INTERROGAZIONE SUL DIRETTORE DEL POLO MUSEALE LAZIO GABRIELLI

ATTEGGIAMENTO AUTORITARIO, POCO RISPETTO DEI RUOLI E DELLE PROFESSIONALITÀ.

I LAVORATORI SONO COSTRETTI A LAVORARE CON ANSIA E TIMORE PER EVENTUALI RIPERCUSSIONI

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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03356

Atto n. 3-03356 (in Commissione) 
Pubblicato il 20 dicembre 2016, nella seduta n. 735
MONTEVECCHI , CAPPELLETTI , ENDRIZZI , DONNO , PAGLINI , GIARRUSSO , COTTI , CASTALDI , MORRA , MORONESE – Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. –

 

Premesso che:

il polo museale del Lazio, istituito con la riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, voluta dal Ministro stesso, riunisce 43 musei e luoghi della cultura in precedenza assegnati a 11 soprintendenze diverse;

istituito alla fine di agosto 2014, il polo è diventato operativo dal 9 marzo 2015, con la nomina a direttore della dottoressa Edith Gabrielli;

come si apprende da un articolo pubblicato da “lospiffero” il 17 gennaio 2012, dal titolo “Corvi e veleni a Palazzo Carignano“, la dottoressa Gabrielli, quando era soprintendente di Torino, più che per l’ampia e riconosciuta preparazione, si sarebbe resa famosa per il suo carattere di ferro e per il clima da guerra fredda instaurato negli uffici della soprintendenza. La dottoressa Gabrielli “appena varcata la soglia di palazzo Carignano pare abbia tolto le assegnazioni territoriali e settoriali ai vecchi responsabili”, facendo però calare il silenzio su importanti dossier, tra i quali quelli relativi alla galleria Sabauda, di villa della Regina e della palazzina di Stupinigi;

considerato che:

risulta agli interroganti che anche nella sede romana, la dottoressa Gabrielli avrebbe assunto atteggiamenti autoritari nei riguardi di gran parte dei dipendenti, dimostrando mancanza di rispetto dei ruoli e delle professionalità presenti. A causa di questo clima, i dipendenti sarebbero costretti a lavorare con ansia e timore di eventuali ripercussioni negative da parte del direttore;

il personale, inoltre, subirebbe trasferimenti di sede e di competenze, senza preavviso e sarebbe costretto a spostarsi nel Lazio, molto spesso senza un foglio di viaggio (cosiddetto “di missione”) e nessun rimborso spese attribuito;

considerato inoltre che:

il polo museale del Lazio contiene grandi e piccoli musei, tra questi il museo nazionale di Castel Sant’Angelo con una media di 3.000 visitatori al giorno e con un introito superiore a 8.000.000 di euro all’anno;

tuttavia, il museo di Castel Sant’Angelo non avrebbe goduto di interventi di restauro da marzo 2015, ma solo di piccole manutenzioni ordinarie;

considerato altresì che, per quanto risulta agli interroganti:

per il servizio di pulizie non sarebbero state indette gare ad evidenza pubblica e che il personale addetto, ogni due mesi, cambierebbe datore di lavoro, creando così agli stessi lavoratori perdite economiche per il mancato pagamento dei trattamenti di fine rapporto o delle ore di lavoro straordinario, per il riconoscimento dei quali sarebbero costretti quindi ad intraprendere azioni legali;

inoltre, a causa della mobilità volontaria, dei pensionamenti e delle malattie, gli addetti alla vigilanza sarebbero in sottorganico. Per colmare la lacuna, la direttrice si sarebbe avvalsa del personale di Ales SpA, con esborsi maggiori rispetto a quelli che generalmente si sostengono con il personale di ruolo;

dal 20 settembre 2016, peraltro, la direzione avrebbe predisposto ordini di servizio che allontanano dagli uffici centrali del polo museale del Lazio tutto il personale dell’Ufficio tecnico e amministrativo, che ha operato nel corso dei 30 anni precedenti, trasferendoli senza preavviso;

considerato infine che:

attualmente, sarebbero state interrotte le attività di ricerca, studio e valorizzazione dei siti del polo museale del Lazio, con un’avocazione di fatto di tutte le funzioni da parte della dottoressa Gabrielli che avrebbe costituito un nuovo organico con persone di sua fiducia;

la dottoressa Gabrielli è anche direttrice ad interim di Castel Sant’Angelo, per cui avrebbe il controllo, oltre che delle entrate di tutti i siti del polo, anche di quello con maggiore affluenza, che, a giudizio degli interroganti, data la sua particolarità, dovrebbe avere una propria contabilità speciale e i ricavi, derivanti dalla vendita dei biglietti acquistati dai visitatori e dagli eventi organizzati, dovrebbero servire per tutelare, valorizzare e conservare il sito stesso, che necessita di restauro e manutenzione,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se ritenga opportuno verificarne la veridicità;

se, qualora si renda necessario, intenda conseguentemente adottare gli opportuni provvedimenti, anche di carattere normativo, affinché il polo museale del Lazio, di particolare portata e importanza, sia tutelato e gestito in maniera adeguata rispetto al valore del patrimonio in esso contenuto, nonché nel rispetto dei diritti civili e del lavoro del personale impiegato.

Scarica e stampa la news del 30.01.2017