DECRETO ASSENTEISTI AL VIA: ECCO COME FUNZIONA

DA MERCOLEDÌ AL VIA IL DECRETO ASSENTEISTI, ECCO I DETTAGLI OPERATIVI DELLA NORMA CHE FA TREMARE FUNZIONARI E DIRIGENTI PUBBLICI.

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Martedì 12 luglio è l’ultimo giorno per sperare di farla franca per i “furbetti del cartellino”.

Da mercoledì, questa locuzione giornalistica che tuttavia ben rappresenta chi commette attestazione di falsa presenza sul posto di lavoro, sarà molto meno presente sui giornali: entrerà difatti in vigore il Decreto assenteisti.

Il provvedimento, particolarmente severo nei confronti dei dipendenti, impatta anche sul livello di responsabilità del dirigente o del responsabile dell’ufficio. Saranno difatti punite anche le mancanze di costoro, qualora non denunciassero prontamente il fatto rilevato in flagranza. 

DECRETO ASSENTEISTI: COSA CAMBIA RISPETTO ALLA RIFORMA BRUNETTA

Come è ormai noto le norme anti-assenteismo esistevano già e in particolare a partire dal 2009, con la riforma Brunetta, si poteva giungere già al licenziamento senza preavviso.

Tuttavia, perché ciò fosse ammissibile, era condizione essenziale che si verificassero casi di “recidive plurime”, mentre oggi basta semplicemente che la falsa attestazione di presenza venga verificata anche per una sola volta.

Inoltre la previsione di sanzione per i dirigenti e i responsabili dell’ufficio che si rifiutassero di segnalare la violazione, rafforza ulteriormente la posizione della PA nei confronti degli assenteisti. Si prevede che i licenziamenti dunque siano molti di più rispetto alla decina di casi sino ad oggi verificatisi con la precedente normativa. 

DECRETO ASSENTEISTI: COS’È LA FALSA ATTESTAZIONE DELLA PRESENZA

La riforma individua come “falsa attestazione della presenza”, il caso in cui il dipendente, in qualsiasi modo, ottenga l’effetto di attestare in maniera fraudolenta – da solo o attraverso l’aiuto di colleghi – la presenza in servizio.

Ma è falsa attestazione di presenza anche il caso in cui gli orari di lavoro dichiarati siano differenti da quelli effettivi. Mano ferma dunque sulla presenza sul posto di lavoro.  

DECRETO ASSENTEISTI: VIOLAZIONE ACCERTATA IN FLAGRANZA E SOSPENSIONE IMMEDIATA

Nel caso in cui l’attestazione venisse accertata in flagranza, ovvero, attraverso strumenti di videosorveglianza, registrazione, o attraverso l’osservazione diretta, il responsabile abbia modo di vedere il lavoratore che compie l’atto fraudolento (ad esempio che timbra il cartellino di altri), è obbligo dell’Amministrazione disporre entro le successive 48 ore dall’accertamento, la sospensione cautelare del dipendente, anche senza necessità di ascoltarlo preventivamente. 

DECRETO ASSENTEISTI: IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

La sospensione avvia ufficialmente il procedimento disciplinare, si ascoltano le difese del lavoratore – la convocazione avviene entro 15 giorni – e si adottano le sanzioni qualora la difesa non risultasse adeguata a giustificare il comportamento.

Il termine dei 15 giorni può essere prolungato di ulteriori 5 giorni per impossibilità di adempimento motivata.

Durante la sospensione non si ha diritto allo stipendio, ma solo ad un assegno alimentare.

Il procedimento deve essere concluso entro i 30 giorni della ricezione da parte del dipendente della contestazione dell’addebito.

Quindi se i primi addebiti partono il prossimo mercoledì 13 luglio, primo giorno di entrata in vigore del provvedimento, il procedimento si dovrà concludere entro il 13 di agosto.

DECRETO ASSENTEISTI: QUANDO SCATTA IL LICENZIAMENTO

Il licenziamento previsto dal decreto assenteisti scatta a seguito della conclusione della procedura disciplinare, nei casi in cui le giustificazioni fornite non fossero ritenute adeguate a giustificare il comportamento scorretto. 

DECRETO ASSENTEISTI: LICENZIATO INGIUSTAMENTE, COME DIFENDERSI?

Se attraverso il decreto assenteisti si viene ingiustamente sottoposti a procedura di sospensione e poi al licenziamento, ma si ritiene di essere nel giusto, l’unica strada percorribile per far valere le proprie ragioni è di rivolgersi al giudice del lavoro. In sede di giudizio si dovranno far rilevare le irregolarità formali o sostanziali nella procedura. 

DECRETO ASSENTEISTI: DANNO DI IMMAGINE E SANZIONI ECONOMICHE

Chi commette la violazione di falsa attestazione di presenza, potrebbe essere anche sottoposto al risarcimento del danno di immagine prodotto alla pubblica amministrazione.

Entro 15 giorni dall’avviamento della procedura disciplinare difatti è obbligo del dirigente girare i documenti anche alla Corte dei Conti che valuti entro i successivi 3 mesi quali siano i danni causati, in ragione della rilevanza mediatica dell’avvenimento.

Viene comunque stabilita una misura minima che corrisponde a sei mensilità dell’ultimo stipendio percepito dal dipendente. Questo vuol dire che un dipendente che prende 1.500 euro al mese dovrà pagare almeno 9mila euro di danno di immagine. 

DECRETO ASSENTEISTI: DIRIGENTI E RESPONSABILI COMMETTONO ILLECITO DISCIPLINARE SE NON SEGNALANO LA VIOLAZIONE

A differenza di quanto succedeva con la Riforma Brunetta, con il decreto assenteisti i dirigenti o i responsabili venuti a conoscenza della violazione che non agiscano prontamente commetteranno un’omissione considerata illecito disciplinare, dunque punibile a sua volta con il licenziamento. (Fonte – LA LEGGE PER TUTTI – Lorenzo Mari)

Scarica e stampa la tribuna sindacale del 18.07.2016