COMUNICATO STAMPA DEL 09 FEBBRAIO 2017

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • Tumblr
  • LinkedIn
  • Blogger
  • Pinterest
  • Email
  • RSS

POMPEI: CONTINUA LA LOTTA SINDACALE

L’UNSA BENI CULTURALI È SEMPRE IN PRIMA LINEA.

 

urbino 2

Il Sindacato Unsa Beni Culturali, unitamente ai dipendenti degli Scavi di Pompei hanno manifestato dinanzi all’area del sito archeologico di Pompei, per contestare ancora una volta, la gestione del Soprintendente Massimo Osanna, a parlare è il Segretario Nazionale Unsa Beni Culturali Dott. Giuseppe Urbino.

Il sindacato Unsa Beni Culturali – continua Urbino – unitamente al Segretario Generale della Federazione Massimo Battaglia e il rappresentate locale di Pompei, sono qui per protestare ancora una volta contro quelli che sono i problemi di Pompei, è cioè, vi sono postazioni con amianto, non c’è organizzazione del lavoro, la contrattazione non viene fatta dal dirigente Osanna, praticamente i lavoratori sono esposti a rischi di salute e sicurezza.

Vi sono posti dove i dipendenti devono soggiornare nonostante ci sia dell’amianto, amianto che non è mai stato tolto e che comunque nel corso degli anni ha prodotto notevoli morti di lavoratori e che ancora se ne contano.

Questo è quello che vogliamo far sapere alle persone – spiega Giuseppe Urbino – il sindacato unsa Beni Culturali, sta portando avanti una battaglia di dignità per il lavoro, soprattutto per la difesa e il diritto delle libertà sindacali e anche delle assemblee sui luoghi di lavoro dove a Pompei vogliono essere precluse per volontà del Ministro di turno, in questo caso Franceschini.

L’Unsa è qui per protestare contro la volontà politica di Franceschini che vuole fare solo bella figura con il Commissario Europeo quando le cose sono molte che noi abbiamo denunciato.

Inoltre – Urbino tiene a precisare – che viene tutelata l’apertura al pubblico, infatti proprio oggi il sindacato ha mandato alla stampa che c’è la possibilità di usufruire di altro personale per tenere aperti il sito in maniera dignitosa e soprattutto offrire un’offerta culturale che sia proprio meglio possibile per i turisti che vengono a Pompei.

Il sindacato Unsa Beni Culturali, in questo momento rivendica il diritto della contrattazione, non possiamo non contrattare le problematiche del lavoro, le problematiche della sicurezza, le problematiche delle assunzioni del pubblico impiego, le problematiche della contrattazione di secondo livello.

Altro fattore molto importante – afferma il sindacalista Urbino –  è che siamo senza contratto da circa 9 anni, nessuno, soprattutto Franceschini, che pensa solo a tagliare i nastri per fare bella figura con il Commissario Europeo, non spende una parola per il contratto degli statali, questa è una vergona in questo stato che si dichiara democratico, oggi noi non possiamo fare la nostra propaganda, non possiamo svolgere a pieno quelle che sono le funzioni sindacali, perché ci viene vietato, e ci ha ghettizzato in quest’angolo di questa piazza con un presidio generale come se fossimo dei banditi.

Infine, prosegue Urbino, il sindacato chiede ufficialmente al Ministro dei Beni Culturali la rimozione di Osanna, al quale attribuisce la mancanza di sicurezza all’interno dell’area archeologica, mancato confronto sindacale per la soluzione dei problemi e scarsità di personale e custodi.

Personale che deve vigilare su un’area ampia 66 ettari. Numeri che fanno sì che a turno siano presenti appena 23 operatori senza rinnovo del turn over, ma servendosi di una società come Ales che assume con proprio canoni, senza alcun controllo sulla trasparenza e delle rigide norme della contabilità pubblica.

Tutto questo è scandaloso conclude il sindacalista poiché con questo tipo di sistema di assunzioni si possono solo fare contratti a tempo determinato e addirittura servendosi di lavoro interinale con posizione facilmente ricattabili che sono anche in netta concorrenza con la disciplina del lavoro pubblico e contrattuale, indignando fortemente i lavoratori del settore che si vedono sempre di più abbandonati dal sistema e messi fuori da ogni guarentigia e privati della propria dignità di lavoratori pubblici al servizio della collettività.

La lotta prosegue – afferma Urbino – anche con l’attenzione della nostra Federazione Confsal-UNSA, la quale non esisterà a dichiarare lo stato di agitazione in ossequio alla regolazione sul diritto di sciopero. 

Roma, 09 febbraio 2017

Tel. 06 67232348 -2889

Scarica e stampa il comunicato stampa del 09.02.2017

Share and Enjoy