RESOCONTO DEL TAVOLO NAZIONALE DEL 26 OTTOBRE 2017

L’UNSA SEMPRE IN PRIMA LINEA A DIFESA DEI LAVORATORI DEL MIBACT

 resoconto

In data odierna si è svolto presso la Sala Emeroteca del Collegio Romano l’incontro di riunione a livello nazionale secondo il seguente ordine del giorno: 

Contrattazione:

  • Ipotesi di accordo progetti di miglioramento dei servizi culturali ed amministrativi resi dall’amministrazione all’utenza 2017;
  • Ipotesi di accordo concernente la determinazione dell’indennità di posizione organizzativa.

 Informativa:

  • Sviluppi economici 2017. 

Presenti per la parte pubblica dell’Amministrazione erano il Segretario Generale dott.ssa Di Francesco, il Direttore Generale Organizzazione dott.ssa Marina Giuseppone, il prof. Alessandro Benzia, il Direttore Generale per il Bilancio dott. Paolo D’Angeli, la dott.ssa Paola Passarelli Serv. II DGO ed altri componenti degli staff dirigenziali. 

L’introduzione è stata eseguita dalla dott.ssa Di Francesco che si è presentata alle parti sociali e alla quale dopo una brevissima presentazione dei capi delegazioni delle OO.SS. sono stati rivolti gli auguri di un proficuo lavoro di collaborazione.

Per l’UNSA era presente il Segretario Regionale del Lazio Vincenzo D’Indinosante che ha portato i saluti del nostro Segretario Nazionale dott. Giuseppe Urbino, che purtroppo era assente per indifferibili impegni già assunti in precedenza. 

Esperite, quindi, le dovute formalità si sono affrontati gli argomenti del giorno e si è discusso sulle due ipotesi di accordo. 

Sulla prima, ossia quella circa l’accordo relativo ai progetti di miglioramento dei servizi culturali ed amministrativi resi dall’amministrazione all’utenza 2017, si è evidenziata la necessità che questi progetti dovessero essere svolti durante il normale orario di lavoro e pertanto l’art. 2 comma 2 è stata cancellata la voce “incremento” riferito all’offerta culturale con iniziative aggiuntive rispetto a quelle ordinarie, in quanto la stessa poteva dar luogo ad una errata interpretazione considerando le iniziative e le attività al di fuori o dopo l’orario normale di lavoro.

Questa precisazione era dovuta, in quanto poi all’art. 5 dell’accordo veniva, tra l’altro, specificato che i progetti in questione venissero svolti all’interno dell’orario di lavoro.

L’accordo sottoscritto, quindi, nella sostanza trovava tutti concordi nell’impegno della somma complessiva pari ad euro 10.878.961,00 derivanti dalla disponibilità FUA A.F. 2017 (euro 6.500.116,00) e dalle risorse non utilizzate A.F. 2016 (euro 4.378.845,00) per la realizzazione di progetti con una durata di almeno tre mesi decorrenti dall’approvazione dell’accordo definitivo da parte degli organi di controllo. 

Sulla seconda ipotesi di accordo concernente la determinazione dell’indennità di posizione organizzativa la nostra organizzazione sindacale ha manifestato inizialmente tutta la sua contrarietà a sottoscrivere l’accordo in quanto lo stesso, così come ammesso poi dalla stessa amministrazione, risultava carente di una precisa fotografia o mappatura delle sedi dirigenziali che si dimostrava limitativa ed incompleta.

 Nei fatti la tabella sulle posizioni organizzative rappresentava le responsabilità dei direttori o dei funzionari facenti funzioni in maniera discutibile e anche parziale.

 Abbiamo sollevato anche il problema che le risorse economiche riservate alle posizioni organizzative potessero essere prelevate non direttamente dal bacino FUA. 

A questa nostra richiesta veniva ricordato e spiegato dal dott. D’Angeli che in realtà queste somme coincidevano con quelle impegnate per la Valorizzazione e che le stesse invece di essere utilizzate dal bacino del FUA venivano prelevate di fatto da un diverso capitolo di spesa. 

