraio 2018

Cell. 347.3608651

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