COMUNICATO STAMPA DEL 03 NOVEMBRE 2017

GIUSEPPE URBINO: COME SI UCCIDE UN MUSEO.

LA TRISTE FINE DEL MUSEO NAZIONALE D’ARTE ORIENTALE ‘GIUSEPPE TUCCI’ (MNAO)

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«Ormai è cosa fatta», afferma con un sospiro misto tra rabbia e rassegnazione, il Segretario Nazionale CONFSAL-UNSA Beni Culturali Dott. Giuseppe Urbino.

«Purtroppo i “poteri forti” hanno avuto la meglio e sono riusciti nell’impresa ciclopica e inutile di spostare un intero Museo dalla sua sede storica e apprezzata (Palazzo Brancaccio, in Via Merulana – Roma) in nuovi locali ubicati nella zona di Roma denominata EUR».

«La CONFSAL-UNSA Beni Culturali – prosegue il sindacalista – si è sempre strenuamente opposta a questo scempio per tanti motivi, non solo di natura economica ma anche dettati dal buon gusto e un briciolo di saggezza».

«Non dimentichiamoci che questo Museo è custode della più importante collezione di arte orientale italiana, che comprende più di 40 mila reperti provenienti dal Tibet, dal Nepal, dal Giappone e dalla Cina.

E stato peraltro sottolineato da più parti che il MNAO costituisce il “tesoro vivente della ricerca scientifica di Giuseppe Tucci”.

Non dobbiamo dimenticare inoltre che negli anni ‘90 sono stati effettuati dispendiosi lavori per mettere a norma tutto l’edificio, naturalmente il tutto con soldi pubblici, ovvero del contribuente (e io pago, direbbe il Principe della risata Antonio De Curtis in arte Totò).

Una petizione lanciata sulla piattaforma change.org ha precisato che questi lavori, tra l’altro, “hanno riportato alla luce affreschi e arredi occultati nel tempo e hanno visto il recupero architettonico del palazzo, ‘bene monumentale esso stesso e cornice ideale per la collezione orientale”.

La trovata “geniale” del nostro caro Ministro On.le Dario Franceschini, è stata quella, nel contesto di tante riforme e controriforme del Ministero da lui volute, di raggruppare in un unico organismo con sede all’EUR, quattro importanti musei nazionali:

– Museo Nazionale d’arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ – Roma

– Museo Nazionale Preistorico e Etnografico “Luigi Pigorini” – Roma

– Museo Nazionale delle arti e tradizioni popolari – Roma

– Museo dell’Alto Medioevo – Roma

Forse al nostro Ministro – tuona Urbino – è sfuggito un piccolo particolare ovvero che tutti i Musei che si trovano in quella zona di Roma sono da sempre privi di un grande flusso di visitatori (tranne alcune scolaresche) e non a caso l’EUR dai romani è chiamato “il cimitero dei musei”.

Eppure la petizione firmata nel 2014 ha visto l’interessamento e la firma anche di persone di un certo calibro nel mondo della cultura e dello spettacolo tra le quali anche il premio Oscar Paolo Sorrentino e l’attrice Nancy Brilli (oltre naturalmente a esponenti delle Associazioni culturali della zona e alcuni politici. Unitamente ad altre Organizzazioni Sindacali, la CONFSAL-UNSA Beni Culturali già all’epoca sottolineò che “Il ministero ai Beni culturali paga oltre 5 milioni di affitti annuali all’Ente di cui 2,2 per un’ala dell’Archivio di Stato non utilizzata e da ristrutturare in cui andrebbe il museo, privando l’Esquilino di una realtà culturale e di integrazione importante”.

«Peraltro», prosegue il sindacalista, «a conti fatti tutto questo grande risparmio non c’è nel modo più assoluto ma nel contempo ci sarebbero ben due ulteriori svantaggi.

Il primo sarebbe quello di privare il quartiere, ormai divenuto multietnico, di un Museo che, per la sua particolarità, sembra fatto apposta per trovarsi esattamente in quel luogo.

Il secondo, quello di cui non si parla mai, il serio disagio che avranno molti lavoratori del MNAO che, in una città come Roma, priva di un efficiente rete di trasporti urbani, si troveranno a impiegare, nel migliore dei casi, oltre un’ora per raggiungere il nuovo posto di lavoro».

«A questo punto» – conclude Urbino – «viste tutte queste incongruenze ma constatata la ferrea volontà ministeriale di proseguire su questa folle strada, viene da pensare a chi giovi tutto questo, visto che razionalmente tutto indicherebbe che la strada da percorrere sarebbe quella di lasciare il MNAO nella sua storica sede. Come disse Giulio °Andreotti: “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”.

«Speriamo non sia questo il caso». 

UFFICIO STAMPA

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