Per l’esattezza le somme a disposizione per i Progetti di Valorizzazione si riferiscono al cap. 1321 e quindi con questo tipo di operazione si riesce nella pratica a non gravare sulle disponibilità generali del FUA stesso. 

Pertanto, a fronte di questi ragionamenti insieme all’impegno assunto, su nostra richiesta, da parte dell’amministrazione, di una totale informativa rispetto ad un quadro più reale ed attendibile in cui possano evidenziarsi le reali responsabilità  dirigenziali.

Quindi, e solo per il corrente anno 2017, si è concordato di impegnare secondo la ripartizione del FUA A.F. 2017 la somma complessiva di euro 1.750.000,00 per la corresponsione delle posizioni organizzative pari ad euro 2.500,00 annui lordi pro capite.

Mentre per il prossimo anno 2018, bisognerà trovare diversi parametri indicatori che non siano solo quelli riferiti alle direzioni di sedi musei che abbiano superato nell’anno precedente i 100.000 o i 250.000 visitatori. 

Inoltre, sempre per rimanere nel tema, abbiamo sottolineato la necessità di monitorare effettivamente tali gradi di responsabilità nei vari luoghi di cultura da parte delle direzioni, che in alcuni casi si sono dimostrate al contrario non meritevoli della stessa posizione nonostante si siano superati, ad esempio, in quei musei  nell’anno precedente i 100.000 o i 250.000 visitatori. 

Abbiamo ritenuto che la posizione organizzativa dovrà tener conto anche di altri criteri di giudizio, quali ad esempio la capacità gestionale del personale dipendente e i risultati rispetto ad un benessere lavorativo in alcuni casi non realizzato. 

Su tutto questo l’UNSA si è posta decisamente convinta a non riconoscere i compensi pro capite per quelle posizioni organizzative carenti sotto gli aspetti appena riportati e che a nostro avviso risulterebbero in caso contrario dei falsi riconoscimenti di assunzione di responsabilità inesistenti da parte di quelle direzioni inefficaci e improduttive per aver applicato una non corretta organizzazione del lavoro. 

Per finire, si è accentuata l’importanza di avere comunque una INFORMATIVA capillare e  dettagliata sui risultati di quelle direzioni meritevoli della posizione organizzativa, al fine di riconoscere il giusto compenso. 

La riunione, quindi, dopo aver trattato le due ipotesi di accordo è proseguita con l’esame del terzo punto all’ordine del giorno: 

Gli Sviluppi economici 2017

Al riguardo, si è svolto un grande dibattito, iniziato con la disapprovazione nei confronti dell’amministrazione per aver pubblicato senza alcun ascolto, la nota e-mail stabilendo in maniera del tutto autonoma le materie rispetto alle quali saranno fatte le 30 domande sui 100, 200 o 300 quiz per i partecipanti alle progressioni economiche 2017. 

Ribadendo la nostra contrarietà rispetto alla metodologia nell’individuare parametri selettivi ogni volta diversi (Idoneità ed incarichi nelle progressioni 2010, Corsi di formazione in quelle del 2016 e quiz per queste del 2017) e che stante la nostra partecipazione ai vari tavoli tecnici svolti sull’argomento, ma che anche e soprattutto per queste motivazioni, ci ha differenziato dalle altre sigle sindacali, non “firmando” e non “sottoscrivendo” alcuna ipotesi di accordo al riguardo. 

A coloro che hanno tentato di dipingere il nostro sindacato negativamente per: 

  1. non essere stati concordi all’ennesima “presa in giro” nei confronti di migliaia lavoratori e lavoratrici;
  2. non aver avvallato questi sistemi selettivi iniqui e discriminanti, che apparentemente risulterebbero migliori dei precedenti;
  3. aver dichiarato che da nessun tavolo tecnico sia mai scaturito comunque un documento finale e condiviso da tutta la commissione (non soltanto il tavolo tecnico per le progressioni, ma anche quelli per la mobilità, per i profili, per gli organici ecc…);

 abbiamo dichiarato invece di essere stati sempre coerenti con il mandato ricevuto dai lavoratori e di esserci sempre adoperati in loro tutela. 

