L’IMPEGNO DEL MIBACT PER LA TUTELA DELLA PROFESSIONE DELLE GUIDE TURISTICHE

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Il Ministero dei beni culturali sta muovendo i primi passi a tutela della professionalità delle guide turistiche dopo la sentenza del Tar del Lazio dello scorso febbraio di annullamento del decreto ministeriale sulla guida turistica specialistica per i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico e le proteste di piazza delle associazioni di categoria dei giorni scorsi. Il sottosegretario al Turismo, Dorina Bianchi ha infatti dichiarato:” Continua l’impegno del Ministero insieme alle Regioni per affrontare in maniera sistematica la questione delle guide turistiche. Un ulteriore passo è stato fatto con un confronto sugli sviluppi dopo la sentenza del Tar sui decreti ministeriali, che istituiscono le guide turistiche specialistiche, sulla quale è stata già depositata l’impugnativa su richiesta del MiBACT. A breve, incontreremo anche le associazioni di categoria”. E ha aggiunto: “Si è avviato un primo confronto sulle azioni opportune da mettere in campo, in particolare in questa situazione, in attesa di una prima valutazione del Consiglio di Stato che auspichiamo arrivi entro la fine di aprile. Intanto il Ministero, di concerto con le Regioni, predisporrà i criteri e le modalità per un data base che raccolga le guide turistiche nazionali abilitate”. “Le guide turistiche – ha concluso – sono un patrimonio professionale da valorizzare, legato strettamente al patrimonio culturale italiano. Il nostro obiettivo è tutelare la categoria nella maniera più opportuna e creare un bilanciamento e un contemperamento tra la libera circolazione dei lavoratori e la tutela del nostro patrimonio culturale, storico e artistico”.

Per grandi linee e per fare un po’ di chiarezza sull’argomento, la protesta delle guide turistiche prende il via in seguito alla sentenza del Tar del Lazio dello scorso febbraio con la quale è stato annullato il decreto Franceschini (DM 11/12/2015). Tale decreto stabiliva i requisiti necessari per svolgere i servizi di guida all’interno dei “siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione per lo svolgimento della professione di guida turistica”. In base a tale DM solo le guide con l’abilitazione specialistica di un certo territorio possono operare nei siti protetti del loro territorio (Regione o Provincia) . Il DM quindi cercava in qualche modo di difendere la qualità delle visite guidate almeno nei siti più importanti e di maggiore rilevanza culturale. L’annullamento del decreto comporta quindi che l’unico riferimento legislativo in materia resta la legge 97/2013 (e le leggi regionali) con la conseguenza che in tutta Italia potranno operare tutte le guide con abilitazione presa in qualsiasi regione. Ma non soltanto: anche le guide della EU, o meglio, le persone considerate guide in un paese della EU, potranno operare in Italia, purché in prestazione temporanea.

Il problema che si pone è che generalmente le guide turistiche hanno le competenze certificate e necessarie al proprio territorio di appartenenza e non a livello nazionale. Inoltre le competenze in Italia vengono certificate in seguito al superamento di prove e questo non sempre avviene ad esempio in molti stati dell’unione europea. In poche parole ciò che manca davvero è una legge completa di riordino della professione di guida turistica in Italia, che tuteli le competenze degli operatori e le specializzazioni conseguite.

Infatti proprio il Coordinamento nazionale guide turistiche, che include la maggior parte delle associazioni e sindacati di categoria di tutta Italia, afferma che “manca totalmente una legge di riordino sulla professione. Ciò determina un grave vuoto che porterà alla concorrenza sle in campo lavorativo e sociale, con un abbassamento della qualità delle prestazioni e dei compensi, favorendo solo gli interessi dei Tour Operator. I rischi ora sono seri: diminuzione notevole del lavoro per le guide, calo di introiti per le loro famiglie, aumento dell’abusivismo, ma anche enorme diminuzione del gettito fiscale per le casse dello Stato”.

E prosegue: “In Italia, unica al mondo per ricchezza e varietà dei Beni culturali, alle guide turistiche è richiesta una elevata competenza data, oltre che dallo studio e dal continuo aggiornamento, anche da esami rigorosi di abilitazione alla professione. Per questo motivo, la ‘guida nazionale’, così come concepita dalla legge 97 del 2013, non può essere una soluzione condivisibile. In Italia, le competenze sulla specificità territoriale sono un valore, non possono essere viste come un ostacolo”. “Non si vuole chiudere -avverte il Coordinamento- le porte alla concorrenza, anzi, si richiedono solo pari competenze e pari condizioni fiscali per chiunque voglia svolgere questa professione, da qualsiasi paese provenga. Chiediamo che il ministero si attivi subito con una norma transitoria fino all’emanazione di una nuova legge di riordino. Un vuoto normativo determinerebbe incertezza con conseguenze imprevedibili.” (Fonte: Quotidiano Arte – Maria Rosaria Pastorelli)

Scarica e stampa la news del 20.03.2017

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