COLOSSEO IN STATO D’ABBANDONO, URGE INTERVENTO

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“Milioni di turisti ogni anno invadono la città ed uno dei primi luoghi che visitano è l’Anfiteatro Flavio, gloria dell’antica Roma. Ma il nostro “biglietto da visita” con il quale ci presentiamo ai turisti versa in una condizione a dir poco deprimente- a parlare è Giuseppe Urbino, Segretario Nazionale della Confsal-Unsa Beni Culturali – il monumento e l’area circostante sono in totale stato di abbandono, l’esterno è un cantiere perenne per non parlare dei servizi igienici che  sono insufficienti, maleodoranti e in condizioni di allerta epidemie.

Inesistenti servizi o posti ristoro – prosegue il sindacalista – della vigilanza neanche l’ombra, tanto che all’interno si scorgono turisti arrampicati sui capitelli, e gli ascensori per disabili vengono utilizzati da chiunque.

Con questa pubblica denuncia – sostiene Urbino – si vuole porre l’attenzione sull’enorme degrado in cui versa uno dei monumenti più importanti della città di Roma e che tutto il mondo ci invidia.

Segnaletica è inesistente, molte zone del monumento risultano chiuse, non vi è un punto di primo soccorso.

Insomma,  quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di Roma, giace in un’assoluta condizione di abbandono.

A questo punto si potrebbe pensare che tale situazione sia frutto dell’incapacità dell’amministrazione dello Stato di gestire i servizi e invece si scopre che dal 2006, in base alla legge Ronchey, la gestione della biglietteria e dei servizi correlati alla visita del Colosseo è stata affidata ai privati, con danno per l’occupazione nel settore pubblico e  cosa ancora più grave, per la qualità del servizio che viene offerto e per la scarsa valorizzazione del sito. In realtà, il privato tende a gestire il servizio con un personale quanto meno insufficiente che porta ad avere solo poche biglietterie/casse aperte che generano regolarmente code chilometriche, basta recarsi di persona e per poi scoprire che c’è un modo per abbreviare il tempo d’attesa: si paga la Cooperativa Coopculture che ha la gestione di molti monumenti italiani; il sovrapprezzo di Euro 5,50 per la visita guidata e/o per l’audio guida, però, lo si può pagare solo in contanti.

In pratica sembrerebbe che la cooperativa si metta in concorrenza con le agenzie di viaggi che vendono tour in lingue straniere, anziché rispettare il contratto che limita l’attività alla didattica museale.

Sul costo del servizio e sulla cattiva gestione del monumento è  stato istituito un servizio di prenotazione a pagamento per saltare la fila con un supplemento di euro 1,50 in più, anche per i bambini europei fino a 18 anni, i portatori di handicap e gli over 65 anni, categorie che avrebbero invece diritto all’ingresso gratuito per legge.

Il prezzo del biglietto che era di  8 euro  è stato maggiorato di altri  4 Euro  in virtù della mostra tematica che cambia ogni 6 mesi. Il sovrapprezzo è applicato a tutti, anche a chi non ha voglia di visitare detta mostra!!

I sotterranei, il terzo ordine e l’arena sono visitabili solo su prenotazione e a fronte di un altro sovrapprezzo, mentre prima della concessione l’intera arena era accessibile a tutti i visitatori con un  solo nel biglietto d’ingresso.

L’era dei Ministri improvvisati e devoti alla privatizzazione del servizio pubblico è fallita miseramente – prosegue Urbino- ed è quanto mai necessario riscoprire la cosa pubblica, valorizzarla e tenerla viva al fine di raggiungere una gestione totalmente pubblica e condivisa.Per questo esortiamo il nuovo  ministro della cultura Massimo Bray a recarsi urgentemente in visita al Colosseo (invece di andarsene in giro a tagliare nastri) e vedere di persona la gravità della situazione, perché ormai non c’è più tempo, il Colosseo necessita di azioni concrete  non solo parole sulla scia di una sponsorizzazione speculativa del Signor Della Valle, conclude Urbino”

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