DOPO DUE ANNI QUALI SONO I RISULTATI DELL”ART BONUS?

COD_76_artbonus

Il Decreto Legge 83 del 31 Maggio del 2014 (reso permanente dalla Legge di Stabilità del 2016) ha la finalità di valorizzare, promuovere e recuperare i beni del nostro patrimonio culturale. Dopo due anni dall’entrata in vigore si è dimostrato uno strumento efficace per aumentare le erogazioni liberali verso musei, fondazioni lirico-sinfoniche, palazzi, biblioteche, teatri tradizionali, istituti e luoghi della cultura pubblica.

I mecenati che hanno effettuato dei versamenti sono quasi quattromila, precisamente 3.946; in poco più di tre mesi sono aumentati di 788 (del 19,96%). Nell’anno passato, grazie alla legge di stabilità, è stata resa permanente l’agevolazione fiscale del 65% per questo genere di erogazioni, detraibile in tre anni. Per le persone fisiche, invece, e gli enti che non svolgono attività commerciali, il credito d’imposta è riconosciuto nel limite del 15% del reddito imponibile, mentre per le imprese ed enti che esercitano anche attività commerciale il credito d’imposta è invece riconosciuto nel limite del 5 per mille dei ricavi annui.

Il mecenatismo, tramite l’art bonus, ha raggiunto nel Settembre 2016 un valore totale di 122,7 milioni di euro: dati che vengono descritti dettagliatamente da un’indagine eseguita dagli studenti del X Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni culturali della 24Ore Business School in collaborazione con lo CSAC – Università degli Studi di Parma ed Nctm Studio Legale, con il supporto di Ales. L’indagine, pubblicata sul Sole 24 ore, si basa sui dati disponibili sul sito “ artbonus.gov.it” e prende in considerazione l’arco temporale da giugno 2014 a Settembre 2016. Sono quattro le categorie individuate di donatori: persone fisiche, imprese, fondazioni bancarie ed enti non commerciali. 122,7 mln di euro è la somma raccolta e destinata a finanziare interventi su ben 764 beni; In testa alle donazioni c’è la categoria delle imprese con il 60% del totale dei finanziamenti raccolti, poi le fondazioni bancarie, gli enti non commerciali ed infine i singoli cittadini. Dal punto rivista “geografico” primeggia il Nord con più della metà dei beni indicati (764) e il 56% delle risorse finanziarie disponibili; segue poi il Centro ed il Sud come fanalino di coda con solamente l’1.61% delle donazioni. La tipologia d’interventi maggiormente finanziata (50,2% tipologia A) è stata naturalmente quella del restauro dei beni assieme alla loro manutenzione straordinaria ma che ha soddisfatto solo un terzo della richiesta complessiva per questo tipo di intervento. L’altra metà circa della disponibilità è andata al sostegno di istituti e luoghi della cultura, fondazioni sinfoniche, teatri (tipologia B). Una piccola quota residuale dello 0,1% è stata destinata a 10 progetti per la realizzazione, restauro e potenziamento di enti pubblici dello spettacolo (tipologia C). Il fatto che emerge, davvero evidente, nella conclusione della ricerca, è la poca visibilità che ha avuto l’Art Bonus al Centro e al Sud Italia rispetto ai significativi risultati del Nord.

Bisogna informare maggiormente i possibili mecenati, soprattutto la categoria degli Enti pubblici e degli Enti locali, spiegando i vantaggi dell’Art Bonus sull’Italia e soprattutto sul nostro settore terziario. Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschi che ha promosso insieme all’ex Premier Matteo Renzi l’Art Bonus, ha affermato: “L’agevolazione fiscale al 65% per le donazioni in cultura, che ci pone all’avanguardia in Europa, si rivela un successo e dimostra quanto cittadini, enti e imprese abbiano a cuore la tutela del patrimonio culturale nazionale”.? Ed ‘ effettivamente così: nell’ultimo mese del 2016 le erogazioni liberali sono arrivate ccare la cifra di 133 milioni di euro; un trend che fa ben sperare per il futuro. (Fonte: Quotidiano Arte – F.to LML)

Scarica e stampa la news del 09.01.2017