COMUNICATO STAMPA DEL 14 MARZO 2017

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BATTAGLIA: BENI CULTURALI, DALLE SOCIETA’ IN HOUSE AL “VOLONTARIATO”, VERGOGNA.

beni-culturali

«Sono anni che segnaliamo le criticità dell’esternalizzazione dei servizi pubblici, anche mediante l’utilizzo di criticabili società in house; ma l’affidamento all’esterno di mansioni che dovrebbero essere svolte da dipendenti pubblici, arriva ad assumere forme sempre più estreme, fino all’inaccettabile, e ciò è ancora più grave perché lo Stato favorisce e trae beneficio da tutto ciò» afferma Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA, che prosegue

«Nei giorni scorsi un servizio della RAI ha evidenziato che dietro alcune (immagino non tutte) Associazioni di Volontariato ci sono tante persone che per 400 euro al mese mandano avanti i musei e le biblioteche, facendo turni e dovendo chiedere ferie per assentarsi. Se esiste una legge che permette tutto questo, mi chiedo allora, lo Stato dove è? Nessuno si accorge che ci sono persone che svolgono di fatto un lavoro a condizioni inaccettabili, che vanno oltre la precarietà?»

«Siamo davanti a una nuova forma, perversa, di sfruttamento (seppur a carattere volontario, ma dettato dallo stato di necessità), di cui lo Stato sembra essere complice» tuona Massimo Battaglia che aggiunge «oltre agli adempimenti della Magistratura che immagino ci saranno, chiedo al Presidente del Consiglio Gentiloni e al Ministro Franceschini di verificare questo sistema che è ‘volontariato’ solo nominalmente, ma che nei fatti si configura come un subappalto di forza lavoro per assicurare il funzionamento dei beni culturali».

«Visto il 40% di disoccupazione giovanile» sottolinea Battaglia «e la drammatica carenza di personale, abbiamo bisogno di un massiccio programma di assunzioni per affidare a persone regolarmente assunte con concorso pubblico il compito di garantire la fruizione all’utenza dell’immenso patrimonio artistico e culturale italiano, che vale decine di miliardi di euro di incasso all’anno. Se non si affronta politicamente questo sistema» conclude Battaglia «lo Stato continuerà ad esservi colluso. L’UNSA chiede rispetto per la dignità delle persone, specialmente di quelle sfruttate, rispetto per i lavoratori in servizio e il lavoro pubblico, e dice basta alle esternalizzazioni».

Scarica e stampa il comunicato stampa del 14.03.2017

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