“Mibac senza gruppo elettrogeno, penalizzata la promozione di “Una Notte al Museo”.

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Un intervento di manutenzione delle rete elettrica del ministero, che poteva essere rimandato ha penalizzato il progetto fortemente voluto dalla Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale

“Da sabato 27 luglio e per ogni ultimo sabato del mese fine alla fine dell’anno, apriranno fino alla mezzanotte i luoghi d’eccellenza della cultura italiana.. l’elenco completo dei musei e degli eventi è consultabile su www.beniculturali.it e www.valorizzazione.benicultuali.it , così recita la pubblicità dei banner presenti su importanti siti d’informazione come il Corriere della Sera o Repubblica, peccato però che, dalle ore 18 di venerdì almeno fino alle 11 del sabato in cui si svolgevano gli eventi,  nessuno ha potuto  mai consultare ne il sito ne l’elenco – dice Giuseppe Urbino, Segretario Nazionale della Confsal-Unsa Beni Culturali – perché al Mibac avevano programmato una manutenzione sulla rete elettrica che non ha consentito a nessun server dove sono allocati i siti internet istituzionali del ministero della cultura di poter  funzionare e quindi di essere visualizzati.

Così si mandano in fumo soldi e l’immagine di un dicastero già tanto martoriata – sbotta Urbino – con un black out che si poteva rimandare almeno al giorno dopo, si sono vanificati tutti gli sforzi che la Direzione Generale per la Valorizzazione, ha profuso in questi giorni pur di far partire un progetto che dopo 37 anni ci  ha riportato alla stregua degli standard europei.

Sarebbe bastato quindi posticipare l’intervento al giorno dopo l’evento per esempio – prosegue contrariato il sindacalista – o quantomeno avere in dotazione un gruppo elettrogeno che oggi quasi tutte le istituzioni pubbliche hanno.  Nel corso di questi anni il Mibac ha speso e forse non proprio con grandi risultati, milioni di euro per le infrastrutture, per realizzare siti internet e portali come quello della cultura italiana che in pratica ha fallito la sua missione per cui era stato pensato, una montagna di  soldi provenienti pure da progetti europei , eppure nessuno dei nostri “soloni” ministeriali ha mai pensato che un piccolo gruppo elettrogeno avrebbe potuto garantire la continuità della comunicazione a tutto il ministero e non solo.

Questo ennesimo disservizio – conclude Urbino – ci è costato in termini economici e d’immagine al nostro ministero, e non può certamente passare inosservato. Il ministro Bray tragga le conseguenze e inizi quell’opera di discontinuità rimuovendo da incarichi dirigenziali, quei  dirigenti che hanno permesso tutto questo e che non possono gestire un dicastero così importante come quello della cultura italiana”….Stampa il Comunicato stampa del 31.07.2013

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