Per l’UNSA questo tema sulle progressioni economiche  avrebbe dovuto sin dall’inizio considerare esclusivamente la PROFESSIONALITA’ acquisita da ciascun dipendente intanto dall’ANZIANITA’ che avrebbe dovuto costituire l’elemento predominante e selettivo per una prima graduatoria.

Poi, ad esempio, a parità di anzianità riconosciuta introdurre altri parametri selettivi, ma con l’obiettivo di permettere, anche in vari passaggi attraverso diversi step durante un ciclo temporale ben fissato, di far progredire l’intero personale del MIBACT. 

L’esigenza di arrivare comunque entro l’anno ad una conclusione per questi sviluppi economici e quindi di evitare il rischio, nel caso si fosse contestato l’approccio dei quiz, di non poter realizzare il secondo step come concordato e programmato, ha portato le altre sigle sindacali ad accettare, condividere e concordare lo strumento di misura dei QUIZ. 

Infine nell’ambito del confronto sindacale tra le OO.SS. e l’Amministrazione su questi importanti argomenti non abbiamo potuto accettare il solito comportamento irriverente e del tutto gratuito nei confronti dell’UNSA adottato da tempo già a livello locale in alcuni luoghi della cultura ed Istituti come ad esempio e meglio specificatamente presso il Polo museale del Lazio, allorquando si è voluto specificare che tutte le sigle sindacali eccetto la nostra avessero effettuato tutti insieme un’assemblea condivisa con il personale del Polo laziale proprio durante la mattina del giorno odierno della riunione nazionale. 

Tale dichiarazione, del tutto impropria e non coerente con il contesto della riunione, è stata resa con il solo intento di “denigrare” e di “sminuire” la nostra attività sindacale per aver tentato di far apparire solo il nostro sindacato come l’unico in controcorrente rispetto agli altri. 

Chiaramente, non potendo accettare una simile allusiva intenzione diffamatoria, si è risposto che in realtà da circa due anni presso il Polo del Lazio, soltanto l’Unsa ha contestato duramente  la direzione condotta dalla dott.ssa Edith Gabrielli, per tutta una serie di atti e comportamenti decisamente antisindacali. 

Soltanto l’Unsa  ha rappresentato in tutte le riunioni di contrattazione decentrata, numerose denunce continue per simili atteggiamenti. 

In due anni di lotta sindacale sempre e solo l’UNSA ha richiesto e condotto le Assemblee con il personale confrontandosi e ricevendo innumerevoli segnalazioni di gravi irregolarità da parte della direzione per aver assunto comportamenti in molte situazioni troppo prepotenti, discriminatori e lesivi nei confronti di buona parte dei dipendenti. 

Tutto questo, purtroppo, è avvenuto in un contesto che ha visto tutte le altre sigle sempre “silenti” e mai pronte a porsi in contrapposizione con le dovute efficaci azioni sindacali. 

Soltanto ultimamente, come in un risveglio da un torpore antico, queste sigle sindacali, forse per non poter più seguitare a mantenere alcune situazioni contrarie alle regole ma a favore dei loro iscritti dopo averle sostenute attraverso una contrattazione locale con la direzione Gabrielli, discutibilissima nell’applicazione di vari Istituti come la reperibilità o l’applicazione delle turnazioni notturne, oggi riunite in assemblea col personale vorrebbero recuperare quella credibilità che invece difficilmente potranno mai riconquistare. 

Questa è la DIVERSITA’ fra i sindacati che ci distingue.

Cordiali saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE

CONFSAL-UNSA BENI CULTURALI

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